Musica e solidarietà, il viaggio di Africa Sarda nello Zambia

Recentemente il progetto ha dato vita all''Africa Sarda Studio' nel ghetto di Bauleni, nello Zambia: lo studio è lì, è nato, ma serve ancora molto altro, a partire dalla strumentazione.

ROMA – Metti insieme la passione per la musica, l’amore per l’Africa e una grande voglia di fare per gli altri. Tutti ingredienti di un progetto ideato, nato e poi portato avanti, tutt’ora, con una forza di volontà invidiabile.

Carla Cocco è una percussionista e cantante, con un timbro di voce unico, originaria della Sardegna, che vanta collaborazioni con artisti straordinari, su tutti il brasiliano Toquinho, che ha dato vita al progetto ‘Africa Sarda’ con cui promuove la cultura sarda e africana attraverso la musica. È una associazione che non ha scopo di lucro e si sostiene esclusivamente grazie a donazioni.

Recentemente il progetto ha dato vita all”Africa Sarda Studio’ nel ghetto di Bauleni, nello Zambia: lo studio è lì, è nato, ma serve ancora molto altro, a partire dalla strumentazione.

Ma com’è nato il progetto? “A Natale dell’anno scorso, in un periodo particolare della mia vita, avevo bisogno di staccare e di rigenerarmi un po’, sono andato a passare il Natale al ghetto di Bauleni”.

Lì, ha raggiunto Diego Mwanza Cassinelli, il responsabile dell’associazione In&Out of the ghetto, una piccola organizzazione non governativa e no-profit zambiana. E in questo viaggio ha portato con se la musica: “Ho preso una chitarra- racconta in una videointervista all’agenzia Dire- e ho improvvisato ‘No potho reposare’, una famosa canzone sarda. E dopo dieci minuti sapevano già cantarla. Loro mi hanno fatto sentire canzoni africane, e dopo 2-3 giorni abbiamo registrato un disco” e l’album si chiama ‘Africa Sarda&Is Amigus’.

Tornata in Italia, “ho raccolto soldi con una campagna di crowdfunding, così abbiamo raccolto i soldi per costruire una scuola di musica e studio di registrazione che adesso c’è, a Bauleni e si chiama Africa Sarda studio”.

Il disco registrato “ha una particolarità, è stato registrato tra Africa, Brasile e Italia, ma soprattutto io ho cantato in africano e i ragazzi del ghetto in sardo”.

Quando Carla Cocco e Andrea De Luca, chitarrista romano conosciuto ad un concerto di quest’ultimo, vanno nello Zambia, lo fanno senza finanziamenti alle spalle ma spendendo di tasca propria quello che serve per il viaggio.

“Per finire la scuola servono soldini- continuano- quindi l’unico modo per raccoglierli è farlo attraverso concerti (sono stati anche all’Auditorium Parco della Musica, a Roma, ndr) e ora stiamo anche dando lezioni di musica a piccoli musicisti nelle scuole”.

De Luca, oggi vicepresidente dell’associazione che porta avanti il progetto, ha conosciuto Carla “ad un concerto” e lì, una volta parlato del progetto, “ho detto che volevo prenderne parte. Ci credo parecchio, basta vedere i video con i bambini del posto che restano estasiati dalla musica. E’ un’energia che ha un linguaggio universale che oltrepassa le distanze e che permette ai bambini, o ai più grandi, di stare lontano da alcol, colla, droga, prostituzione”.

Ora all’orizzonte c’è il viaggio nello Zambia, dove il chitarrista romano andrà per la prima volta, mentre Carla Cocco c’è già stata altre volte: “Andiamo a gennaio- continua De Luca- metteremo in opera lo studio, faremo corsi e li aiuteremo a creare la loro musica, questa scola è anche studio di registrazione”.

I soldi vanno raccolti per acquistare “mixer, strumentazione e casse. Ad oggi abbiamo raccolto, con la campagna, 5.700 euro. E poi c’è il sito per le donazioni, Africasarda.com”.

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15 Dicembre 2018
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