San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 14 dicembre

SAN MARINO – Nella seduta consiliare di oggi pomeriggio, prosegue il dibattito avviato ieri in notturna sul Bilancio Previsionale 2018 cui sono 59 gli iscritti a prendere parola. Da parte della maggioranza si sottolinea l’importanza dell’obiettivo del provvedimento, ovvero il pareggio di Bilancio, in particolare alla luce di quanto detto ieri sera dal Segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, che ha aperto alla possibilità di “reperire risorse” attraverso “partner sovranazionali”, senza specificarlo. Alessandro Bevitori, Ssd sottolinea infatti che un “bilancio molto dignitoso e presentabile ai contesti internazionali ci permette di essere accreditati in determinati organismi sovranazionali cui dobbiamo appoggiarci per aprire il nostro sistema e che ci possono dare liquidità”. Luca Santolini, C10, rileva l’importanza dei contenuti in Bilancio relativi alla spending review, con tagli di 2,5% alla spesa corrente: “Si prevedono 12 mln di euro da recuperare di qui a 4 mesi- chiarisce- aprendo un fronte intoccabile come quello delle retribuzioni”. Nicola Selva, Rf, evidenzia il coraggio e la determinazione del provvedimento. “Coraggio che ad oggi non ha avuto nessuno- rimarca- perché questi sono interventi che fanno perdere consenso elettorale”. Il riferimento è ai tagli previsti sulla Pa e all’introduzione di imposte straordinarie, fortemente criticate dai consiglieri di opposizione, così come l’annuncio di un possibile ricorso a un prestito esterno. Per Grazia Zafferani di Rete la riduzione della spesa corrente non è sufficiente: “Il governo ancora non riesce a comprendere che certe spese, stipendi e sprechi non sono più tollerabili- manda a dire- perchè poi sono i cittadini a doverle pagare con minimum tax e patrimoniale”. Stefano Canti, Pdcs, punta il dito contro l’assenza di progetti per la crescita e lo sviluppo: “Ho sentito solo parlare di agenzia per lo sviluppo e sportello unico, sono questi- chiede al Segretario- i suoi progetti di rilancio dell’economia?”. Per Iro Belluzzi, Psd, la legge di Bilancio è “estremamente recessiva”, per recuperare “il disavanzo e il debito che lo Stato si è trovato addosso in funzione di politiche di ristutturazione del sistema finanziario”. Infine, Alessandro Mancini, Ps che riconosce come l’equilibrio di bilancio sia riconducibile alla necessità di San Marino di “rivolgersi ad un organismo esterno per avere supporto tecnico e finanziario”. Il problema però, rileva, è come si arriva al pareggio: “Facendo un salto indietro di almeno 3-4 anni” e reintroducendo patrimoniale e minimimum tax, provvedimenti su cui l’opposizione esprime tutta la sua contrarietà.

Il dibattito si interrompe a fine seduta e riprenderà questa sera in notturna per poi concludersi. Nella giornata di domani i lavori consiliari sono sospesi per consentire il deposito degli emendamenti all’ufficio di segreteria -entro le 12- e il loro approfondimento da parte dei gruppi consiliari nel fine settimana. L’esame dell’articolato quindi inizierà nella seduta di lunedì.

Di seguito un estratto degli interventi odierni.

Comma 11. Provvedimenti in esecuzione della Legge 18 febbraio 1998 n.30 “Norme Generali sull’Ordinamento Contabile dello Stato”:

  1. a) Rendiconto Generale dello Stato e Bilanci Consuntivi degli Enti Pubblici per l’esercizio

finanziario 2016 (II lettura)

  1. b) Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2018 e

Bilanci Pluriennali 2018/2020 (II lettura)

Oscar Mina, Pdcs
Rigore, crescita, giustizia sociale e pareggio di bilancio, togliere sprechi senza intaccare i servizi di scuola e sanità..questo è quanto è stato detto si voglia conseguire con questa legge di bilancio, ma gli interventi previsti non mi sembrano in realtà sufficenti per raggiungere tutto ciò. Sugli incentivi per lo sviluppo: certamente si attirano imprenditori con fiscalità e competività, ma poi si mettono minumum tax, patrimoniali, raddoppio dell’imposta di registro, senza contare le tasse sul tientro dei capitali. Sulla Patrimoniale: si dicec he rispetto a quella del 2013 avrà maggiore estensione e minore aliquote. Nel 2013 Celli era nel Ps e criticava il governo di allora di portare avanti politiche fiscali con visione opposta a quella sempre avuta nel Paese, ‘una strada inadeguata per impatto economico e sociale’ e ribadiva ‘ferma opposizione a un’imposta straordinaria sugli immobili per il suo effetto recessivo’…mi pare di capire, Segretario Celli, che la sua posizione attuale sia in palese contrapposizione a quello che sosteneva nel 2013.

