Report del Consiglio grande e generale del 14 dicembre - Seduta notturna - DIRE.it

San Marino

Report del Consiglio grande e generale del 14 dicembre – Seduta notturna

SAN MARINO – In apertura dei lavori, viene esaminato e quindi approvato, con 32 voti a favore e 20 contrari, il Rendiconto generale dello Stato e degli enti pubblici per l’esercizio finanziario 2014. L’Aula inizia quindi l’esame dell’articolato del Bilancio di previsione dello Stato e degli Enti pubblici per l’esercizio finanziario 2016. I lavori si interrompono con l’approvazione dell’articolo 5 e riprenderanno domani dall’articolo 6. Respinti tutti gli emendamenti dell’opposizione esaminati nel corso della serata, mentre Rete decide di ritirarne uno, l’articolo aggiuntivo 1 bis, volto a escludere dall’esame della legge di Bilancio articoli od emendamenti non strettamente correlati al provvedimento.

Di seguito un estratto degli interventi.

Comma 7. Provvedimenti in esecuzione della legge 18 Febbraio 1998 n. 30 “Norme Generali sull’Ordinamento contabile dello Stato”: a) Rendiconto generale dello Stato e degli Enti pubblici per l’esercizio finanziario 2014 (II lettura); b) Progetto di legge “Bilanci di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2016 e Bilanci Pluriennali 2016/2018 (II lettura)”.

Articolo 1 “Bilancio di previsione dello Stato”
Andrea Zafferani, C10 chiede chiarimenti sull’emendamento governo che cambia i valori delle voci di bilancio in base a riduzione disavanzo da 16 a 10 mln di euro circa e al mancato accordo con gli istituti di credito.
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze, risponde:“La riduzione del disavanzo è riferito ai libretti al portatore che sono stati confiscati. I dossier privi di adeguata verifica confiscati ammontano a 11 milioni di euro, di cui 5 mln andranno al Fondo garanzia depositanti e 6 mln a favore del bilancio dello stato, di cui un milione è stanziato per le spese destinate all’investimento per informatizzazione e sviluppo. Rispetto al mancato accordo sull’emissione del prestito obbligazionario con le banche: noi siamo andati in trattativa. Quando ci siamo trovati a discutere per l’emissione prestito abbiamo proposto un tasso attorno all’1,75-1,80, ci siamo trovati di fronte a una controproposta delle banche notevolmente superiore. Su questo abbiamo ragionato, non possiamo andare ad emettere un prestito obbligazionario con tasso 2,50 più Euribor, sarebbe fuori mercato. Ci siamo sentiti in dovere di dire di no attorno ad un prestito di questo tipo. E abbiamo operato per l’accensione di un mutuo”.

Rete presenta l’emendamento aggiuntivo “1 bis” /ritirato
Roberto Ciavatta, Rete: “E’ un emendamento che renderebbe più snello il lavoro di bilancio, si richiede che nel dibattito della legge di bilancio si discutano articoli che riguardi esclusivamente il bilancio dello Stato e non si modifichino norme esistenti e che quanto approvato non possa essere modificato se non in assestamento o nei bilanci degli anni successivi”.
Andrea Zafferani, C10: “Non sarebbe male se si desse ordine al bilancio, ma dovrebbe valere per tutti”.
Filippo Tamagnini, Pdcs: “Ho dubbi che una norma di questo tipo sia inserita in norme sovraordinate”.
Andrea Belluzzi, Psd: “Apprezzo lo spirito provocatorio di chi ha portato l’emendamento. La legge finanziaria è spesso usata come veicolo per inserire norme varie e crea confusione, si potrebbe inserire oltre al bilancio un altro momento normativo in cui trattare, per esempio, norme collegate su sviluppo, potrebbe essere riflessione utile”.
Iro Belluzzi, segretario di Stato: “Accetto la provocazione dell’emendamento. Il legiferare dovrebbe ricercare norme coerenti, proponendo testi unici, è pur vero che la legge bilancio nel tempo si è trasformata, per tutte le forze politiche valgono i tentativi di inserire norme scollegate e che si inseriscono tra norme esistenti Non sarebbe male pensare un regolamento con cui approcciare la legge di bilancio”.
Rossano Fabbri, Ps: “Pur condividendo le riflessioni di Tamagnini, credo interessante la proposta di Rete per una riflessione”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Anche per noi sono valide e fondate le osservazioni di Tamagnini, non è sicuramente all’interno del bilancio il luogo idoneo per ragionare su questo intervento quanto una legge qualificata. Apprezziamo l’apertura al dialogo e ragionamento su una volontà condivisa da tutti, ovvero redere più snello possibile i lavori della legge di bilancio. Nostra intenzione è ritirare l’emendamento, chiedendo -senza nulla a verbale- la disponibilità di incontrarci e discutere la stesura di questo principio. Intendiamo ritirato emendamento”.

