San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 16 marzo – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – La seduta consiliare pomeridiana si conclude con l’elezione dei Capitani Reggenti per il semestre 1° aprile- 1° ottobre. Il Consiglio Grande e Generale elegge quindi i candidati designati a ricoprire la Suprema magistratura, Gian Nicola Berti, Ns, e Massimo Andrea Ugolini, Pdcs.

In apertura dei lavori termina il comma Comunicazioni in cui il consigliere dimissionario del Ps, Paride Andreoli, riprende la parola per annunciare di aver ricevuto infine una comunicazione da parte della magistratura. Seguono quindi una serie di nomine e dimissioni: Augusto Michelotti, Su, viene designato, in sostituzione del consigliere Alessandro Mancini, quale membro dell’ufficio di Segreteria del Consiglio Grande e Generale. Con 39 voti contrari e 6 a favore sono poi respinte le dimissioni del consigliere del Ps, Rossano Fabbri. Simona Carattoni è quindi designata quale nuovo membro della Commissione di Vigilanza, mentre viene rinviata al prossimo Consiglio Grande e Generale la nomina del sostituto del dimissionario Guerrino Zanotti da membro e presidente della Commissione consiliare sul Fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Infine Marcello Carattoni viene eletto come new entry della commissione Elettorale.

Il Ps indica quindi Paolo Crescentini quale membro della Commissione consiliare Affari di Giustizia, e Alessandro Mancini del Gruppo nazionale della Repubblica di San Marino per l’Unione Interparlamentare: entrambe le nomine sono approvate dall’Aula.

Si apre quindi il Comma 9 “Gradimento del Direttore Generale della Banca centrale della Repubblica di San Marino”, in cui il segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo Capicchioni, annuncia il profilo del candidato individuato dal Consiglio direttivo di Bcsm, seguendo le direttive del Consiglio Grande e Generale. “Dopo una rosa di 5 candidati, scesa a tre- spiega Capicchioni- è stato indicato Lorenzo Savorelli, di Firenze”. In curriculum un percorso di studi di carattere internazionale, ruoli nel settore privato e di responsabilità in istituzioni come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, infine “esperto di vigilanza e sistemi pensionistici- sottolinea il segretario di Stato- con all’attivo docenze universitarie e pubblicazioni scientifiche”.

Come previsto dall’Ordine del giorno, il comma 9 viene interrotto per procedere alle elezioni dei Capitani Reggenti per il semestre 1° aprile-1° ottobre 2016 e il dibattito sul gradimento del Direttore generale di Bcsm proseguirà in seduta notturna.

Di seguito un estratto degli interventi della seduta pomeridiana.

Comma 1. Comunicazioni

Denise Bronzetti, Indipendente: “Manuel Ciavatta, anima pura e neo consigliere, scongiurava il fatto che in politica ci potessero essere attacchi personali e congiure. Gli dico che invece queste cose sono all’ordine del giorno in politica. Non significa che le approvo. Ne sono stata vittima. Perché queste cose accadono, a vari livelli di gravità e ragione di esistere? Perché la politica in questo momento è debole. Non riesce ad esprimersi nel ruolo determinante che deve avere, nella guida di un Paese, e anche all’opposizione. Non riusciamo nemmeno oggi, di fronte all’opera della magistratura, a capire che non ci dovrebbero essere più certi modi di agire ed esercitare il potere in politica. Non si vuole cambiare, si mantengono posizioni che fanno comodo. Muovo una critica alla maggioranza: se vogliamo dare impulso all’economia, si deve dare la possibilità agli imprenditori interessati di aprire le attività in 3 giorni. Ho sentito parlare di rinnovamento. Ciò passa attraverso le persone. Vedo colleghi anagraficamente più giovani di me, che sono più vecchi nel loro modo di fare politica. In politica c’è chi usa metodi non ortodossi per far fuori i propri avversari politici”.

