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A Reggio Emilia salvati aironi: stavano abbattendo gli alberi dove avevano i nidi/FOTO

REGGIO EMILIA – Gli alberi su cui da qualche anno avevano scelto di fare i propri nidi rischiavano di essere abbattuti. La polizia provinciale di Reggio Emilia lo ha impedito, salvando così numerose coppie di Aironi “residenti” in un pioppeto tra i campi di via D’Este a Gualtieri. Un posto ben conosciuto dagli appassionati reggiani di “birdwatching”, dove sono presenti esemplari che appartengono a diverse specie: da quella più grande dell’airone Cenerino alle Nitticore e le Garzette, dei piccoli ed eleganti aironi dal piumaggio bianco candido. Proprio alcuni escursionisti, mercoledì pomeriggio, si sono accorti stupiti che sul posto erano iniziati i lavori di abbattimento degli alberi, segnalando il rischio per i nidi alla Lega italiana protezione uccelli. Questa, a sua volta, ha allertato le autorità competenti. Giovedì mattina di buon’ora la polizia provinciale ha così effettuato un sopralluogo e, accertato il “concreto e imminente pericolo” di abbattimento degli alberi su cui erano presenti i nidi degli aironi, ha ordinato l’immediata sospensione dei lavori di taglio del pioppeto.

Gli agenti hanno anche trovato alcuni giovani uccelli al suolo, per cause ritenute non compatibili con la naturale mortalità fisiologicamente presente nelle colonie dei volatili. È andata bene invece a due giovani garzette, raccolte ancora vive e trasportate al centro di recupero animali selvatici “Croce Alata” di Reggio Emilia, dove sono state curate le loro fratture alari. Le ferite sono risultate difficilmente spiegabili con una spontanea fuoriuscita dal nido, ma molto più probabilmente provocate dallo schianto al suolo dell’albero su cui il nido stesso si trovava. La polizia provinciale ha inoltre denunciato il responsabile dei lavori, titolare di una ditta di Cremona di commercio legname, per “abbattimento di specie di uccelli protetti“.

È stata comunque messa al sicuro la maggior parte dei nidi degli aironi, che con la loro presenza non solo allietano le campagne ma spesso costituiscono utili elementi di regolazione ecologica. Si nutrono infatti di vari roditori e invertebrati nei campi e fungono anche da “spazzini” quando nei canali, a causa di crisi idriche, muoiono i pesci. Evitando così che si verifichino insalubri e nauseabondi processi di putrefazione.

di Mattia Caiulo, giornalista professionista

16 giugno 2017

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