Art. 3 “Bilancio di previsione dell’Aass”. Presentati due emendamenti, uno da Upr e uno di Rete/entrambi respinti
Marco Podeschi, Upr: “Proponiamo di abbassare le spese di investimenti di un milione per l’Aass e darne rendicontazione degli interventi che fa l’Azienda dei servizi per conto dello Stato”.
Elena Tonnini, Rete: “Il nostro emendamento sostituisce l’articolo 3 comma 4 in cui si va a trattare rispetto l’esigenza di usare il fondo rischi e aumentare questo fondo rischi dell’azienda di Stato. Chiediamo che il congresso di Stato sia impegnato entro dicembre 2016 a definire strumenti utili a scongiurare l’accumulo div crediti inesigibili nonché indicare modalità di recupero di crediti vantati da società e aziende che prevedano pignoramento beni in capo agli amministratori”.
Stefano Canti, Pdcs: “L’azienda dei servizi accantona somme per interventi importanti Paese. L’Emendamento Upr non è accoglibile perché, se si abbassa l’accantonamento, non si riescono a fare interventi strutturali previsti, tra cui quelli per funivia e per posa fibra ottica”.
Franco Santi, C10: “Dichiaro condivisione degli emendamenti proposti”.
Matteo Zeppa, Rete: “Abbiamo fatto questo emendamento perché, grazie a due interpellanze, abbiamo visto la problematica dei crediti inesigibili di grosse aziende che avevano un trattamento preferenziale perché ritenute di utilità pubblica. Qui c’è stato un abuso, un voler frodare lo Stato, aziende che a fronte di milioni di euro non pagare in bollette, aziende che dal 2011 non pagano ma a cui non vengono staccate le utenze, l’atteggiamento per le famiglie in difficoltà è completamente diverso”.
Maria Luisa Berti, Ns: “Condivido la preoccupazione dell’mendamento di Rete, ma la predisposizione degli strumenti richiesti credo sia in capo all’Azienda, non al congresso. Condiviso l’input rivolto all’azienda di avviare recupero crediti per società, ma spetta a chi ha poteri amministrativi e dirigenziali in quella realtà, così come formulato l’emendamento non può essere approvato”.
Alessandro Mancini, Ps: “ Rimasto stupido dai 2 mln di euro stanziati per funizia, se è intervento straordinario o ordinario perché se no è ora di pensare a rinnovo impianto”.
Augusto Michelotti, Su: “Forse si può chiedere l’impegno al congresso per chiedere le dimissioni dei dirigenti di aziende che da anni non riscuotono crediti per cifre spropositate per servizi erogati”.
Vladimiro Selva, Psd: “Non è un tema semplice e non si può risolvere con un emendamento. Ci vuole una regolamentazione e auspico che a breve si arrivi a questo risultato”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Tutti i casi di cui siamo venuti a conoscenza non erano casi che riguardavano pinco-pallini, ma rinomati personaggi della Repubblica di San Marino con ruoli importanti in politica anche in passato. Chi arriva a centinaia di migliaia di debiti con lo Stato non è l’ultimo arrivato. Se un’azienda arriva ad avere in 4-5 anni un milione e passa di debiti i problemi saranno enormi, va bene preservare i posti di lavoro ma ipotizzare che sia lo Stato ad inserire in queste attività degli uffici e che pagherà quindi i debiti diventa difficilmente accettabile. Non è certo con qualche riga in Finanziaria che si risolve il problema, ma dobbiamo rilevare che in passato abbiamo sollevato problemi e piano piano anche lo Stato poi li ha risolti”.
Remo Giancecchi, Pdcs: “Qualche risposta a Mancini. Per la funivia si prevede u adeguamento a standar tecnici di sicurezza internazionale”.
Luigi Mazza, Pdcs: “La riscossione dei crediti viene inviata all’ufficio esattoria dal 2014, è evidente che la problematica non riguarda tanto le modalità, m ail problema è legato alla situazione economica per famiglif e impreseW.
Teodoro Lonfernini, segretario: “Stiamo affrontando la situazione, sarà poi introdotto un nuovo sistema di bollettazione che riguarderà tutte le utenze per evitare disagio e discrezionalità nella concessione di più tempo per i pagamenti”.
Mimma Zavoli, C10: “Sentiremo spesso ‘la filosofia ci piace ma non lo possiamo accogliere’, sarà il tormentone della Finanziaria. In questo Paese qualcuno si può permettere di rimanere in condizione di elevata morosità e non subire nulla, mentre un semplice cittadino che dimentica una bolletta è richiamato all’ordine e paga mora. Inutili le giustificazioni che lasciano il tempo che trovano. I morosi tutti dovrebbero saldare immediatamente i debiti con lo Stato, diversamente non avete la possibilità di essere autorevoli con i cittadini. Il primo passo sarebbe accogliere l’emendamento”.
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato: “Su emendamento Upr, non capisco la ratio per ridurre la disponibilità del’azienda per fare investimenti, sono accantonamenti che l’azienda ha fatto da tempo e le rendicontazioni ci sono. Per Rete, i crediti dell’azienda che non sono stati pagati sono riscossi con le procedure dell’esattoria di Stato, ci sono provvedimenti amministrativi che l’esattoria può mettere in campo, incluso la rateizzazione fino a 5 anni e credo che l’esattoria stia andando in questa situazione. Oggi la crisi mette in difficoltà diverse aziende e purtroppo anche le famiglie, non credo ci sia comportamento diversificato. L’aziende chiede a entrambi di pagare i debiti”.
Elena Tonnini, Rete: “Ho apprezzato il dibattito che si è sviluppato in Aula in modo trasversale. Concordo con Berti e Selva, che sostengono che le modalità di riscossione dovrebbero essere in capo ad Aass e dovrebbero essere certe e regolate. Lasciamo l’emendamento al voto. E’ vero che i piani di rientro ci sono, ma non sono assolutamente rispettati. Peccato poi che le aziende in questione abbiano debiti importanti sia per lo Stato sia per i propri dipendenti”.