Paride Andreoli, Partito Socialista: “Al peggio non c’è mai fine. Oggi ho ricevuto, alle 13 e 30, chiamiamola una comunicazione da parte della magistratura. Fra i problemi del Paese c’è anche la diffusione di notizie che vengono anticipate. Mi chiedo come si possa tollerare questa situazione e stare in silenzio. Mi rivolgo all’ex collega Celli. Il decreto di archiviazione è di giugno. Tu sai bene che nessuno ha mai riferito, tantomeno tu, al partito che il 12 giugno c’era il decreto di archiviazione. Si è saputo in ottobre. Probabilmente Nostradamus, e non il mago Otelma, non era al corrente dell’archiviazione del decreto a giugno. Lo ha saputo in ottobre. Non ho tirato fuori quella delibera per rispetto del partito. Non mi devo difendere da nulla. Farò come i giornali: prima parlerò ai giornali, poi agli altri, per difendermi dalle calunnie nei miei confronti. Dico a voi: alzate la testa e cambiate le regole. Al peggio non c’è mai fine. Io sicuramente non sarò l’ultimo”.

Marco Gatti, Pdcs: “Nessuno nella maggioranza ha mai nascosto che il governo deve portare i risultati. Abbiamo avuto momenti di forte spinta politica, altri più complicati. I temi che affrontiamo non sono semplici. Queste riforme in 30 anni non ha avuto il coraggio di affrontarle nessuno. Alcuni provvedimenti sono stati impopolari. Per il Paese sono cambiate le condizioni, quindi la politica ha cambiato regole e modelli economici. Questo governo, nelle tante difficoltà, ha portato a casa i passaggi fondamentali. L’uscita dalla black list e l’entrata nella white list. Il pareggio di bilancio un anno in anticipo rispetto agli impegni presi. Abbiamo creato le condizioni per iniziare a investire nelle infrastrutture. Il nuovo modello economico presuppone un Paese capace di aprirsi agli imprenditori esteri. Dobbiamo potenziare gli organismi di controllo, non preventivi, ma successivi. E’ uno degli obiettivi che abbiamo.  La DC non si individua in una persona. E’ un partito con degli organismi e dei portavoce, che rappresentano il partito. Mi spiace sentire quanto detto da Andreoli in ultuma battuta. E’ sbagliato svolgere i processi sulla stampa. Anche le difese, oltre alle accuse, non devono passare dalla stampa. La magistratura deve interrogarsi su come evitare che certe cose finiscano sulla stampa. Serve per legittimare di più l’azione della magistratura”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Devo tirare le orecchie a Paride Andreoli. Mi aveva detto che sarei stato il primo a essere avvertito se riceveva un avviso di garanzia. Nel comma comunicazioni si è evidenziato il fine legislatura. Lo spettacolo dato oggi è poco interessante per la cittadinanza. Qui non stiamo facendo opera legislativa ma campagna elettorale, oggi in maniera evidente. La sede centrale della Dc ha contattato i cittadini per fare il comitato contrario al referendum. L’Aula ha decretato un ordine del giorno per la modifica della governance di Cassa di Risparmio. Quella priorità è slittata perché alcune parti, quelle del ‘no’ al referendum, rischiano di perdere l’appoggio della Dc nel referendum. Pur di godere dell’appoggio della Dc per il ‘no’, si lascia stare Cassa di Risparmio”.

Comma 4. Dimissioni del consigliere Rossano Fabbri da membro del Consiglio Grande e Generale.

Rossano Fabbri, Ps: “Non ho molto da aggiungere a quanto già detto nella lettera delle dimissioni, per una scelta sofferta ma doverosa, che ha motivazioni di ordine professionale e personale che mi impongono questo tipo di scelta, per l’impossibilità di conciliare l’attività istituzionale con quella professionale. In tutta onestà, negli ultimi mesi mi sono anche reso conto dell’impossibilità di essere minimamente utile al Paese, considero che questo governo e questa maggioranza abbiano finito il loro corso. Il mio auspicio è che si possa tornare ben presto a dare la parola ai cittadini rispetto a una legislatura che è palesemente terminata. Io comunque rimarrò a disposizione del Ps e del Paese”.

