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Lo Spazio nel 2017, ecco che anno sarà

ROMA  – L’esplorazione spaziale non si ferma mai e anche il 2017 sarà un anno ricco di esperienze oltre atmosfera: dalla missione di Paolo Nespoli sulla Stazione Spaziale Internazionale all’addio di Cassini con ‘tuffo’ su Saturno, passando per i viaggi sperimentali delle compagnie private, vediamo insieme che anno sarà.

La Stazione spaziale internazionale

Anche quest’anno il laboratorio orbitante più grande mai costruito prosegue le sue attività.

Il primo equipaggio del 2017 arriverà sulla Iss il 27 marzo. A bordo della Soyuz Ms-04 ci saranno un veterano e un debuttante. Si tratta di Fëdor Jurčichin, cosmonauta alla sua quinta esperienza di volo e che ricordiamo anche per essere stato compagno di equipaggio di Luca Parmitano nel 2013, e di Jack Fischer, 43enne statunitense per la prima volta sulla Stazione.

E’ prevista, invece, per fine maggio 2017 la partenza della missione ‘Vita‘, quella dell’astronauta italiano Paolo Nespoli. E’ la terza volta in cinque anni che un italiano vola a bordo, dopo le missioni ‘Volare’ di Luca Parmitano (2013) e ‘Futura’ di Samantha Cristoforetti (2014). Nespoli, 60 anni, partirà per lo Spazio a bordo di una Soyuz Ms-05 con i compagni di avventura Randolph Bresnik, statunitense, e Sergej Rjazanskij, russo. La missione ‘Vita’ durerà sei mesi, rientro previsto a fine ottobre.

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In totale nel 2017 saranno 10 gli inquilini della Iss, distribuiti in 4 equipaggi, senza contare quelli a bordo già dall’anno precedente con l’Expedition 50. Tra loro, si contano altri tre debuttanti oltre a Fischer: gli statunitensi Mark Vande Hei e Scott Tingle, e il giapponese Norishige Kanai.

L’addio di Cassini

Saturno

Una delle missioni più importanti degli ultimi anni è Cassini-Huygens, nata dalla collaborazione fra la Nasa, l’Esa e l’Asi. La sonda ha iniziato il suo viaggio nello Spazio nel 1997 con il compito di studiare da vicino Saturno, uno dei giganti gassosi del Sistema solare, reso unico da quegli anelli fatti di polvere e particelle che lo rendono inconfondibile.

E’ entrata nella sua orbita nel 2004 e terminerà la missione con un tuffo sulla superficie del pianeta. Cassini sarà attentamente pilotata nel suo ultimo passo. Sarà un momento delicato, in cui la priorità è assegnata alla preservazione di un ambiente così lontano e in parte ignoto, evitando qualsiasi forma di contaminazione. E’ importante che Cassini non inquini in nessun modo il pianeta e le lune che è andato a studiare.



I viaggi privati nello Spazio

La ricerca scientifica è inarrestabile anche nel settore privato. In prima fila ci sono quattro compagnie che puntano tutto sullo Spazio. Parliamo di Space X di Elon Musk, di Blue Origin di Jeff Bezos, di Virgin Galactic di Richard Branson e di Boeing, azienda storica a stelle e strisce. In particolare, sarà Blue Origin a iniziare gli attesi test di volo con equipaggio: la prima volta di uomini in volo con vettori privati potrebbe esserci già nel 2018.

L’osservazione della Terra

Naturalmente nel 2017 proseguirà l’attività satellitare di osservazione della Terra, con qualche arma in più.

Il 7 marzo partirà dalla base Esa di Kourou in Guyana francese il satellite Sentinel 2B, incaricato di controllare dall’alto tutto quello che succede alla Natura del nostro pianeta. Farà coppia con il gemello Sentinel 2A, al lavoro da giungo 2015, all’interno del programma europeo Copernicus. Il programma Galileo, nato come sistema europeo di navigazione e posizionamento, si arricchirà invece di 4 nuovi satelliti, il cui lancio è previsto per il prossimo agosto.

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Prosegue anche la missione Lisa Pathfinder, che ha il delicato compito di testare le straordinarie tecnologie necessarie per osservare le onde gravitazionali dallo Spazio. Il suo termine era previsto per dicembre 2016, ma ha ricevuto una proroga di sei mesi.