Michele Muratori, Ssd
Raggiungere il pareggio di bilancio rappresenta il cardine del pareggio per riacquistare credibilità e reputazione a livello internazionale, garantendo il giusto processo di trasformazione e disconnesione con il passato per cui maggioranza ha lavorato. Oltre ai numeri riportati nella legge dobbiamo sottolineare volontà di contrastare la spesa improduttiva, andando a razionalizzare quello che è già presente e dovrà essere rilanciato ma con giudizio senza gravare su qualità scuola e sanità, dovrà passare per un ragionato accorpamento di alcuni uffici pubblici e per gestione più efficiente eliminando ciò che è superfluo. Con l’aumento 1,4 mln di euro all’Iss si manda un segnale di come vogliamo rilanciare il settore sanitario al netto delle recenti difficoltà. Altrettanto significativo è l’intervento nel campo dell’istruzione che dà seguito alle recenti riforme e vede l’avvio della progettazione del nuovo polo scolastico a Fonte dell’Ovo. Il 2018 dovrà essere un anno di crescita, gli interventi che adotteremo della finanziaria sono imprescendibili per garantire un elevato livello di benessere cui siamo abituati, ma è giunto il momento di rimboccarci le maniche, intervenire sui patrimoni mantenendo una pressione fiscale equlibrate nei reddtiti bassi è sicuramente l’intervento più giusto per recuperare gettito fiscale, oltre a manenere una sacrosanta equità e anche per rilanciarci come Paese.

Giovanna Cecchetti, Ps
La Miminum tax viene riproposta e anche la patrimoniale viene introdotta proprio da chi fino a ieri gridava che fosse scandalosa, tra l’altro rinviandola a un decreto delegato e raggirando così il Consiglio. Le tasse andrebbero versate in cambio di servizi sempre più efficienti. Si è voluti arrivare a tutti i costi al pareggio di bilancio e questo si spiega solo con la necessità di andare a chiedere un prestito ad un organismo internazionale che ci toglierà sovranità e ci porterà in austerity, facendo debiti su debiti che dovremo pagare. Ci troveremo indebitati per le sue scelte scellerate, Segretario.

Iro Belluzzi, Psd
Non è semplice strutturare una legge di bilancio in modo da arrivare al pareggio. Ma chi è artefice del proprio mal, pianga se stesso. Questa è una legge di bilancio estremamente recessiva volta a recuperare il disavanzo e il debito che lo Stato si è trovato addosso in funzione di politiche di ristutturazione del sistema finanziario, è questa la colpa più grande che ha, Segretario. Cercate di mettere una pezza a un percorso che sarà di grande indebitamento dello Stato. Forse siamo diventati un paese normale come gli altri, e come tali saremo fortemente esposto verso l’esterno, cosa che si era cercato di evitare in tantissimi anni.

Grazia Zafferani, Rete
Eccoci a fare osservazioni su un pareggio farlocco di bilancio. Mi chiedo se riusciremo mai a fare un bilancio con un pareggio veritiero. Siamo costretti ad evidenziare ancora una volta una gestione malata e incancrenita del bilancio e la continua partita di giro che si è innescata e che non si riuscirà a fermare senza provvedimenti seri. Ancora questo governo non riesce a comprendere che certe spese, stipendi e sprechi non sono più tollerabili. Perchè poi sono i cittadini a doverle pagare con minimum tax e patrimoniale. La spesa corrente è al 92,2%: mi chiedo di cosa poi stiamo ancora, se la paragoniamo a un 5,42% appena destinato agli investimenti. Utimamente Alleanza popolare sta facendo la battaglia sul tetto massimo degli stipendi: allora che si inizi a lavorare per i tanti non professionisti che prendono stipendi da professionisti per restaurare la meritocrazia. Siete al governo da tanti anni e anche voi siete responsabili della malagestione del Paese, dove i fattorini prendono più dei dottori che tanto cerchiamo. Cerchiamo equità e forse al prossimo stipendio i cittadini vi stupiranno.

