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I programmi elettorali? Lontani dalle aspettative dei cittadini

BOLOGNA – Le attese e aspettative degli italiani sono una cosa, i programmi politici tutt’altra. E c’è di più: i cittadini mostrano una consapevolezza e una maturità che va ben oltre la mediocrità del dibattito politico che sta caratterizzando la campagna elettorale. E’ quanto emerge dal sondaggio “Il Manifesto degli Italiani. Le priorità di intervento richieste alla politica” curato da Nomisma. Risposte su risposte (le interviste sono state 1.800), che darebbero un segnale di quanto poco oggi la classe politica riesca a farsi autenticamente interprete delle esigenze dei cittadini.

Per misurare le priorità degli italiani, Nomisma ha suddiviso gli ambiti di valutazione in nove categorie (Economia e lavoro, Tasse e fiscalità, Sanità, Servizi per i cittadini, Ambiente e inquinamento, Sicurezza e giustizia, Istruzione e cultura, Giovani, Fasce deboli della popolazione e welfare) e richiesto di esprimere l’interesse su oltre 80 interventi.

Nomisma ha raccolto le opinioni degli italiani realizzando una survey che ha coinvolto un ampio campione della popolazione (1.800 interviste). La rilevazione ha seguito un percorso strutturata step by step che ha permesso di individuare prima azioni ritenute più importanti in ciascuna delle nove categorie, e successivamente, è stato individuato l’intervento prioritario tra quelli citati, così da identificare l’ambito di massima urgenza.

 


LE PRIORITA’ PER LE PERSONE SONO ECONOMIA E LAVORO

Quel che emerge è la centrale attenzione ai temi dell’economia e del mercato del lavoro, con particolare riferimento a disoccupazione e precariato. Le richieste che gli italiani fanno alla politica – sia nazionale (Governo) che locale (amministrazioni regionali e comunali) – sono infatti fortemente polarizzate su queste tematiche, che da sole costituiscono il 24% delle priorità di intervento indicate come “assolute” e richieste a gran voce al Governo (85%).

GLI ITALIANI NON SI FIDANO FINO IN FONDO DELLA RIPRESA

L’aumento del tasso di occupazione (dal 57,2% del 2016 al 57,9% del 2017) e la contestuale diminuzione del tasso di disoccupazione (-0,4 punti percentuali) registrati nell’ultimo anno sono segnali ancora troppo deboli per trasmettere l’idea di un mercato del lavoro in ripresa e soprattutto stabile (la disoccupazione rimane comunque alta – 11,2%, soprattutto tra i giovani 15-24 anni – 34,8% nel 2017). L’esigenza di contrastare disoccupazione e precariato è infatti molto sentita dagli italiani ed emerge in modo chiaro anche dall’analisi dei singoli ambiti.

Guardando, ad esempio, ai possibili interventi a favore dei giovani, il 28,4% degli italiani segnala la necessità di attivare azioni di contrasto alla disoccupazione e al precariato dedicati a tale target. Si tratta di un’esigenza coerente con la richiesta prevalente che afferisce anche al più generale perimetro di esigenze riconducibile alla categoria “Economia e Lavoro”: il 27,4% invoca azioni di contrasto alla disoccupazione, mentre per il 20,7% a risultare prioritaria è la riduzione del precariato attraverso incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato che vadano oltre la prosecuzione e il potenziamento del Jobs Act, ritenuto lo strumento pienamente idoneo solo dal 3,7% della popolazione. Al terzo posto della categoria “Economia e lavoro” si colloca la richiesta di interventi necessari a supportare il potere di acquisto delle famiglie (18%).

Le misure a tutela del Made in Italy (7,2%), le agevolazioni per l’accesso al credito delle imprese (6,2%), come le politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno (4,7%), rappresentano ulteriori sollecitazioni per la politica anche se con accentuazioni inferiori rispetto ai temi che riguardano la quotidianità delle famiglie.

‘EURO SI’ EURO NO’ NON E’ UNA PRIORITA’ PER ITALIANI

Uno dei temi spesso al centro del dibattito politico nei talk show – l’uscita o meno dall’Euro – non è una priorità: solo il 5,1% segnala questa esigenza come ambito prioritario della categoria.

EMERGENZA GIOVANI SENTITA, EPPURE QUASI ASSENTE DAI DIBATTITI

Il sondaggio Nomisma mostra un’altra lacuna del dibattito politico: i giovani praticamente poco o per nulla citati nei talk show o nelle interviste sui quotidiani, rappresentano in realtà un ambito di primario interesse per la maggior parte degli italiani. In particolare, approfondendo il tema Millennials emerge chiara – accanto alle azioni di contrasto a disoccupazione e precariato – l’importanza attribuita al connubio formazione-lavoro: il 18% degli italiani – percentuale che sale al 21% tra gli stessi giovani (dai 18 ai 37 anni) – ritiene fondamentali i percorsi di orientamento e avviamento al lavoro dedicati ai giovani diplomati/laureati, uno dei fronti su cui quanto fatto finora non è ritenuto sufficientemente incisivo. Anche i temi di impatto sociale, come le azioni di contrasto a bullismo e cyberbullismo tra i giovani, destano un crescente interesse nella popolazione (12,3%).

INCENTIVI PER LE FAMIGLIE

Un’ulteriore esigenza sottoposta alla politica riguarda la domanda di incentivi e agevolazioni destinati alle giovani famiglie (11,1% delle sollecitazioni) con forte interesse sull’acquisto della prima casa.