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Va da sé che nel 2017 sarà continuamente monitorato il lavoro del Trace Gas Orbiter, sonda di ExoMars che avrà un ruolo cruciale nel 2020, quando atterrerà un rover europeo su Marte. Tgo, intanto, continuerà nella sua dettagliata analisi dell’atmosfera del pianeta rosso.

LE NEWS DI QUESTA SETTIMANA

Alla ricerca di pianeti in Alfa Centauri

La caccia a pianeti abitabili fuori dal Sistema Solare non si ferma. Nel mirino c’è ora il sistema stellare più vicino alla Terra, Alfa Centauri, soprattutto dopo la scoperta nel 2016 di Proxima b, il quale è ritenuto un ‘gemello’ del nostro pianeta. L’Eso ha firmato un accordo con Breakthrough Initiatives per adattare la strumentazione del Very Large Telescope alla ricerca di pianeti nel vicino sistema stellare, distante circa 4 anni luce da noi. Sapere dove si trovino gli esopianeti più vicini è di interesse fondamentale per Breakthrough Starshot, il programma di ricerca e di ingegneria lanciato nell’aprile 2016 da Stephen Hawking, Mark Zuckerberg e Yuri Milner, uno dei cui scopi è di dimostrare la fattibilità di veicoli spaziali minuscoli, ultraveloci e spinti dalla luce, delle “nanoastronavi”. Il lancio verso Alfa Centauri potrebbe avvenire entro la prossima generazione.

La NASA lancia due nuove missioni per scoprire l’origine del Sistema Solare

Si chiamano Lucy e Psyche le due sonde a cui la NASA ha deciso di affidare il delicato compito di indagare sulle origini del nostro Sistema solare. Le missioni partiranno rispettivamente nel 2021 e nel 2023. Lucy si dedicherà all’esplorazione di sei satelliti Troiani di Giove, ritenuti dei ‘Matusalemme’ del Sistema Solare e la cui formazione sarebbe avvenuta molto distante dal pianeta di riferimento. Psyche, invece, analizzerà l’asteroide metallico 16 Psyche, di cui si pensa che potesse costituire il nucleo di un pianeta primordiale.

SkinSuit, ecco come la tuta protegge gli astronauti

Nello Spazio il corpo degli astronauti è soggetto a sollecitazioni continue e a pesanti stress dovuti all’assenza di gravità. Uno degli effetti più noti è quello dell’allungamento: pensate che l’astronauta italiano Luca Parmitano diventò più alto di 5 centimetri durante la sua missione sulla Stazione Spaziale Internazionale. Per contrastare questi effetti e proteggere donne e uomini in orbita è stata messa a punto dal Dainese Science and Research Center, in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (Esa), la tuta ‘SkinSuit’. La tuta esercita sul corpo degli astronauti una pressione crescente in direzione testa-piedi simulando il peso normalmente imposto dalla massa corporea sulla Terra. In questo modo ‘SkinSuit’ contrasta l’allungamento della spina dorsale in assenza di gravità applicando al corpo dell’astronauta una compressione verticale, senza compromettere comfort e movimenti. Dopo la missione spaziale IRISS del Settembre 2015 durante la quale l’astronauta danese Andreas Mogensen ha per la prima volta testato ‘SkinSuit’, il prodotto di Dainese è tornato nello Spazio, proteggendo Thomas Pesquet impegnato dal 17 Novembre 2016 nella missione Proxima.

In arrivo la mappa per i viaggi spaziali

Le storiche sonde Voyager 1 e 2 da 40 anni esplorano angoli remoti a decine di miliardi di chilometri dalla nostra Terra, ‘sorvegliate’ dagli occhi del potente telescopio spaziale Hubble. E’ Hubble ad avere il compito di dare alle sonde una sorta di cartina per uscire dal Sistema Solare. Ma il suo compito non si esaurisce così. Combinando i suoi dati con quelli raccolti direttamente da Voyager 1 e 2 verrà creata una ‘mappa spaziale’ che indichi tutte le caratteristiche, le insidie e le stranezze che possiamo aspettarci intraprendendo un viaggio sulle strade del Cosmo.

di Antonella Salini, giornalista professionista

16 gennaio 2017

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