Luca Santolini, C10
Il Segretario ha descritto il bilancio come visione realistica e non posso che condividere questa lettura. Nel dibattito ho sentito dire che bisognava fare di più, è ironico che lo dica chi prima quando governava quel di più non l’ha fatto. Ho sentito che bisognava fare di più sugli investimenti e meno sulle imposte, è abbastanza ovvio fosse così. Non ho sentito commenti invece sull’opera di spending review, dove si prevedono 12 mln di euro da recuperare di qui a 4 mesi, aprendo un fronte intoccabile come quello delle retribuzioni. Sono contento sia partito un ragionamento serio sul tetto dei 100 mila euro, so che la Segreteria sta lavorando anche su altri aspetti su questo tema e confido si arrivi a soluzioni a breve. Sportello unico per le imprese e Agenzia per lo sviluppo: due strumenti a cui la Finanziaria dà le gambe e che, insieme alla legge per lo Sviluppo, rappresentano un pacchetto molto attrattivo per chi pensa di creare qua la sua attività. La politica tutta e anche le parti sociali credo siano chiamate ad assumersi responsabilità di scelte non semplici da andare spiegare ai cittadini. Questo momento può essere usato per acutizzare sempre di più lo scontro sociale, incitando alla rivolta, e per giustificare tutte le critiche che si possono fare all’opposizione, oppure si può usare per fare prove di forza sindacali, oppure può essere utilizzato in altro modo, per dimostrare al nostro Paese e fuori di qui che i sammarinesi sanno capire quando sotterrare l’ascia di guerra per affrontare il mostro che sta affossando la nostra società. Rivolgo per questo l’ennesimo invito al dialogo, consapevole che non sia facile in questo momento farlo. Identifichiamo un pacchetto di temi cruciali e facciamo in modo che almeno su quello prevalga il dialogo e la responsabilità, che non vuole dire frenare, ma andare avanti con celerità e con massima condivisione. Sul reperimento di risorse, altro argomento che si presta alla demagogia, ho sentito parlare di un referendum che sarebbe tombale per la nostra ecoomia. D’altra parte ho sentito anche consapevolezza in altri interventi di opposizione. Il Segretario ha riportato chiaramente quale sia la strada che governo e maggiornza intendono intraprendere per rivolgersi ad organismi internazionali, che non chiedono in cambio le nostri Torri, ma certamente garanzie.

Francesco Mussoni, Pdcs
E’ una legge di bilancio deludente che rappresenta l’inconsistenza, l’inefficacia e la povertà dell’azione politica di questo governo e maggioranza. Le politiche portate avanti, con l’aggravio delle imposte, riportano il Paese indietro di 4 anni. Eppure sono politiche di un Paese in white list che ha recuperato credito internazionale e dovrebbero essere invece politiche di sviluppo, sburocratizzazione, liberalizzazione, riforme profonde, ma non lo si può fare solo a parole. Nell’ambito di questo ambito solare non ci sono state iniziative verso questi obiettivi. Manca poi la relazione sulla spending review che il governo si era impegnato a consegnare entro il 30 novembre. Le politiche di riorganizzazione e risanamento le si deve fare in concreto e si deve mettere partiti e parti sociali nelle condizioni di mettersi al lavoro e fare sistema. Se non vengono forniti i risultati della spending review come è possibile farlo? E’ mancato il coraggio politico di presentare iniziative di spending review in linea con i tagli agli spechi e con l’avvicinamento pubblico-privato. E’ un aspetto centrale mancante e grave. Perchè Fmi o ogni altra organizzaizone internazionale che dovesse supportare San Marino lo farà non al buio, ma sulla base di un programa di riduzione di spesa, di riorganizzazione e riforme che dovremmo già avere condiviso. Difficile invece condividere soluzioni politiche a queste condizioni.