Art.4. Bilancio di previsione del Cons. Due emendamenti, uno di Upr e uno di Rete/entrambi respinti.
Marco Podeschi, Upr: “Questo articolo è scritto in modo fantasioso, si dice che si farà decreto delegato per cambiare una legge, ci sono escamotage legislativi per definire la manutenzione ordinaria al Multieventi”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Nella sostanza il nostro emendamento è simile a quello di Upr. Al Cons si deve chiedere il rispetto della norma che annualmente viene derogata. O si abroga la legge o non si può derogare ad ogni finanziaria, se penaste che le spese della manutenzione non siano di competenza al Cons ma dello Stato, abrogatela”.
Paolo Crescentini, Ps: “Sono emendamenti interessanti e giusti. Questo articolo è dimostrazione di come il Consiglio legiferi spesso e male, perché poi si va delegare a decreti, a cambiare etc.Ps li voterà”.
Gian Nicola Berti, Ns: “Vorrei riflettere sugli effetti degli emendamenti se approvati. In caso il Cons si troverebbe a gestire una struttura con costi rilevanti senza copertura adeguata. Si dovrebbe tagliare quella parte di contributi che vanno alle federazioni e all’attività sportiva. Sono due emendamenti molto cattivi. Invito il congresso a non presentare più reiterazione eccezione, ma se abbiamo a cuore lo sport e i nostri ragazzi gli emendamenti devono essere rifiutati”.
Teodoro Lonfernini, segretario di Stato per lo Sport: “Un paio di anni fa si è dovuti intervenire in modo pesante per recuperare una struttura, il Multieventi, che aveva generato una conduzione dell’infrastruttura che avrebbe portato a conseguenze gravi. Siamo intervenuti in modo deciso per il recupero di quell’infrastruttura che è bene funzionale alla collettività. Fermo restando che la 188 è una legge e va rispettata, abbiamo fatto una considerazione e con coraggio abbiamo voluto non solo salvare l’infrastruttura e mantenerla sotto una gestione prevalentemente dela segreteria e dell’ufficio del turismo. E oggi con coraggio all’interno del Bilancio mettiamo qualcosa che forse non ha niente a che fare con il bilancio ma è opportuna perché ci consente di continuare ad operare. Poi se si vuole modificare la legge 188 dobbiamo avere il coraggio di farlo. Possiamo prendere l’impegno. Le motivazioni della scelta: non caricare Cons di impegni eccessivi, secondo mantenere gestione del multieventi per funzionalità che va al di là dell’evento sportivo”.
Paride Andreoli, Ps: “Non riesco a capire se è il Cons che non vuole prendere sotto le sue ali il Multieventi, o è il segretario che ci tiene tanto ad averlo sotto la segreteria di sua competenza, o è il Multieventi che non vuole andare sotto il Comitato olimpico. Poi ho ascoltato che al di là del valore del Multieventi, in questi anni, da parte segreteria c’è forte attenzione su alcune situazioni da mettere a punto. E chiedo se queste situazioni sono sotto controllo”.
Marco Podeschi, Upr: “Upr non vuole togliere contributi al Cons. Andreoli ha detto qual è la realtà delle cose, la gestione sarà della segreteria di Stato allora aboliamo l’autonomia della Pa e diamo tutto alle segreterie di Stato”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Si è finto di non voler capire la proposta, lungi da noi voler mettere in difficoltà il Cons. Si aumentino gli stanziamenti per il Cons in modo che gestisca il Multiventi, oppure se vuole gestirla la segreteria si modifichi la legge. Ultima osservazione: un milione per il Multieventi, 4 per il Cons, 5 mln in totale molto più di quanto si da alla Gendarmeria”.

