Bologna. Il Comune sdogana le sbucciature: “I bambini giochino all’aperto”

Bambini giocano all'aperto

Bambini giocano all’aperto

BOLOGNA – Bambini sempre più “iper-protetti” e costretti a giocare e imparare in spazi chiusi. E’ un rischio frequente in molte città, ma a Bologna si fa inversione di tendenza. Oggi, infatti, la Giunta comunale ha approvato le linee guida “per restituire la natura ai bambini”, per modificare l’allestimento degli spazi esterni dei servizi educativi e scolastici zero-sei anni, per valorizzare le attività all’aria aperta e a stretto contatto con l’ambiente. Le linee guida sono state prodotte nell’ambito del progetto “Outdoor” (educazione all’aperto), nato nel 2013 dalla collaborazione tra amministrazione comunale e Università di Bologna. Da tempo, tre diversi settori del Comune (Area educazione e formazione, Ambiente ed energia e Istituzione educazione e scuola) lavorano alla stesura di indicazioni e suggerimenti sul tema, con il supporto tecnico della fondazione Villa Ghigi. Il risultato, approvato anche dall’Ausl, è un opuscolo che raccoglie una serie di interventi semplici e poco costosi, molti dei quali sono già stati realizzati in esperienze precedenti. Si tratta ad esempio di esplorazioni in aree verdi in collina, di familiarizzazione con gli animali e con la terra, dell’uso di materiali come tronchi e rami per sedersi o giocare.

“Gli interventi non arrivano dall’alto ma saranno i bambini stessi a dare indicazioni su come poter trasformare un giardino”, spiega Paolo Donati della Fondazione Villa Ghigi in conferenza stampa. Contestualmente, quindi, verrà impressa una svolta nella gestione del verde scolastico: alcune aree saranno gestite direttamente da Villa Ghigi, altre verranno ripensate. “Gli spazi verdi non sono bomboniere in cui il bambino non deve assolutamente farsi male– spiega Roberto Diolaiti, direttore del settore Ambiente del Comune- quelli della mia generazione sono cresciuti sbucciandosi le ginocchia e sporcandosi di fango, ora dobbiamo cambiare marcia e tornare al passato”.

Con l’approvazione delle linee guida, secondo l’assessore all’Ambiente Patrizia Gabellini, il binomio tra scuola e verde, che l’amministrazione “coltiva da decenni”, viene suggellato. “Oggi l’uomo deve prendersi cura dell’ambiente-commenta Gabellini- ma è difficile farsi carico di questa nuova condizione perché la maggior parte della popolazione è fatta da ‘nativi urbani’. Per affermare un nuovo modo di porsi davanti alla natura è importante lavorare sui bambini: la confidenza con la terra, i fiori, i frutti e gli animali si prende nei primi anni di vita”. Per questo, è importante che l’educazione all’aperto, nel giardino e nel cortile diventi pratica quotidiana.

“C’è stato grande entusiasmo da parte di insegnanti e operatori durante il percorso di formazione- racconta Donati- il passaggio successivo sarà coinvolgere la famiglie. Stare all’aperto con la pioggia e d’inverno era considerato dai genitori come un ‘attentato all’organizzazione domestica’, oggi iniziano a rendersi conto di quanto invece sia importante”. Per riprogettare gli spazi esterni, scuole e servizi educativi collaboreranno con i tecnici del settore Ambiente e avranno nel Coordinatore pedagogico un costante punto di riferimento per la realizzazione dei progetti. I risultati delle esperienze che da qui in poi verrano maturate, si augura l’amministrazione, andranno ad arricchire ed integrare le linee guida attuali.

16 Giu 2015
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