LA DROGA E GLI ALTRI ABUSI

La droga si conferma una tematica che raccoglie preoccupazioni (6%) e su cui gli italiani richiedono azioni di contrasto e prevenzione da parte della politica (7,6% delle citazioni). Nella azioni di prevenzione a dipendenze ed abusi seguono l’alcol (6%) e i social network (4,8%) – mentre il gioco d’azzardo rientra in misura minore tra le preoccupazioni e, conseguentemente, tra le sollecitazioni di intervento (solo il 2,3% si esprime in tal senso).

1 SU 3 CHIEDE PIU’ LOTTA A EVASIONE

Sul fronte tasse e fiscalità, il 27,2% degli italiani sollecita azioni di contrasto all’evasione, elemento di penalizzazione sia delle prospettive di crescita che di equità sociale. Tale richiesta acquista maggior forza tra chi risiede al Nord, superando il 29%, e chi ha più di 54 anni (29,2% tra i Baby Boomers-53-70 anni; 31,5% tra Gen0-over 70 anni). In quest’ottica, non stupisce quindi il secondo
posto tra le priorità in fatto di tasse e fiscalità: semplificazione delle normative e riduzione del cuneo fiscale (16%), quali strumenti di propulsione della spinta economica in atto.

TASSE E FLAT TAX? IMPORTANTI SOLO PER IL 7%

L’alleggerimento della pressione fiscale e l’adozione di una flat tax, tanto invocata da alcune forze politiche, viene considerata una priorità solo dal 7,9% della popolazione – con leggere flessioni legate ad area geografica (8,8% tra chi vive al Nord-Ovest) ed età (9,8% tra chi ha tra i 37 e i 53 anni), come l’abolizione del canone Rai – altro tema emerso agli inizi della campagna elettorale – sollecitata dal
6,5% degli italiani. Più importante risulta essere l’adozione di misure di contrasto al “lavoro “nero“(11,5%, con picchi del 14,9% nelle Isole) con le conseguenze in termini di beneficio per le casse dello Stato.

MIGLIORARE LA ‘MACCHINA’ GIUSTIZIA

Un tema notoriamente sensibile come quello della sicurezza e della giustizia vede – in maniera sorprendente – prevalere la richiesta di un miglioramento della macchina giudiziaria (durata dei processi, certezza della pena, etc) (30,8%), più volte al centro di progetti di riordino usciti ridimensionati dal dibattito politico. Appare l’esigenza di intervenire su un fattore che allontana gli investitori internazionali e che ingenera sfiducia nei cittadini.

I MIGRANTI? NON COSI’ IMPORTANTI

Il tema dei flussi di immigrazione e della sicurezza dei confini, malgrado la sovraesposizione mediatica, non va oltre la quarta posizione nella gerarchia delle priorità (15,5%), dopo la domanda di politiche di contrasto a criminalità organizzata (15,6%, che sale al 20,2% nel Sud Italia), illegalità e microcriminalità (reati, furti in casa, aggressioni), che si attestano al 16,4%. Sono i problemi che più da vicino toccano la cittadinanza nella vita di tutti i giorni e che spesso non trovano adeguata risposta nelle azioni di contrasto a destare le maggiori preoccupazioni.

Pur rimanendo punti di interesse non raccolgono indicazioni prioritarie rispetto ad esigenze molto più incombenti le richiesti di politiche di contrasto al reato di stalking (2,8%), al gioco illegale (2,5%) e al contrabbando di sigarette e alcolici (1,7%). Il pericolo terrorismo appare fortunatamente meno incalzante, come dimostra l’esigenza di coloro (4,5%) che ritengono prioritaria l’adozione di specifiche politiche di contrasto. È questo il segnale di una accresciuta percezione di sicurezza e di consapevolezza dello sforzo fatto nel presidio del territorio da parte di forze dell’ordine e servizi.

SANITA’, I DESIDERATA SONO MENO LISTE D’ATTESE E PIU’ RISORSE

In merito alle esigenze riconducibili alla categoria Sanità – emerge tangibile la richiesta di un sistema sanitario più efficiente: con tempi di attesa per la prenotazione di esami medici più brevi (29%), rafforzato da un aumento delle risorse ad esso destinate (24%), con strutture ospedaliere innovative e all’avanguardia (13%), senza ticket per fasce di popolazione più ampie rispetto ad oggi (10%). Sul fondo della graduatoria: attività di sensibilizzazione sugli effetti del gioco d’azzardo patologico (2,7%), promozione e sensibilizzazione alla pratica sportiva (2,5%) e finanziamenti dei servizi per le dipendenze (1,7%).

ITALIANI PIU’ MATURI DEL DIBATTITO MEDIOCRE

Dall’analisi dei risultati della Survey Nomisma emerge un quadro di consapevolezza e maturità di gran lunga superiore alla mediocrità del dibattito politico che sta caratterizzando la campagna elettorale. Dibattito politico che confonde, non convince e fa perdere fiducia nella capacità della politica di rispondere ai bisogni dei cittadini: lo confermano gli italiani che, a poco più di due settimane dalle elezioni, sono ancora in dubbio se recarsi alle urne (27%) e non si sentono rappresentati da nessun partito politico (20%).
L’immagine di un elettore spaventato che sceglie sulla base dell’emotività del momento è pesantemente ridimensionata dalla lista delle priorità che gli italiani consegnano alla politica.
L’obiettivo è uno Stato più efficiente e snello, stampo anglosassone (semplificazione delle norme e speditezza della giustizia) ma con approccio tedesco – nel promuovere politiche volte a ridurre precariato e disoccupazione (in particolare giovanile), favorendo un rapporto più strutturato e fruttuoso tra scuola-università e mondo produttivo.
L’auspicio di un salto di qualità del dibattito e di adeguamento alle esigenze degli italiani, seppur legittimo, a 20 giorni di distanza dal voto rischia tuttavia di rivelarsi vano.

16 febbraio 2018
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