Da Cuba per amore, Miguel è la colonna sonora di Villa Borghese

ROMA – L’amore. Per la musica (“suono da quando avevo 9 anni”), per una donna (“sono rimasto in Italia perché al primo concerto ho incontrato mia moglie”), per la sua terra (“Cuba è un paese musicale”). Quando l’amore ti cambia la vita, nel bene o nel male. Una scelta che non rinneghi (“Lavoro qui a villa Borghese, un posto stupendo”). Nonostante tutto.

Miguel Jimenez Diaz è quello che viene chiamato ‘artista di strada’. Nato 49 anni fa a Remedios, comune della provincia di Villa Clara, circa 46mila abitanti e oltre 17 ore di volo da Roma, è arrivato in Italia 20 anni fa.

“Era esattamente il 4 maggio del 1995- racconta – Sono rimasto qui per un motivo familiare. Durante il primo concerto in assoluto che ho tenuto qui con l’orchestra, ho conosciuto mia moglie. Ed abbiamo avuto un figlio: ha 14 anni, suona anche lui, in una orchestra brasiliana. In brevissimo tempo ci siamo sposati”. Ma, come cantava Mina in ‘Se telefonando’, ‘il nostro amore appena nato è già finito’: “Ci siamo separati, ma andiamo più d’accordo ora che prima”.

In Italia, racconta Miguel, “la musica non è considerata un lavoro. Qui mi chiedevano: ‘Che lavoro fai?’, e io ‘Il musicista’. Ma la risposta era sempre: ‘Sì, ma che lavoro fai?’. Solo tempo dopo mi sono reso conto il perché di quella domanda”. E poi la crisi: “Ma io mi sono inventato questo lavoro qui, in questo posto stupendo- racconta guardando ammirato Villa Borghese e il Pincio- Tanti mi dicono: ‘Sei la colonna sonora della Villa’“.

Miguel Jimenez Diaz è questo, ma anche tanto altro. L’intervista integrale è su DireGiovani.it

 

di Adriano Gasperetti

 

 

16 Giugno 2015
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