A 100 anni dall’appello ai ‘liberi e forti’, un nuovo fermento dei cattolici in politica

A 100 anni dall'appello 'A tutti gli uomini liberi e forti' di don Luigi Sturzo la chiesa di Roma si confronta nuovamente con la questione della partecipazione politica dei cattolici.
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ROMA – A 100 anni dall’appello ‘A tutti gli uomini liberi e forti’ di don Luigi Sturzo la chiesa di Roma si confronta nuovamente con la questione della partecipazione politica dei cattolici.

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Il 18 gennaio 1919 Sturzo lanciava il programma del Partito popolare italiano dopo il ‘non expedit’, il divieto papale ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni e alla vita politica dello Stato. Oggi, invece, la Chiesa Cattolica sconta l’assenza di un movimento strutturato in grado di incidere e interloquire con il governo. Periodicamente quest’assenza da’ la stura a fantasie sul riemergere della ‘Balena bianca’ dagli abissi di una storia ancora troppo recente.

Oggi, come ha detto il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti al Consiglio permanente dei vescovi, la questione e’ diversa. E prende le mosse dalla necessita’ di costruire non un partito quanto un’agenda di temi cari ai cattolici con “un metodo, supportato da un’idea forte e da un luogo di elaborazione culturale”.

Secondo Bassetti non ci si può più limitare “a rincorrere l’attualità con comunicati e interviste solo per mettersi in vetrina”, i cattolici devono essere “aperti a ciò che accade – a partire dalle emergenze che bussano ogni giorno alla porta – ma fedeli al programma pastorale, che è poi il Vangelo”.

Concetto ripetuto anche dal segretario generale della Cei, Stefano Russo: “E’ importante l’impegno dei cattolici in politica, soprattutto dei giovani, nel segno della ricerca del bene”.

A rendere ancora piu’ pressante quest’esigenza, sono gli attacchi che arrivano al mondo cattolico su vari fronti: dal decreto sicurezza che mette a rischio i diritti dei migranti all’incertezza legata all’aumento della tassazione sugli enti no profit, fino al taglio dei contributi all’editoria.

A questo fermento fa da contraltare l’interesse delle istituzioni e della politica che in occasione 100 anni dell’appello di Don Sturzo moltiplicano le iniziative.

All’Istituto che prende il nome dal fondatore del popolarismo, il 17 gennaio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati saranno presenti a un seminario con Nicola Antonetti (Presidente dell’Istituto Luigi Sturzo) e Francesco Malgeri (Presidente del Comitato Scientifico “Celebrazioni Luigi Sturzo e Partito popolare italiano”).

Interverranno Piero Craveri, Agostino Giovagnoli, Francesco Traniello, Matteo Truffelli. Venerdì 18, nell’anniversario, ci sara’ prima una messa presieduta a Santi apostoli dal presidente della Cei e poi una commemorazione all’Hotel Santa Chiara, proprio il luogo dal quale Sturzo nel 1919 illustrò i 12 punti del popolarismo italiano.

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16 Gennaio 2019
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