Luca Boschi, C10
Questo provvedimento, lo abbiamo detto già dalla prima lettura, è una buona base di partenza, ne condividevamo pilastri e l’obiettivo del pareggio di bilancio, asset fondamentale per ridare credibilità al Paese e renderlo appetibile nei mercati internazionali. Perchè agisce sul fronte delle entrate- rispetto cui la patrimoniale è il provvedimento più equo per reperire risorse- così come sul fronte dello sviluppo, per quanto possa fare su questo una legge di bilancio preventivo, e poi sul terzo fronte, quello del contenimento della spesa. In questa versione definitiva del Pdl ci sono voci che ci fanno dare parere positivo: l’impegno vincolante di risparmio del 2,5% sul totale spese dello Stato, più o meno 12 mln di euro. Per noi è una iniziativa che fa pendere la bilancia su un giudizio positivo. Su ricorso al prestito internazionale abbiamo sentito ancora inesattezze, noi abbiamo detto che nelle lettere di dimissioni di Capuano e Grais c’era un riferimento auna scarsa volontà di aderire al processo di internazionalizzazione del nostro sistmea ma lo chiarisco per un’ultima volta: il governo, prima di andare spedito verso queste soluzioni, vuole pensarci bene e presentarsi a questi organismi con un progetto – un progetto Paese- per non avere una posizione di debolezza. E dovrà prevedere provvedimenti strutturali, importanti e difficili, il più possibile condivisi e spiegati al paese: riforma delle imposte indirette, riforma della previdenza, insieme alla revisione dell’accertamento del sistema fiscale . E’ una buona base di partenza per fare ripartire il Paese e per una migliore equità sociale.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Come potremmo non essere d’accordo con l’intervento del consigliere Boschi? Sviluppo, crescita, equità, rigore, trasparenza: come possiamo non essere d’accordo su queste parole? Purtroppo non troviamo però nulla di tutto questo nella legge presentata oggi in seconda lettura, o comunque è una legge mancante in molte sue parti di tutto ciò. Il Segretario Celli ha detto una cosa molto vera: deve partire da un lavoro molto difficile, la coperta è sicuramente corta dappertutto. Quello su cui continuo ad avere contriarietà è la visione molto limitata della nostra legge di bilancio. L’esercizio ‘bilancistico’ non è sufficente per guardare al nostro domani. La famosa visione, supportata da una serie di manovre non più rinviabili, se non la prepariamo adesso, non saremo mai pronti, e lei ha avuto un anno di lavoro per preparare quel terreno. Anche questa legge è piena di rinvii a decreti delegati e legislativi. Così è difficile avere una visione generale. Nel 2018 il segretario ha detto che lavorarerà a un percorso di riforme fondamentali: quel lavoro riguardarà la spesa pubblica corrente, oggi al 94% e insostenibile? E’ pronto a lavorare sulla Pa? Allo stesso modo, sul costo del nostro welfare e s dello stato sociale, siete pronti a metterci mano? E’ pronto segretario Santi a dire che dovremo ragionare su una politica di prestazioni sanitarie diversa da quella avuta fino ad oggi?

Margherita Amici, Rf
Oggi dobbiamo pagare lo scotto di una folle politica economica del passato, non credo il bilancio possa prescindere da una lettura resposabile dei fatti passati, e non penso che chi qui siede nei banchi dell’opposizione- e mi riferisco in particolare al Pdcs- possa dire che questo bilancio è frutto di un anno disastroso. Occorre dimostrare a coloro con cui vogliamo dialogare di aver i conti in regola, penso alle sedi Ocse. Abbiamo ancora possibilità di rilanciare la nostra economia, se smettiamo di prendere in giro i nostri interlocutori e noi per primi. Spero questo mio intervento consenta di farci avvicinare all’esame degli articoli con uno spirito diverso da quanto finora ho sentito.

