Emilia Romagna

La Regione assume 490 cervelli: faranno ricerca per l’industria

BOLOGNA – Un plotone di cervelli è in arrivo per i laboratori delle industrie emiliano-romagnole. E’ partita l’assunzione di 490 ricercatori dell’ambito di 40 progetti per la ricerca industriale, finanziati dalla Regione con 35 milioni di euro. Si tratta del primo bando pubblicato da viale Aldo Moro, finanziato con fondi europei, di cui è uscita la graduatoria e al quale seguiranno i risultati di un secondo bando, riservato alle imprese, che porterà ad altri 500 ricercatori da assumere. L’iniziativa riguarda appunto progetti di ricerca industriale strategica, realizzati dai laboratori della Rete regionale dell’alta tecnologia con il coinvolgimento delle imprese.

controlli alimentiI settori d’intervento riguardano il sistema agroalimentare, quello dell’edilizia e delle costruzioni, la meccatronica e la motoristica, le industrie della salute e del benessere, le industrie culturali e creative. Per ogni ambito sono stati finanziati i primi quattro progetti in graduatoria. A seguire, riceveranno contributi i migliori in ordine di graduatoria generale. Per ogni progetto ci sono fino a cinque partner e nel complesso tutto il sistema regionale della ricerca viene coinvolto, insieme ai centri per l’innovazione e altri partner col ruolo di stakeholder, come alcune strutture sanitarie.

“L’esito del bando– sottolinea in una nota l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi- mette in evidenza che in Emilia-Romagna c’è un tessuto economico capace di cogliere in modo proattivo le opportunità fornite dai fondi per la ricerca industriale. Per la prima volta, nel bando laboratori, vengono anche coinvolte senza finanziamento almeno due imprese per progetto”.
Il bando per la ricerca industriale, “uno dei primi portato a conclusione con i fondi europei della nuova programmazione- sottolinea Costi- dimostra la capacità del sistema regionale di saper rispondere alle sfide dell’innovazione in grado di generare nuova occupazione, altamente qualificata”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

16 febbraio 2016
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