Referendum Polo moda, Mularoni: "Contenta per il Paese" - DIRE.it

San Marino

Referendum Polo moda, Mularoni: “Contenta per il Paese”

antonella mularoni sds territorio

SAN MARINO – La variante di Piano regolatore che porta la sua firma e il progetto “The Market”, in cui ha sempre creduto, non si toccano. Antonella Mularoni è oggi il segretario di Stato che può sorridere più di tutti gli altri colleghi dell’esecutivo, alla luce dell’esito del referendum. “Sono molto contenta– commenta interpellata da Dire all’indomani del voto- che abbia prevalso la prospettiva di sviluppo per il Paese, per chi non ha lavoro e per quei settori dell’economia in difficoltà“. Quello sul polo della moda è l’unico dei quattro quesiti del referendum del 15 maggio a non aver raggiunto il quorum, con il risultato che ora non ci saranno più ostacoli alla realizzazione del polo commerciale di imprenditori esteri dal calibro di Borletti group e Dea.

Via libera quindi ad un progetto per cui si prevedono centinaia di nuovi posti di lavoro, per un investimento privato da 100 milioni di euro. Eppure il rischio che i sammarinesi si esprimessero diversamente ha fatto tremare i polsi all’esecutivo nelle settimane precedenti al voto. Ma l’esito di ieri riporta il sereno sul Titano. “E’ un segnale positivo- spiega infatti Mularoni- per gli investitori presenti e quelli potenziali che arriveranno, diversamente sarebbe stato un disastro”. Il timore principale per governo, maggioranza e parte della minoranza infatti era il danno di immagine che ne sarebbe derivato dalla vittoria del sì e il conseguente freno a futuri investimenti esteri, di cui oggi San Marino ha inevitabilmente bisogno. Mularoni spiega poi di essere già stata in contatto con i professionisti del gruppo Borletti che hanno seguito in diretta gli esiti dello spoglio.

“Anche loro sono soddisfatti e mi auguro- prosegue- che sia possibile partire il prima possibile con i lavori”. Restano da ultimare diverse pratiche, spiega, in primis quelle relative all’acquisto dei terreni dove sorgerà il polo della moda, ma da parte di tutti, governo e investitori, c’è intenzione di accelerare per partire con l’apertura dei cantieri. Il segretario vuole poi togliersi qualche sassolino dalla scarpa rispetto i commenti a caldo dell’esito referendario. “Ho sentito dire che il Paese si è spaccato sul referendum sulla variante Prg– osserva- ma non è vero“. Per il sì, infatti si è espresso un quarto del corpo elettorale, anzi “meno del 25%- precisa- il che significa che i tre quarti dei sammarinesi, direttamente o indirettamente non andando a votare, si sono espressi per lasciare le cose così come sono”. In conclusione, Mularoni ribadisce la sua contentezza “per i giovani e per le fasce di popolazione che hanno più bisogno in questo momento di opportunità e di lavoro”.

16 maggio 2016
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