Stefano Canti, Pdcs
Credo che dalla relazione del Segretario Celli a inizio dibattito non emerga nulla di nuovo. Altri hanno detto che ha fatto fare un passo indietro di 4 anni al Paese. Resto deluso che alcuni consiglieri di maggioranza non hanno preso parte al dibattito, così come i segretari di Stato. Il pareggio di bilancio deve essere l’obiettivo di qualsiasi governo che si trovi a governare. Crescita e sviluppo dell’economia in questo progetto dove sono? Io non le vedo. Ho sentito solo parlare di agenzia per lo sviluppo e sportello unico per rendere meno pesante la burocrazie, sono questi i suoi progetti di rilancio dell’economia? A noi sfugge capire cosa sia creare sviluppo. La vera sfida dovrebbe essere trovare il modo di aumentare le entrate nel bilancio dello Stato, ma non con le tasse. Qui troviamo minimum tax, patrimoniale e sanatoria straordinaria per un introito stimato di 25-28 mln di euro. Mi risulta però che dalla sanatoria siano stati presentati solo 11 progetti e infatti è stata proposta nel bilancio la riduzione delle tariffe. A dimostrazione che ogni provvedimento fatto quest’anno è stato un provvedimento colabrodo, a partire da quelli sul settore finanziario. Sulla spending review, questo governo ha nominato una nuova commissione con più persone rispetto quella precedente per elaborare una nuova relazione. Abbiamo capito la volontà di tagliare del 2,5% della spesa corrente, ma non sappiamo i contenuti della relazione e come si intende procedere. Sui bond state facendo un passo indietro: manca un progetto chiaro, come intende Segretario prendere risorse economiche?

Guerrino Zanotti, Segretario di Stato per gli Affari Interni
Questa legge di bilancio non è il miracolto che qualcuno si aspettava. Perchè di miracolo si tratterebbe se avessimo accolto tutte le richiest epervenute dentro e fuori l’Aula: taglio della spesa corrente del 30% e allo stesso tempo salvaguardia dello stato sociale, interventi in senso lato nella Pa, poi c’è chi si lamenta degli interventi sull’intero universo. E’ invece una legge equilibrata che determina le condizione affinché il nostro Paese già dla prossimo anno possa vedere l’uscita dalle difficoltà determinate dal venire meno di tanti asset su cui la nostra economia puntava in passato. In primis, il sistema bancario. Non è un miracolo questa legge ma crea le condizioni affinché ci si possa presentare a livello internazionale con i conti a posto e si sia più credibili e appetibili per gli investitori. Mi faccio carico delle critiche mosse nei confronti della mia segretaria sugli interventi sulla spesa corrente che oggi non è pari al 94%, ma si attesta all’89,5% Sento dire ‘lotta agli sprechi’ ma non su quali privilegi intervenire, forse per paura di esporsi. Questo governo invece lo ha detto: intervenire sulla struttura attuale della Pubblica amministrazione che non è più in linea con le nostre possibiltà di bilancio, quindi accorpamenti, semplificazioni, propedeutici a uno snellimento della burocrazia che mina lo sviluppo economico. Della Patrimoniale abbiate il coraggio di dire se è uno strumento utile oppure no.

Jader Tosi, C10
Noi cittadini dobbiamo imparare ad essere un popolo, finora ognuno è andato per la sua strada e pochi si sono presi in carico le responsabilità. Tutti fino ad oggi hanno avuto un’agiatezza che non hanno riconosciuto, le tasse le hanno pagate poco tutti, anche i dipendenti. Oggi però sono tutti qui a contestare un cambio di rotta perché si ha l’ardire di portare a conoscenza del Paese molte cose da mettere sul tavolo. Questi sono i valori e gli asset su cui andare a scommettere per il futuro del Paese. Le distorsioni che ci sono state, che ci sono e potrebbero esserci vanno ricercate e perseguite, cosa che non è stata fatta in passato. Le risorse da reperire da un ente sovranazionale: il problema n n è fare debiti, ma farli con serietà, costruendo e progettando un percorso per pagarli e lanciare una prospettiva. E questo vale in senso generale, per le famiglie, le imprese e anche per gli Stati.

Mariella Mularoni, Pdcs
L’ottimismo del segretario Celli va a cozzare con dati inseriti in bilancio, che è una fotografia nitida della situazione frutto delle scelte sbagliate che si ripercuoteranno sulla cittadinanza per anni. Il contenimento della spesa fa ridere, solo tasse chieste ad aziende ai cittadini, i tagli nella pa solo agli stipendi dei dirigenti. Il male della Pa sono solo i dirigenti? Perchè poi a qualche categoria i sacrifici sono chiesti subito e ad altri ‘forse’ verranno chiesti dopo? Mi riferisco alla riorganizzazione di Bcsm dove non c’è scritto che gli stipendi saranno ridotti subito, ma solo dopo un piano da presentare nei prossimi mesi. E si parla di piani di solidarietà e non di tagli agli stipendi, tutto è lasciato alla discrezionalità del governo con i decreti.

