Welfare

Quando le idee diventano realtà: a Caivano una rete di scuole per i giovani

C’è una scuola, fra le tante in provincia di Napoli, l’ITI “F. Morano” di Caivano, dove le parole umiltà, determinazione, speranza, rispetto, non sono solo “idee” e non sono pronunciate solo sulla scia dell’emotività di un momento, ma sono scritte sulla soglia del portone d’ingresso, a manifestazione della volontà di quanti, attraverso il proprio lavoro, si impegnano ogni giorno per renderle una realtà concreta e tangibile.

In questa scuola non ci si limita a confermare lo “status quo”, non ci si ferma davanti a convinzioni del tipo: “nulla potrà mai cambiare, di conseguenza è inutile anche tentare”, ma si prende atto che, anche se la realtà può essere estremamente dura e difficile da affrontare, ognuno ha comunque il proprio contributo da poter apportare e che quel contributo, per quanto possa costituire una “goccia nel mare”, è prezioso, ha un valore, perché per qualcuno può fare la differenza. Per questo va tutelato e supportato.

In questo luogo, tristemente noto alla cronaca, è necessario proteggere la speranza con sbarre di ferro e lucchetti massicci da una realtà esterna spesso troppo dura e soverchiante da poter essere contenuta solo da mura di cemento e finestre chiuse.

In un contesto caratterizzato da tanta complessità e da esperienze di vita che spesso vanno ben oltre il limite che i giovani possono essere preparati a tollerare, il vissuto tende a letteralizzarsi e ad assumere una caratteristica di concretismo che rischia di spazzare via qualunque capacità trasformativa e simbolica. In quest’ottica non stupisce che anche la scuola, luogo di sviluppo e cultura per eccellenza, sia chiamata a farne le spese.

Nonostante ciò, in questa scuola, Venerdì 12 Aprile 2018, il Dirigente Scolastico, o meglio, i rappresentanti di ben 10 Istituti Scolastici del Lazio e della Campania, affiancati dai responsabili di diversi enti istituzionali e specialistici, si sono incontrati per dare voce alle esperienze dei giovani, attraverso l’inaugurazione di un progetto sperimentale che mira a prevenire le esperienze traumatiche infantili nelle loro, purtroppo, molteplici e variegate sfaccettature.

Tale evento potrebbe ben rappresentare l’esistenza di quella spinta vitale, quella “vis individuativa”, che miracolosamente sopravvive anche nelle più disagiate condizioni e che, se sostenuta, rende a volte possibile piccoli cambiamenti che trasformano l’esistenza di molti.

Il Dirigente Scolastico dell’ITI “F. Morano” parla di “occhi belli”, riferendosi agli sguardi dei propri studenti, di speranze e opportunità da tutelare. Con grande umiltà riconosce di non poter cambiare le cose, ma questo non la porta a rinunciare o a rassegnarsi alla realtà, ma ad attivarsi di più per trovare strategie e azioni concrete per creare altre opportunità da mettere a disposizione dei giovani sul territorio.

Sono queste le esperienze scolastiche di cui dovremmo essere orgogliosi di farci testimoni, le storie che dovremmo poter condividere con tanti e che dimostrano che gli ideali non restano tali se si ha la pazienza e la costanza di nutrirli con azioni semplici e concrete.

In questa prospettiva anche le sbarre alle finestre, che qualcuno potrebbe rammaricarsi di vedere, possono assumere un significato “altro” nel momento in cui diventano, simbolicamente, “oggetti” posti a tutela e a protezione della libertà: la libertà di crescere secondo ritmi più naturali, di poter avere un’alternativa, di scegliere.

Un augurio speciale va allora a tutti i dirigenti, i docenti, le famiglie e gli studenti delle scuole della rete, come di tante altre del nostro paese, che lavorando duramente ogni giorno per e con i giovani, fanno delle scuole un luogo di realizzazione di quei piccoli cambiamenti che nella vita di tanti ragazzi costituiscono grandi opportunità.

Di Francesca Zaza, psicologa e psicoterapeuta Isituto di ortofonologia

16 aprile 2018
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