Ogni anno a Roma 30 morti in moto, le buche sono la prima causa di incidente

Rispetto al 2010 c'è stato un calo dei sinistri del 40%. Il 98% dei motociclisti indica le buche come primo fattore di rischio, l'81% i tombini e il 64% il comportamento indisciplinato degli automobilisti.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Dal 2010 ad oggi gli incidenti stradali che hanno coinvolto moto e scooter a Roma sono diminuiti del 38%, i morti del 40% e i feriti del 38%. Ogni anno, però, si contano ancora oltre 5.000 sinistri, 14 al giorno. E sono circa 30 i morti in media ogni 12 mesi.

Questi i dati contenuti dello studio “La sicurezza stradale nella Capitale delle due ruote” della fondazione Caracciolo di Aci che è stato presentato stamani da Giuseppina Fusco, vice presidente dell’Aci, alla presenza del presidente della commissione Mobilità del Comune, Enrico Stefano.

L’indagine dell’Aci analizza la situazione della mobilità di moto e scooter, anche attraverso interviste su un campione di oltre 800 conducenti. Da questa emerge come nel 2017 sono morti 23 centauri e 8 pedoni per un totale di 31. In generale ottobre è il mese con più incidenti (10% del totale su due ruote), mentre a maggio si verificano più decessi (1 su 4). Durante il rientro serale casa-lavoro, tra le 17 e le 21, si concentra il 31% degli scontri per moto e scooter. Ma è nelle ore notturne, tra pe 22 e le 6, che si contano più morti su due ruote (34 % del totale).

Lo stato delle manutenzione delle strade- ha commentato Fusco- è uno dei fattori di incidentalità maggiore. Gli intervistati ci hanno indicato come la presenza di buche sia il principale pericolo negli spostamenti a Roma, seguito dalla presenza di tombini non in buono stato. Auspico, non solo per Roma ma per tutto il nostro sistema infrastrutturale di avviare politiche di recupero dell’arretrato manutentorio per salvate vite umane”. 

In particolare il 98% dei motociclisti intervistati indica le buche come primo fattore di rischio, l’81% i tombini e il 64% il comportamento indisciplinato degli automobilisti.

I COMPORTAMENTI SCORRETTI ALLA GUIDA

Tra le altre cause, riconducibili al comportamento dei conducenti, sono da segnalare la distrazione, con il 24% dei motociclisti che dichiara di usare lo smartphone alla guida. Quattro su dieci ammettono di superare i limiti di velocità, oltrepassare la linea continua e passare con semaforo giallo, e più del 60% dichiara di zigzagare nel traffico. Tali comportamenti non trovano sempre adeguato contrasto nelle sanzioni: gli intervistati confermano di aver ricevuto verbali sopratturo per altre infrazioni come il divieto di sosta (44%) o violazione delle corsie riservate ai mezzi pubblici (35%) . Solo il 19% delle multe puniscono l’eccesso di velocità e appena il 9 % il mancato rispetto del semaforo. Lo studio rileva anche la scarsa consapevolezza degli utenti: il casco jet “aperto” è preferito da 67 utenti su 100, ma solo il 28% degli intervistati dichiara di sostituirlo in caso di incidente. In merito all’equipaggiamento, i guanti sono utilizzati da 1 persona su 4, la giacca tecnica da 1 su 10 e i pantaloni con protezioni da 1 su 100. Infine il 50% dei 393.144 veicoli a due ruote circolanti a Roma non è in regola con la revisione (secondo il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture).

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

16 Gennaio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»