Pier Luigi Zanotti, Rf
Non rassegnamoci alla politica di piccolo cabotaggio. La verità è che l’ultimo anno è stato speso ad affrontare problemi enormi perché i nodi sono arrivati al pettine. Se questo governo non ha risolto tutti i problemi, nemmeno chi c’era prima- ed in teoria era più bravo- li ha risolti. Il Paese è in una fase epocale di transizione e nessuno da solo è in grado di affrontarla. Spesa corrente da ridurre in pochi mesi del 2,5%, infrastruture strategiche come il nuovo ospedale: sono alcuni degli aspetti positivi del bilancio, così come il progetto di revisione del sistema pensionistico. Dò un giudizio positivo sulla legge, anche perché il governo non pensa sia la risoluzione a tutti i problemi.

Franco Santi, Segretario di Stato per la Sanità
Il 2018 dovrà rappresentare l’anno della svolta e delle grandi sfide, di riforme, come quella previdenziale, del’indicatore di reddito. Serve un patto sociale condiviso per la riforma, il percorso del confronto è già avviato, i dati ci impongono di trovare con celerità soluzioni percorribili, e dalle prime settimane di gennaio dovremo intensificare incontri e sforzi per coniugare sostenibilità economica a quella solidaristica. Auguro che il 2018 possa rappresentare un momento importante di confronto e studioe che possa portare ai frutti sperati.

Marianna Bucci, Rete
A Zanotti, che giustamente indica le colpe del passato governo, suggerisco che il problema è che il suo partito era nel passato governo.
Nel paese spesso, parlando con la gente, sento dire:“Che schifo i soldi della mafia, che schifo le associazioni a delinquere, la tangentopoli dei libretti, il clientelismo, che schifo l’anonimato societario, che schifo il riciclaggio del denaro sporco ecc” ma allo stesso tempo la gente ha bramosia, ha fretta di trovare un metodo per far entrare subito denaro nelle casse dello stato. E allora cosa sento proporre dai alcuni cittadini:Facciamo le slot machine, facciamo il quartiere a luci rosse, facciamo il mega albergo di lusso. Riporto queste affermazioni, non per giudicare, ma per fare una riflessione che spero possa essere condivisa. Queste persone sono preoccupate per lo stato del paese e queste sono le prime soluzioni che vengono in mente. Ed è questo su cui vorrei riflettere. Siamo in balia di una parte del paese a cui il modello del paradiso fiscale ha creato un vero e proprio stato dipendenza da cui non riesce a disintossicarsi. Le prime soluzioni che vengono in mente sono quelle che, di fatto, vanno poi a replicare le stesse condizioni e gli stessi danni che stiamo pagando oggi tutti noi. Con questo dove voglio arrivare? Io vorrei che il mio paese fosse messo in grado di produrre una ricchezza congrua alle sue dimensioni, un’economia non velleitaria, un benessere diffuso, un’equità che sia veramente tale. E devono essere le istituzioni ad organizzarsi e a produrre provvedimenti che producano questi effetti. Uno di questi ovviamente è la legge di bilancio. Ieri sera ho ascoltato l’intervento della Cons. Lazzarini, che ha citato Stieglitz e sottolineato la necessità di eliminare le disuguaglianze. Ma in questa legge di bilancio io non trovo l’eliminazione delle disuguaglienza. Al contrario si ripropongono imposte che avrebbero dovuto essere straordinarie e non lo sono state, come la minimum tax. che è l’emblema della disuguaglianza, della rinuncia, da parte dello Stato, di andare a verificare i redditi reali delle imprese. Una imposta che danneggia le imprese sane e premia quelle che hanno fatto le furbe. Osteggiata per anni dagli stessi partiti che oggi la vengono a riproporre.

