Africa, Temu (Amref): “Basta conflitti, prima i bambini”

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ROMA – “Le prime vittime dei conflitti sono i bambini, soprattutto in Africa, dove malattie prevenibili come polmonite, malaria o aids ne uccidono milioni ogni anno” sottolinea Florence Temu, direttrice di Amref Tanzania. Con la Dire parla in una giornata speciale, istituita il 16 giugno 1991 dall’Unione Africana, un’organizzazione nata per favorire l’integrazione e la pace nel continente. “Purtroppo oggi celebriamo la Giornata del bambino africano parlando di crisi” dice Temu in riferimento all’impatto dei conflitti, il tema scelto per l’edizione di quest’anno. In Tanzania la responsabile di Amref si è trasferita dopo una lunga esperienza in Etiopia, un Paese del quale da lunedì scorso si scrive per i combattimenti alla frontiera dell’Eritrea. Ma i teatri di crisi in Africa sono anche altri. Dal bacino del Lago Ciad, con un milione e 800mila sfollati solo nel nord-est della Nigeria sconvolto da Boko Haram, alla Somalia o all’est del Congo, ostaggio di gruppi ribelli che si arricchiscono con il contrabbando di coltan e altri minerali strategici.

A sud del Sahara, poi, il contesto è già difficile. “L’Africa ha il tasso di mortalità infantile più elevato al mondo“, sottolinea Temu: “Nel 2015 sono morti tre milioni di bambini, due terzi dei quali uccisi da malattie prevenibili come polmonite, diarrea, malaria o aids”. Paradossi contro i quali Amref si batte ogni giorno. Forte di un’esperienza cinquantennale, l’ong lavora in 9 Paesi sub-sahariani. Sempre l’impegno per il diritto alla salute comincia dai più piccoli, custodi di ogni speranza di sviluppo. Un messaggio rilanciato oggi, e destinato in primo luogo ai responsabili politici: “I Paesi africani- dice Temu- dovrebbero aumentare il loro contributo per la spesa sanitaria, soprattutto per i bambini”.

di Vincenzo Giardina, giornalista

16 Giugno 2016
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