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Rai, Siddi: “Il concorso? Giusto premiare i curricula”/VIDEO

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ROMA – Polemiche sul concorso Rai perché la graduatoria dei vincitori è stata ‘dribblata’. I 7 giornalisti chiamati nelle testate nazionali non sono i primi sette, ma sparsi tra i 35 già convocati. Per Franco Siddi, componente del cda della Rai ed ex presidente Fnsi, è giusto premiare i curricula e non la classifica. Intervistato dalla Dire a margine di un convegno organizzato da Area Cantiere democratico, spiega: “Le graduatorie di chi viene assunto al nazionale o al regionale non si possono misurare, a mio giudizio, guardando dove i colleghi sono posizionati, ma guardando le competenze che servono alla testata. Se io ho uno specialista di egittologia, parlo di un caso che evidentemente non c’è- sottolinea- e mi serve in un tg nazionale, perchè lo devo mandare in un altro tg anche se è ventisettesimo”. Insomma, attacca Siddi, “bisognerebbe parlare del merito e meno di gazosa“. Detto ciò, sottolinea che, anche se “con un po’ di ritardo, la Rai ha assunto già trentacinque persone, una ha rifiutato”.

– SIDDI: I TALK SHOW? VANNO RIPENSATI, BASTA COI PERSONAGGI INCAPACI – “I talk show sono un genere che in parte ha fatto il suo tempo e non regge più al passo di un pubblico che vuole capire, non solo sentire slogan. Dobbiamo ripensare il genere, che serva davvero a capire le cose come stanno prima ancora che il peso di un signolo personaggio”, dice ancora Siddi. L’ex presidente della Fnsi si scaglia contro chi è diventato famoso “solo perchè sapeva fare audience. Questo non va bene, abbiamo dei personaggi inventati dai talk che nella vita reale, una volta messi alla prova, non hanno saputo fare niente“, conclude.

– SIDDI: “ABBASSARE I TONI CONTRO DALL’ORTO; ASCOLTEREMO CAMERA” – “Io penso che bisogna abbassare i toni di questi attacchi a Campo Dall’Orto e penso che la Rai abbia una grande opportunità di libertà in questa stagione”dice Siddi. “E’ in corso una transizione reale in cui qualche incidente capita, ma questo non vuol dire che l’attuale gestione si piega a pressioni improprie. Ma una cosa va detta con franchezza: il parlamento va ascoltato perché è il nostro editore e il governo è azionista attraverso il Mef. Le rappresentanze istituzionali- sottolinea- hanno un ruolo decisivo perchè sia garantita nella tv pubblica il pluralismo”. Siddi poi conclude: “Se capitano incidenti è giusto segnalarli e correggerli e penso che Campo Dall’Orto li saprà correggere”.

– DIACONALE: “DG NON PUO’ PENSARE DI ESSERE PADRONE ASSOLUTO” – Il problema non sono le pressioni dei partiti, il problema vero in questo momento è che la riforma della Rai affida dei poteri da amministratore delegato al dg e non definisce il ruolo del cda, questo significa che, con una interpretazione estensiva della riforma, il dg può pensare di essere diventato il padrone assoluto della Rai”. Lo dice Arturo Diaconale, componente del cda della Rai, intervistato dalla Dire a margine di un convegno organizzato da Area Cantiere democratico. “Questo crea degli scompensi dentro l’opposizione e la maggioranza- sottolinea- credo sia opportuno un maggiore equilibrio, non fondato su compromessi politici ma un equilibrio istituzionale dentro la Rai. I consiglieri hanno il massimo delle responsabilità senza avere alcun potere e questo crea squilibrio, scontento e stati di tensione che potrebbero essere superati se ci fosse un maggior equilibrio”, conclude.

– DIACONALE: “I TALK SHOW? SUPERATI MA INEVITABILI PER PLURALISMO” – “Che il format del talk show sia usurato senz’altro, che debba essere superato senz’altro, ma che serva per garantire un minimo di pluralismo, non solo nella Rai ma in tutte le televisioni, credo che sia al momento inevitabile”, afferma Diaconale.

– PEDICA: “DG NON ASCOLTA PRESSIONI, LA VUOLE MENO PARTITICA” – “Campo Dall’Orto sta agendo autonomamente senza ascoltare i partiti“. Con la riforma della Rai “c’è stata una forte risposta con la centralità di una persona che conosce la materia e vuole rendere la Rai meno partitica e più alla portata di chi paga il canone”. Lo dice Stefano Pedica, Pd, intervistato dalla Dire a margine di un convegno sul futuro della Rai organizzato dalla sua associazione Area Cantiere democratico.

– PEDICA: “IO DEL COMITATO ‘SI” E NON MI HANNO CHIAMATO”- Renzi e il ‘Sì’ al referendum sovraesposti in Rai? “Io posso dire che rappresento il Comitato del Sì del Lazio e nessuno mi ha chiamato in tivù. Renzi è il presidente del Consiglio e il segretario di un partito, fa bene a spiegare le riforme in televisione”, dice Pedica.

di Luca Monticelli, giornalista professionista

16 giugno 2016
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