Art. 5, Bilancio di previsione Iss
Emendamento di Rete/ f 19 c 33 a 2. respinto
Roberto Ciavatta, Rete: “E’ vietato investire i fondi pensione dei lavoratori sammarinesi in investimenti che non presentino un rendimento minimo garantito’ E’ questione di attualità, sono emersi dati secondo cui una tranche di 10 mln dei fondo sono stati investiti in un fondo lussemburghese, si è poi risposto da parte dell’Iss che il fondo è sicuro. Si tratta di stabilire un principio di buon funzionamento dei fondi pensione. E’ un principio di buon senso e mi auguro ci sia condivisione”.
Gian Nicola Berti, Ns: “Mi piace da matti questo emendamento. Il principio sta a cuore a tutti, ma la mia esperienza dei mercati finanziari mi fa capire che un investimento a rischio zero non esiste. Ho sensazione che sia più che altro un desiderio auspicabile, ma un rendimento minimo garantito non ha una logica vera propria”.
Augusto Michelotti, Su: “C’è sempre un livello minimo di rischio, ma che questo livello sia minimo credo sia assolutamente auspicabile. Il livello di rischio va conosciuto, serve trasparenza.”.
Guerrino Zanotti, Psd: “Corretto usare la giusta informazione, trattandosi dei soldi dei lavoratori. Mi chiedo se sia garantista di più avere tutti i 400 mln investiti nel sistema interno. Non credo che chiunque possa darci consigli su come differenziare investimenti, ci consiglia di metterli tutti nello stesso sistema. Cmq la scelta è stata di un organismo collegiale”.
Rossano Fabbri, Ps: “Rispetto la necessità di trasparenza dei fondi pensione, ci vuole veramente poco a rendere pubblici dati su come e dove sono investiti soldi che appartengono ai lavoratori”.
Andrea Zafferani, C10: “Perplesso sul modo di scegliere i consulenti, senza bandi. Il problema poi è nella trasparenza. Non capisco perché siamo riusciti dopo tanta fatica a rendere pubbliche le delibere del comitato esecutivo del’Iss, è possibile che non avvenga per il Consiglio di previdenza? Non va bene perché si prla di soldi dei lavoratori.Vorrei dal segretario un impegno a verbale in questo senso”.
Paolo Crescentini, Ps: “La Commissione di controllo della finanza pubblica dice che negli enti l’assenza di controlli sia rischioso. Visto che qui si parla dei soldi dei lavoratori, riteniamo sia doveroso ogni tipo di controllo. Invito governo a porre massima attenzioni a indicazioni della commissione”.
Elena Tonnini, Rete: “D’accordo con Zafferani, sulla necessità, qualora ci sia una decisione su investimenti alternativi, che siano prese anche con un confronto più allargato. Oggi abbiamo depositato interpellanza per chiedere riferimenti rispetto all’incarioc previsto per questo broker-consulente del consiglio di previdenza. Obiettivo del nostro emendamento non è lasciare i soldi nella pancia delle banche, ma che abbiano renditi minimi garantiti. Ci auguriamo sia votato”.
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato: “Condivido quanto detto da Berti, non esistono investimenti con rendimento minimo garantito, mentre è possibile minimizzare il rischio, diversificando gli investimenti. Non ho difficoltà a far mettere a verbale che le deliberazione del Cdp siano rese pubbliche”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Mi chiedo come si faccia a dire che non esistono investimenti con un reddito minimo garantito, allora i Bot?”.

15 dicembre 2015
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