Alessandro Mancini, Ps
In un anno solare i provvedimenti fatti da questo governo sono stati pochi o pochissimi. La legge di bilancio la si vuole portare a pareggio, obiettivo legittimo di tutti i governi, ma bisogna capire perché c’è questa necessità imminente e perché ci si vuole arrivare a tutti i costi e con questo metodo. Ormai è chiaro a molti, e lo stesso Segretario non ha avuto problemi ad ammettere che un bilancio in regola è buon bilglietto da visita per poterci accreditare all’esterno, ovvero ad organismi internazionali, perché il nostro Paese ha necessità d rivolgersi ad un organismo esterno per avere supporto tecnico e finanziario. Come ci si arriva al pareggio? Facendo un salto indietro di almeno 3-4 anni. Nelle stesse medesime condizioni del 2010. Un paese in difficoltà che ha perso fiducia nei propri cittadini e imprenditori. Se si aumentano imposte, significa che non si è generato sviluppo e si fa la cosa più ovvia, si aumenta la pressione fiscale introducendo norme già viste in quest’Aula, con la specifica di carattere straordinario, e anche oggi ci ritroviamo infatti minimum tax e patrimoniale, sempre- si dice- solo per un anno. Ecco che siamo tornati indietro. Per noi non è la strada giusta. Sulla patrimoniale: sarà un elemento che non risolverà i problemi e andrà ulteriormente a indebolire il potere di acquisto delle famiglie e la capacità di fare impresa. Si continuerà con la recessione economica. Si arriva quindi al pareggio con provvedimenti aggressivi perché si mettono le mani in tasca ai cittadini. E la patrimoniale non è un intervento di equità fiscale.

Vanessa D’Ambrosio, Ssd
Abbiamo un sistema che necessita di solidità e nel bilancio previsionale 2018 la trova, attraverso il pareggio di bilancio e predisponendo un quadro della finanza pubblica sostenibile. Il punto non è il raggiugimento del pareggio a prescindere, ma avere chiaro che il pareggio sia sinonimo di stabilità e solidità. Il pareggio è un dato strategico. Come riusciremo a coprire il disavanzo? Con manovre fiscali di carattere straordinario e temporaneo. La Patrimoniale è un intervento di equità fiscale, a chi ha storto il naso: se ho solo una casa di proprietà, la norma mi tutelerà con le franchigie, se ne ho altre, ho l possiiblità di sostenerle e posso contribuire in misura maggiore. Equità fiscale quindi perché chi ha la possibilità è tenuto a contribuire in modo maggiore. La minimum tax: obiettivo è di toglierla nel 2019. Sanatoria: non solo ha parametri precisi e porterà a entrate ma significa fare il punto zero e dare la possibilità di applicare totalmente il nuovo testo unico. Parallelamente ci saranno manovre strutturali per l’equilibrio di bilancio: tagli alla spesa pubblica, per 12 mln di euro, riforme. I punti fermi sullo sviluppo del paese: sanità e istruzione. E’ stata aumentata la spesa sanitaria a 71 mln di euro, si è individuata la costruzione di un nuovo ospedale, nessun taglio a scuola università e formazione e individuazione di un nuovo campus scolastico. Si affianca a questo la creazione dell’agenzia per lo sviluppo e lo sportello unico per le imprese.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs
Purtroppo il clima di allarmismo generato anche con certe iniziative- come quello a inizio legislatura sui conti pubblici- non fa bene per chi ci legge all’esterno, come le criticità riversate sul sistema finanziario. Fondamentale è ricreare fiducia sul sistema e sull’intero paese. Qui troviamo interventi straordinari come la patrimoniale nel 2012 che portò 12 mln di euro, qui si ipotizzano 15 mln di euro e si allarga la platea di oggetti tassati, anche beni mobili aggrediti. Esclusi i conti correnti, ma quali tipi di investimenti verranno tassati? E’ poi importante capire per cosa vogliamo fare debiti: in questo finanzairia non vedo molti interventi di tipo politico, la visione del Paese nei prossimi 10 anni. Si vuole incentivare sanità, si parla di nuovo ospedale e poi della scuola, certo sono fondamentali, ma va allora rilevato come i medici in questo momento ci sollevano dei problemi e che si sta vivendo la fuga di professionisti.

