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Pakistan, arriva la legge che riconosce il matrimonio tra Indù

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ROMA – Dal governo della provincia di Sindh e’ arrivato l’ok definitivo alla legge che consente alla minoranza degli Indu‘ di registrare i propri matrimoni, e di ottenere quindi una sorta di riconoscimento legale della loro comunita’.

Nel paese a maggioranza islamica, gli Indu ‘rappresentano il 2% della popolazione, e fino ad oggi l’assenza di questa norma metteva a rischio la sicurezza di queste persone, soprattutto delle donne. Per anni infatti gli attivisti per i diritti umani hanno denunciato frequenti attacchi -perpetrati per la maggior parte da influenti musulmani -, che hanno commesso rapimenti, stupri, conversioni e matrimoni forzati, anche con ragazze di giovanissima eta’. Inoltre, nessun tipo di protezione legale e’ prevista per le vedove. Come riporta la stampa straniera, ora anche l’Assemblea nazionale di Islamabad sta valutando la proposta di elevare questa norma a legge nazionale. La normativa di Sindh – provincia in cui si concentra la maggior parte degli Indu’ – fissa a 18 anni l’eta’ minima per contrarre matrimonio, e ha carattere retroattivo, permette quindi la registrazione anche delle unioni precedenti. Presenta pero’ una clausola che ha destato polemiche: il vincolo coniugale puo’ essere annullato in qualsiasi momento se uno dei due coniugi si converte ad un’altra religione. Il punto e’ critico in quanto ad oggi nessuna legge protegge ancora dalle conversioni forzate. Un altro aspetto denunciato dalle associazioni e’ la difficolta’ che le coppie- o semplicemente degli indu’- incontrano su attivita’ all’apparenza normali come aprire un conto corrente bancario, richiedere un visto, ottenere i documenti di identita’ e gestire le proprieta’ e l’eredita’. Molte questioni restano quindi al vaglio dei legislatori. A differenza della minoranza cristiana – anch’essa vittima di abusi, ma che grazie al suo passato coloniale gode di leggi che ne riconoscono lo status e permettono la registrazione dei matrimoni – gli Indu’ sono ancora privi di qualsiasi garanzia o tutela giuridica, e di recente le violenze contro di loro si sono intensificate: per questa ragione negli ultimi cinque anni oltre 1.200 persone sarebbero emigrate verso la vicina India.

16 febbraio 2016
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