L’istituto Acerra ‘Casa della Giustizia’: simulato il processo ai piromani del Vesuvio

Il Don Peppe Diana di Acerra è uno dei sei istituti della Campania che aderisce al progetto 'La cultura della Legalità nella Scuola'
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NAPOLI – Il processo a due dei presunti piromani che nell’estate 2017 incendiarono il Vesuvio, bruciandone il 50% della superficie. Un tema delicato, quello della devastazione e dei reati ambientali, al centro di un’udienza molto particolare, che vedeva come giudici popolari degli studenti delle elementari.

La scuola ‘Don Peppe Diana’ di Acerra (Napoli) è diventata per un giorno la casa della giustizia e un istituto della Terra dei Fuochi diventa il primo in Italia con un processo che si svolge in aula. Un processo vero e proprio, con la fase di udienza, di dibattimento e di decisione, ma simulato.

Il Don Peppe Diana di Acerra è uno dei sei istituti della Campania che aderisce al progetto ‘La cultura della Legalità nella Scuola’ promossa dal Miur che si articola in una serie di incontri con gli studenti su tematiche d’interesse come la legalità, la cittadinanza attiva, la lotta alle mafie e alla corruzione, l’ambiente e i beni pubblici. L’istituto, che si trova nell’area della Terra dei Fuochi, ha scelto come tema d’interesse quello ambientale.

“Ci è sembrato giusto perché questo progetto rientra nell’ambito di un percorso per la legalità, in particolare la legalità ambientale. Abbiamo promosso – ha spiegato alla Dire Rosaria Coronella, dirigente scolastica dell’istituto Don Peppe Diana – un incontro con Dario Vassallo ‘Il sindaco pescatore’ che ripercorre la storia del fratello ucciso da sindaco di Pollica. Abbiamo ospitato qui anche Massimiliano Lega, un ingegnere che lavora con il ministero dell’Ambiente e ha inventato un drone per individuare la provenienza dell’inquinamento presenti in mari o fiume. Infine, abbiamo portato i nostri studenti al termovalorizzatore di Acerra dagli esperti della A2A”.

Il progetto ha coinvolto gli studenti delle quinte classi elementari che si sono improvvisati giudici popolari del processo a carico dei due presunti piromani. Grazie all’adesione dell’Associazione Nazionale Magistrati, gli studenti hanno potuto seguire un finto-processo ma con veri Pm, veri avvocati e veri giudici che hanno simulato anche gli interrogatori a testimoni e imputati. A fingersi imputato è stato Francesco Maria Vicino, sostituto procuratore presso il tribunale di Nola.

“L’Anm ha partecipato convintamente a questo progetto – ha dichiarato Vicino alla Dire – con una serie di appuntamenti che si svolti anche nei tribunali di Napoli e Torre Annunziata, dove sono stati simulati dei processi in vere aule di tribunali davanti a studenti liceali. Nel caso Acerra, vista la partecipazione di studenti più piccoli, per la prima volta sono stati magistrati, giudici e avvocati a entrare in scuola. Abbiamo affrontato temi importanti utilizzando – ha spiegato – un linguaggio non tecnico ma semplice, così da farci comprendere anche da alunni di dieci anni”.

“Prima di simulare il processo, abbiamo avuto un incontro interlocutorio e, nel giorno della simulazione vera e propria gli studenti sono stati entusiasti e avevano una vivacità sorprendente. Sono stati loro, poi, ad aiutare il giudice nella decisione, alcuni chiedevano l’assoluzione degli imputati, altri la condanna. Questa esperienza – ha concluso Vicino – ha portato l’Anm a pensare di portare avanti il progetto, rendendolo strutturale e aperto ad altre scuole”.

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16 Aprile 2019
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