Mimma Zavoli, C10
La condizione necessaria per cui il primo bilancio della coalizione Adesso.sm dev evederci attenti è quella di giungere al pareggio di bilancio che deve tradursi in atti forti e non certamente facili e popolari. La Pa è un ambito importante ma ha necessità di interfacciarsi con un mondo completamente cambiato attorno a lei. Questo ne fa un punto di confronto che dovrà vedere l’attenzione della politica e non solo, come tesserato di un sindacato mi aspetto attenzione e capacità delle forze sindacali di sedersi ad un tavolo. Qualcosa è cambiato e i sacrifici non posso essere incorniciati in alcuni ambiti, ma assunti con consapevolezza e capacità di mettersi a confronto con una Pa che deve diventare interfacciabie con il mondo privato che la circonda.

Nicola Selva, Rf
Mi pare che il dibattito che ho sentito sia rivolto più al passato o a contrapposizioni attuali e che non sia di aiuto. Qui servono invece scelte importanti che condizioneranno il futuro del Paese per molti anni, da tutte le parti politiche non si devono trattare gli argomenti di questa Finanziaria in modo superficiale in base all’appartenenza politica. Dobbiamo riformare profondamente il sistema e ridimensionare la spesa pubblica. Si deve dare una maggiore riorganizzazione, efficenza e capacità, dobbiamo trovare nuove entrate e finanziamenti necessari per far funzionare la macchina pubblica e dobbiamo tornare competitivi. Ci vuole coraggio e determinazione, coraggio che ad oggi non ha avuto nessuno perché questi sono interventi che fanno perdere consenso elettorale. Si poteva fare meglio ma questa legge è un buon inizio, dobbiamo ancora lavorare ‘sulla difesa’ per portare a un forte ‘attacco’ nel futuro. Dalla prima lettura mi aspettavo molto di più sui tagli, anche se interventi ci sono stati, avrei voluto maggiore analisi dei costi, vedi quelli dell’Azienda autonoma dei servizi, questo ente che oggi rappresenta una risorsa per il Paese, maggiore sburocratizzazione negli uffici pubblici. Anche nell’Iss avrei voluto maggior incisività nella riorganizzazione dei servizi.

Alessandro Bevitori, Ssd
E’ stato un anno molto difficile e il nostro Paese sta vivendo ancora una fase difficile della crisi economica. Sono arrivati i primi segnali positivi ma siamo a quasi 10 anni di recessione e siamo di fronte a un Paese molto provato. C’è bisogno di liquidità e per questo sono state introdotte, nostro malgrado, misure straordinarie, non ci vogliamo rimangiare la parola, vorremmo evitarle, potendo farne a meno. C’era necessità di fare cassa nell’immediato e l’unico modo per farlo è l’introduzione di misure straordinarie. Che ci permettono anche di mettere i conti in ordine, essere molto vicini al pareggio di bilancio e avere un risultato di bilancio molto dignitoso e presentabile ai contesti internazionali. Ciò ci permette di essere accreditati in determinati organismi sovranazionali cui dobbiamo appoggiarci per aprire il nostro sistema che ci possano dare liquidità. E’ un passaggio obbligato che la Repubblica deve affrontare. Invoco coraggio per andare a risolvere privilegi e andare a rivedere la spesa corrente, inteprendere politiche di giustizia sociale, equilibrare i contratti pubblici con quelli privati, il governo deve procedere a un’opera di riequilibrio. Coraggio per introdurre contratti a rendimento per i dirigenti pubblici. Sarebbe opportuno che questa fase nevralgica si possa affrontare con l’opposizione, lavorando insieme a questi progetti.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Si dice che i cittadini devono aiutare lo Stato. Mi metto nei panni di un cittadino normale che si vede tassare il suo stipendio e non ha certezza del diritto, perché se uno infrange le regole non viene punito. Di fronte alla mancanza di certezza del diritto si trova sempre il più furbo che è più scaltro degli altri. Ci portiamo dietro che eravamo un paradiso fiscale e non si sono create alternative a quel passato. Il problema è sociologico, non economico. Pare che il governo presenterà un emendamento sul tetto massimo degli stipendi. Ma è stato fatto o no un refernedum? Qual’è la volontà dei cittadini? Ci sono problemi in certi settori, allora portate i numeri su quante persone se ne sono andate in quel settore, piuttosto che venire qui a menar il can per l’aia.

15 dicembre 2017
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