Afron e la lotta al linfoma di Burkitt in Uganda: "Si cura informando"

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Afron e la lotta al linfoma di Burkitt in Uganda: “Si cura informando”

ROMA – “Qualche giorno fa una mamma ha portato un bambino di due anni che presentava un forte rigonfiamento sulla pancia. Lo ha da tre mesi, ma i genitori non avevano mai consultato un medico finché il figlio non ha iniziato a manifestare segni di sofferenza. Non avevano idea che potesse trattarsi del linfoma di Burkitt“. Il racconto all’agenzia DIRE di Nancy, infermiera del reparto di oncologia pediatrica dell St. Mary Hospital di Lacor, nel nord dell’Uganda, non è un fatto insolito: in Uganda il Burkitt è particolarmente diffuso. E’ un linfoma aggressivo: causa l’infiammazione degli organi interni ed evidenti rigonfiamenti su collo, guance o addome, ma la maggior parte dei genitori – soprattutto nelle zone rurali – non riconosce i sintomi. Così, stando a stime ufficiali, qui muore ancora il 47% dei bimbi colpiti, sebbene nei paesi sviluppati a guarire è in media tra il 75% e il 90% dei casi.

A uccidere sono anche pregiudizi, mancanza di conoscenze o semplicemente il fatto di non avere il denaro sufficiente per raggiungere gli ospedali. “Se si interviene a uno stadio troppo avanzato del Burkitt- aggiunge l’infermiera- sarà più difficile guarire. E a volte non restano che le cure palliative, per la gestione del dolore”. 

Il St. Mary Hospital è un punto di riferimento nel distretto settentrionale di Gulu, ed è qui che AFRON – Oncologia per l’Africa, Onlus che da otto anni conduce la propria battaglia contro i tumori in questo paese equatoriale, ha deciso di intervenire collaborando a un programma di sensibilizzazione tra le comunità, lanciato a gennaio scorso.

“I tumori infantili sono tra i più curabili, se presi in tempo, soprattutto il linfoma di Burkitt, il più diffuso tra i bimbi ugandesi”, spiega alla DIRE Titti Andriani, presidente della onlus.

La Onlus AFRON era a Kampala in occasione della Giornata internazionale contro il cancro infantile e ha lanciato “Smiling Toys”, una vera e propria festa per i più piccoli – malati e non – in cui distribuire giocattoli, libri e pastelli colorati. L’evento ha coronato vari mesi di sensibilizzazione presso l’Uganda Cancer Institute, e in collaborazione con l’Uganda Child Cancer Foundation (Uccf) di Kampala.

Distribuendo doni, i responsabili AFRON e Uccf hanno voluto far sentire i bimbi “accolti”, e al contempo fornire a genitori, ragazzi o semplici interessati un’occasione di confronto con medici ed esperti. “Lo Uccf offre sostegno psicologico, medico e logistico ai circa mille piccoli pazienti ogni anno”, spiega Ben Ikara, project manager di questa ong interna all’Uganda Cancer Institute di Kampala. E aggiunge: “lavoriamo soprattutto con le famiglie, dando loro tutte le informazioni che servono per occuparsi di un malato oncologico. Eppure ancora troppi bambini muoiono. Per questo il sostegno di Afron, nostro partner da vari anni, è così importante”. “I tumori sono una piaga diffusa in molte zone dell’Africa, e l’Italia – come dimostra la Onlus AFRON – in Uganda è da sempre all’avanguardia nel settore della salute, e questo mi fa molto piacere”, il commento dell’ambasciatore italiano a Kampala, Domenico Fornara, che conclude sottolineando l’importanza della “rete” costruita da AFRON tra associazioni e partner italiane e ugandesi nel combattere i tumori, tra cui anche quelli femminili.

Nel video, Domenico Fornara ambasciatore italiano in Uganda

16 febbraio 2018
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