Maria Luisa Berti, Ns: “Ci tengo ad intervenire in questo comma per esprimere rispetto per la scelta del consigliere e per riconoscere quella che io definisco non una minima utilità del suo apporto in Consiglio grande e generale, è stata una presenza di grande utilità, è da riconoscere l’impegno portato avanti dal consigliere. Le scelte sono personali ma a me personalmente dispiace. Spiace poi che qualcuno deve lasciare la politica per il ruolo professionale che ha. Se chi è nel privato deve lasciare il suo ruolo, si lascerà l’Aula consiliare mancante di una categoria della società. Sono considerazioni da essere poste del confronto della politica. Colgo l’occasione per dire perché non siamo intervenuti prima: non mi è piaciuto assolutamente sentire tutti contro tutti e fare processi dentro l’Aula consiliare e non nel luogo preposto, il tribunale. Né mi è piaciuto leggere sentenze sulla stampa che rispondono a ordini ad orologeria di qualcuno”.

Valeria Ciavatta, Ap: “Sono sinceramente dispiaciuta del fatto che il consigliere Fabbri lasci il Consiglio, ho apprezzato i suoi interventi quando ha portato interventi tra il tecnico e politico assolutamente utili, ho meno apprezzato le difese e gli attacchi d’ufficio in Aula. Comunque sono dispiaciuta che lasci il Consiglio”.

Alessandro Mancini, Ps: “Dopo l’intervento del consigliere Fabbri c’è poco da aggiungere, le motivazioni erano chiare alla presentazione della lettera delle dimissioni, oggi Fabbri le ha confermate. Non c’è nessun problema legato all’attività politica del partito. Ringrazio Fabbri per l’impegno e l’aiuto nel Consiglio, ma anche prima nel partito. Condivido le riflessioni del collega Berti per l’esigenza di riscrivere le regole per consentire anche chi arriva dalle libere professioni di partecipare all’attività politica”.

Gerardo Giovagnoli, Psd: “Sottolineo il portato del lavoro fatto dal consigliere uscente, sono d’accordo con Mancini dovrà essere fata riflessione nella prossima legislatura sull’impegno consiliare”.

Rossano Fabbri, Ps: “Per ringraziare chi è intervenuto e per dire che non parteciperò alla votazione”.

Comma 9. Gradimento del Direttore Generale della Banca centrale della Repubblica di San Marino

Giancarlo Capicchioni, Segretario di Stato alle Finanze: “Annuncio il profilo scelto dal Consiglio Direttivo di Banca Centrale, a completamento della governance. Il settore bancario e finanziario è stato oggetto di attenzione da parte di questo Consiglio più volte. San Marino ha aperto la propria visione a una internazionalizzazione del sistema economico. Ci vorranno tempo e risorse per gestire l’eredità del passatto. Occorre aprire nuove possibilità di business sulle basi di un nuovo modello. Il Consiglio Grande e Generale ha compreso la sfida che abbiamo davanti. Il nuovo presidente di Banca Centrale è già al lavoro. La nomina del direttore generale era un’urgenza. Il Consiglio Direttivo di Banca Centrale ha individuato il profilo necessario seguendo le direttive del Consiglio Grande Generale. E’ stata selezionata una rosa di 5 candidati, scesa a tre. E’ stati poi indicato Lorenzo Savorelli, nato a Firenze. Il suo percorso di studi è di carattere internazionale. Ha ricoperto ruoli nel settore privato e di responsabilità in istituzioni come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Esperto di vigilanza e sistemi pensionistici, ha all’attivo docenze universitarie e pubblicazioni scientifiche”.

16 marzo 2016
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