Schizofrenia, 30 anni e una vita normale. Poi tutto è cambiato

ROMA – “Prima del 2004 avevo una vita del tutto normale. Facevo sport, avevo amici, un lavoro precario e una ragazza con cui ero fidanzato da 6 anni e stavamo per sposarci. Poi, una serie di eventi concomitanti tra loro mi hanno lanciato in una sorta di depressione: mi sono lasciato con la mia ragazza, i miei genitori si sono separati dopo 30 anni di matrimonio, i miei amici si erano sposati e non ci vedevamo più come prima. Infine, ho cambiato città passando da Roma a Tor San Lorenzo. Non ho retto lo stress e mi è venuta una depressione accompagnata da forti psicosi e allucinazioni visive, olfattive, uditive e tattili. Dei veri e propri deliri”.

È la storia di Cristiano Altieri, che all’età di 30 anni ha incontrato il disturbo schizofrenico ma si è riabilitato grazie all’Associazione Progetto Itaca Roma che offre servizi gratuiti. Nel mondo sono 24 milioni le persone che soffrono di schizofrenia, mentre in Italia sono circa 245.000. La malattia esordisce tra i 15 e i 35 anni e si manifesta in percentuali simili negli uomini e nelle donne.

Oggi Cristiano porterà la sua testimonianza, e presenterà la sua autobiografia in chiave ironica ‘Alla Fermata’, al Nuovo Teatro Orione di Roma, in occasione del quinto appuntamento promosso dall’associazione ‘Corti da legare’. Alle 21 andrà in scena un corto teatrale sulla schizofrenia dal titolo ‘Il poeta visionario‘, ambientato nel 1920 in una stanza dell’allora Manicomio del Santa Maria della Pietà. Alla pièce seguirà un dibattito informativo.

L’associazione ‘Corti da legare’ utilizza l’arte come strumento di sensibilizzazione e conoscenza delle problematiche di origine psicopatologica. Dopo essersi concentrata sul disturbo ossessivo compulsivo, la dipendenza da gioco d’azzardo patologico, la dipendenza affettiva e la depressione, accenderà i riflettori sulla schizofrenia.

“I sintomi più rappresentativi del disturbo sono i deliri (pensieri persecutori che non hanno aderenza con la realtà), le allucinazioni (il vedere cose o persone inesistenti o l’ascoltare voci immaginarie) e la disorganizzazione del comportamento e dell’eloquio. A questi si associano i sintomi negativi quali l’anedonia, l’appiattimento emotivo e l’isolamento sociale”, spiega alla Dire Federica Sorino, psicologa clinica e presidente dell’associazione.

“La schizofrenia compromette il funzionamento cognitivo, linguistico, affettivo, sociale e relazionale di una persona- sottolinea la psicologa clinica- per questo motivo occorre una presa in carico totale e multidisciplinare del paziente”. Tuttavia, per tornare alla normalità è “fondamentale la capacità di riappropriarsi della propria vita“, ricorda Cristiano. Lui è riuscito a riacquistare fiducia in se stesso e a riabilitarsi grazie al centro di reinserimento socio-lavorativo dell’Associazione Progetto Itaca Roma e in particolare al progetto ‘Job Stations’, nato dalla collaborazione con la Fondazione Italiana Accenture. Le 4 postazioni Job stations aperte in 3 città italiane hanno già permesso a 58 persone di inserirsi nel lavoro dal 2012 ad oggi.

 

16 marzo 2018
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