Friuli Venezia Giulia

Porto di Trieste snodo fondamentale per i mercati europei

trieste3TRIESTE – L’attracco al Porto di Trieste della Msc Paloma, la più grande nave portacontainer mai entrata in Adriatico (oltre 365 metri di lunghezza per poco più di 51 di larghezza, per un carico massimo di 14mila Teu), è frutto del lavoro svolto in questi anni. Lo hanno confermato i presidenti del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino. Quest’ultimo ha evidenziato il ruolo dello scalo regionale di “snodo fondamentale per servire i mercati europei”, evidenziato da uno studio internazionale fatto da Mds Transmodal e presentato a Rotterdam durante Intermodal Europe 2016.

Nel 2015, infatti, sono arrivate al porto di Trieste 57 milioni di tonnellate, con una crescita del +18,49% negli ultimi 5 anni, che ne fanno uno dei primi 20 porti europei: è al 14esimo posto ed è l’unico italiano con Genova (17esima) nei top del continente. In un arco temporale che arriva al 2030, secondo lo studio di Mds Transmodal, ha quindi basi concrete la prospettiva di una crescente competitività di Trieste rispetto ai porti del Nord Europa sul fronte dei traffici con il Far East. Basi che si fondano su una migliore posizione geografica, sulla disponibilità di fondali di 18 metri che consentono l’attracco delle grandi navi portacontainer, come la Msc Paloma, e su un masterplan complessivo da un miliardo di euro per l’ampliamento delle banchine e del retroporto.

di Matteo Assandri

15 dicembre 2016
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