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A Bologna svolta su Salara, arriva avviso pubblico aperto ad associazioni lgbt

BOLOGNA – La Salara non sarà messa a bando, ma non sarà neanche assegnata un’altra volta direttamente al circolo Arcigay Il Cassero. A fine gennaio il Comune di Bologna pubblicherà un avviso pubblico, aperto a tutte le realtà lgbt, per arrivare a siglare un patto di collaborazione, che però non prevede l’assegnazione dell’immobile. L’attuale sede del Cassero sarà infatti concessa a valle del percorso, con una “partnership” che prevederà “naturalmente un contratto, un canone d’affitto e utenze da pagare con regolarità“. Ad annunciare la svolta sulla Salara è l’assessore all’Economia di Palazzo d’Accursio, Matteo Lepore, oggi in Consiglio comunale. Lepore interviene nel dibattito sugli ordini del giorno presentati da M5s e Forza Italia sulla concessione dell’immobile, mettendo in chiaro che la decisione di non mettere a bando la Salara “è una scelta politica“. E spiega che è stato lo stesso presidente del Cassero, Vincenzo Branà, a chiedere nelle settimane scorse al sindaco Virginio Merola di avviare il percorso per siglare un patto di collaborazione.

Matteo Lepore

Domani verrà portato in Giunta un atto di indirizzo, a cui seguirà la pubblicazione di un avviso pubblico “aperto a tutte le comunità lgbt”. Con le associazioni interessate, l’assessore Susanna Zaccaria convocherà “quattro giornate di co-progettazione in seduta pubblica“, su quali politiche, iniziative e impegni assumere, da parte sia dal Comune sia dalle associazioni. L’intero percorso dovrebbe chiudersi entro marzo. “È una sfida anche per queste realtà– sottolinea Lepore- perché dovranno rendicontare come usano i fondi pubblici e gli spazi e mettersi in discussione”.

Virginio Merola

Il patto di collaborazione, precisa l’assessore, “non è finalizzato alla concessione dell’immobile, ma alla definizione di un progetto. Col patto non metteremo in assegnazione la Salara. Il sindaco si riserverà di assegnare eventualmente la concessione dell’immobile ad Arcigay e alle altre realtà che partecipano al patto, in una partnership che dovrà essere definita. Avremmo potuto concedere già oggi o ieri l’immobile per fini istituzionali- sottolinea Lepore- ma abbiamo voluto rispondere alla richiesta di Arcigay e alle sollecitazioni venute in questi anni dal Consiglio comunale”. Del resto, rimarca ancora l’assessore, “30 anni fa c’era una sola realtà” a portare avanti le battaglie del mondo lgbt, “mentre oggi abbiamo una rete plurale su questi temi”. E aggiunge: “Qui non discutiamo solo se un immobile può essere valorizzato economicamente o concesso per altre attività. Parliamo di qualcosa di più grande”, ovvero di “condividere un nuovo patto tra la città e la comunità lgbt”. Secondo Lepore, il patto di collaborazione “è uno strumento rafforzativo rispetto alla convenzione ed è un rilancio politico. Siamo non solo in linea, ma davanti al nostro Paese”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

16 gennaio 2017

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