Il rapper Kuti: “Facciamo l’alleanza diaspore-scuole”

"I politici se ne infischiano, i genitori sparano cazzate sui social, i ragazzi delle scuole sono l'unica speranza": parola di Tommy Kuti, rapper bresciano di origine nigeriane, talento orgogliosamente afroitaliano.
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MILANO – “I politici se ne infischiano, i genitori sparano cazzate sui social, i ragazzi delle scuole sono l’unica speranza”: parola di Tommy Kuti, rapper bresciano di origine nigeriane, talento orgogliosamente afroitaliano. Che con l’agenzia ‘Dire’, in un’intervista a Palazzo Reale, a margine del Summit delle diaspore, parla di come e’ importante comunicare ai giovani la bellezza della diversita’ e dell’arricchimento tra culture.

“Bisogna portare questi discorsi nelle scuole, perche’ la classe politica non manda certi messaggi, non li fa passare” dice il musicista, all’anagrafe Tolulope Olabode Kuti, 28 anni tra rap e trap, Fabri Fibra come fan e nel cassetto un contratto con la Universal.

“Abbiamo una classe di genitori italiani cinquantenni e sessantenni impegnati a sparare cazzate sui social network” accusa il rapper: “La nostra unica speranza e’ che i ragazzi crescano in un mondo piu’ aperto e comprendano la ricchezza che c’e’ nella diversita’”.

Al Summit delle diaspore Kuti porta le sue canzoni. La platea segue il ritmo, applaude e ride. Anche quando, a Palazzo Reale, le rime tirano in ballo il ministro dell’Interno Matteo Salvini o gli stessi partecipanti all’incontro milanese. “Alla fine ci becchiamo sempre tra persone che vanno gia’ d’accordo” riprende Kuti con la ‘Dire’. “Siamo d’accordo che Salvini e’ un ‘mmhhh’ e che non sarebbe giusto votarlo; sarebbe bello pero’ che questi messaggi fossero comunicati agli italiani a casa, anche alla famosa casalinga di Voghera, perche’ capiscano quanto e’ bello avere a che fare con culture diverse”.

COOPERAZIONE. DIOMA (SUMMIT DIASPORE): L’ITALIA RIPARTE INSIEME

“L’impegno e’ per un’Italia di tutti, di tutti i colori e tutte le lingue, capace di guardare al mondo con ottimismo, contribuendo allo sviluppo sociale”: cosi’ Cleophas Dioma, coordinatore del Summmit delle diaspore, in corso oggi a Milano.

“Solo insieme possiamo crescere, con tutti quelli che amano questo Paese” ha detto Dioma, in apertura dell’incontro, giunto alla sua seconda edizione. “Cooperare vuol dire fare insieme, conoscendosi, intraprendendo un percorso comune”.

Secondo il coordinatore del Summit, dall’inizio del progetto lo scorso anno in tutte le citta’ persone italiane e straniere hanno dimostrato di voler partecipare alla vita del Paese. “Questo percorso – ha detto Dioma – sta portando qualcosa di concreto, per un’Italia di tutti, di tutti i colori e tutte le lingue”.

L’assunto e’ che, rispetto alle migrazioni e alle presenze di origine straniera, bisogna parlare anche e soprattutto di “normalita’”. Ancora Dioma: “Si dice degli sbarchi e mai della gente che vive qui da 20 o 30 anni, che ha figli che vivono qui e che lavorano qui, con problemi, incontri e opportunita’ quotidiane”. Il Summit delle diaspore, in corso a Palazzo Reale, e’ finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).

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15 Dicembre 2018
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