Calenda: “Italexit? Il rischio c’è”

Secondo l'ex ministro ci sarà "una spaccatura tra paesi a guida sovranista e paesi a guida democratica e liberale"
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ROMA – Rischio Italexit? “La situazione è molto chiara: non c’è un indicatore che stia andando bene, compresi gli investimenti che decrescono dello 0,3%. La domanda estera è l’unico contributo positivo all’andamento del Pil che però resta vicino allo zero. Ora, tutto questo si è fermato, non tanto per i provvedimenti del Governo. Si è fermato per il modo di parlare del governo: questa specie di ‘cagnara‘ continua che si fa ha spaventato gli investitori. E senza investimenti non c’è espansione”. A dirlo è Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo Economico e promotore del movimento “siamo europei” alleato col Partito Democratico, ai microfoni di Giorgio Zanchini a Radio anch’io su Rai Radio1.

“La realtà è che bisogna trovare 25 miliardi di euro, considerata la mancata crescita e il resto– spiega-. Quota 100 è un provvedimento molto costoso che aumenta in proporzione il debito pensionistico e quindi il rischio c’è. Sì, penso sia molto concreto. Per una ragione di cui non si parla molto. I sovranisti non avranno più del 10,15% del Parlamento ma ci sarà una spaccatura tra paesi a guida sovranista e paesi a guida diciamo democratica e liberale. E noi entreremo con i paesi a guida sovranista come Polonia e Ungheria. L’Italia non è più con i grandi paesi europei ma con Polonia e Ungheria”. 

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16 Maggio 2019
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