Emilia Romagna

Finti finanzieri per derubare i portapizze, fermati. Avevano la lista delle targhe

pizza_fattorino2BOLOGNA – Fermavano i portapizze, dicevano di essere ufficiali della Guardia di finanza e poi, con la scusa di controllare l’assicurazione del motorino o lo scontrino, li derubavano. Di casi fotocopia con queste caratteristiche, a Bologna, ce ne sono stati almeno 11 negli ultimi mesi. Ma non ce ne saranno più, perchè i responsabili, tre truffatori già conosciuti dalle Forze dell’ordine, nei giorni scorsi sono stati braccati dai Carabinieri su ordine del gip Alessandro Gamberini. L’episodio che ha dato il via alle indagini è avvenuto a San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, in primavera: un portapizze aveva denunciato di essere stato derubato del denaro da due uomini che si erano spacciati per agenti della Guardia di finanza e l’avevano sottoposto ad un controllo stradale.

pizze_cartoniI fatti erano andati così: i due erano in borghese, a fianco di un’auto, e hanno mostrato al malcapitato un finto distintivo (una placca ed un tesserino con foto e nominativo) chiedendogli lo scontrino fiscale delle pizze. Questo per dire subito dopo che lo scontrino non andava bene ed erano necessarie ulteriori verifiche da fare in pizzeria. Prima di incamminarsi insieme verso la pizzeria, i due truffatori si facevano consegnare dalla vittima la carta d’identità ed il denaro e anche l’incasso della giornata (qualche centinaia di euro). Durante il tragitto, naturalmente, svanivano. Mentre indagavano su questo episodio, i Carabinieri hanno scoperto che non era stato certo l’unico: sono stati rintracciati 11 diverse truffe, tutte messe a segno con lo stratagemma del “falso finanziere”.

pizzaConferme sono arrivate durante le perquisizioni nelle case dei tre truffatori: sono stati infatti trovati due distintivi contraffatti (uno dell’Associazione nazionale dei militari della Guardia di finanza in pensione e uno dell’associazione dei militari dell’Arma dei Carabinieri in pensione), una pistola a salve da otto millimetri manomessa, carte di credito, telefono cellulare e buoni pasto provento di altre attività delittuose. Ma la prova schiacciante è una vera e propria lista in cui i truffatori si erano annotati le targhe dei portapizze con a fianco la data ed il luogo di avvistamento. Grazie a questi dati, facevano una verifica per sapere se il fattorino era assicurato e poi, nel caso, li fermavano per controllarli. A disporre una misura interdittiva per loro è stato il gip Alberto Gamberini su richiesta del pm Claudio Santangelo. Uno dei tre è agli arresti domicliari, gli altri due hanno l’obbligo di dimora nei rispettivi Comuni di residenza.

di Marcella Piretti, giornalista professionista

15 dicembre 2016
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