Banche. Il M5s vuole sfiduciare Boschi, Padoan: "Ne uscirà alla grande" - DIRE.it

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Banche. Il M5s vuole sfiduciare Boschi, Padoan: “Ne uscirà alla grande”

ROMA – Il ministro Maria Elena Boschi è al centro della bufera da giorni per il caso Banca Etruria, in cui sarebbe coinvolto il padre. Ciò che viene contestato al ministro è un potenziale conflitto di interessi, poiché suo padre Pier Luigi è stato membro del cda di Banca Etruria e successivamente suo vicepresidente.

M. Elena Boschi

M. Elena Boschi

Alla Camera è stata presentata la mozione di sfiducia targata 5 stelle contro Boschi “per il coinvolgimento personale e familiare nelle vicende in relazione ai recenti provvedimenti che hanno interessato l’istituto di credito”.

“Il Pd in Parlamento salverà la poltrona della Boschi- attacca il segretario della Lega Nord Matteo Salvini-. Con quello che hanno combinato lei e Renzi, con gli intrecci oscuri (neanche tanto) fra banche e famiglie, rovinando centinaia di migliaia di risparmiatori, si dovrebbe dimettere. Per quanto ci riguarda, abbiamo già pronta la sfiducia anche al presidente del consiglio con l’auspicio di trovare il sostegno di tutte le opposizioni. Mandiamo a casa Renzi e tutto il suo governo”.

“La ministra Boschi uscira’ alla grande da questa questione perche’ non c’e’ nulla da nascondere”, è però sicuro il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan a ‘Radio anch’io’ a proposito del contraccolpo sul governo del caso banche.

In difesa del ministro Boschi anche il presidente della Regione Toscana , Enrico Rossi.  Contro il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi “un briciolo di maschilismo l’ho visto. Mi sembra che le donne quando arrivino al ruolo di potere sono più esposte agli attacchi rispetto agli uomini. Mi sono chiesto francamente se fosse stato un uomo se si sarebbe stabilito questa relazione così stretta con il padre”, commenta Rossi intervenendo alla trasmissione televisiva ‘Omnibus’ su La 7, rispondendo a chi gli chiedeva se a suo avviso il ministro fosse stato oggetto anche di sessismo negli attacchi che ha subito per le vicende del crack di Banca Etruria. “Agli uomini si riconosce più autonomia- ha proseguito-, automaticamente, mentre in questo caso io credo si debba prendere atto di una ragazza, di una donna che ha saputo in poco tempo farsi da sola, che ha assunto grandi responsabilità, per le quali si diceva che non era adeguata”.

15 dicembre 2015
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