Impronte di 800.000 anni fa, Iscr: “Faremo il calco”

eritrea_orme5ROMA – Arriva dall’Eritrea la scoperta di un’impronta umana risalente a 800mila anni fa, probabilmente le prime orme attribuibili con certezza all’Homo Erectus. Un ritrovamento già definito eccezionale dagli studiosi e firmato da un’equipe internazionale coordinata dalla Sapienza di Roma in sinergia, tra gli altri, con l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e il Museo Pigorini. Le impronte identificate, spiegano gli esperti della Sapienza, presentano una generale somiglianza con quelle dell’uomo moderno e potrebbero quindi dare importanti indicazioni riguardo l’anatomia del piede e la locomozione di questi nostri antenati: mostrano dettagli delle dita dei piedi, un arco longitudinale mediale marcato e un alluce addotto, tutte caratteristiche che rendono distintivi i piedi umani e che li rendono efficienti nella camminata e nella corsa. Dalla scoperta – avvenuta durante una campagna di scavo nella regione della Dancalia – si potranno studiare aspetti degli umani di allora come la statura, la massa corporea e la biomeccanica dell’apparato locomotore, compresi andatura e velocità del passo. Informazioni uniche, non ricavabili da altri tipi di reperti come ossa o denti, al cui studio contribuirà l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.

Il San Michele ha infatti il compito di realizzazione il calco del paleosuolo dove sono state rinvenute le impronte umane. “Si tratta di circa 30 metri quadrati di suolo risalente a 800mila anni fa- spiega all’agenzia Dire Roberto Ciabattoni, fisico dell’Iscr che fa parte dell’equipe- su cui sono impresse impronte umane consolidate e diventate fossili. Con una gomma al silicone faremo il calco del suolo, ovviamente in situ. Poi, verranno fatti i positivi che saranno inseriti sulla superficie, perché è importante avere la falcata attraverso cui si potranno stabilire i parametri metrici di questi ominidi“. Oltre all’aspetto scientifico, il lavoro dell’Iscr servirà anche per mettere la scoperta a portata di tutti attraverso l’esposizione museale: “Faremo due copie del calco- dice ancora Ciabattoni- una andrà al museo nazionale di Asmara e l’altra probabilmente verrà portata a Roma, al Museo Pigorini”.

di Nicoletta Di Placido, giornalista

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16 Giu 2016
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