Il metano si fa strada, e l’eco-mobilità ringrazia: a Bologna la filiera virtuosa del gas naturale

A Bologna il 13 e 14 novembre 2018, rappresentanti delle istituzioni, esperti ed imprese a confronto sulle novità del biometano

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BOLOGNA – Il gas naturale, un’eccellenza italiana in grado di rappresentare una risposta immediata e già disponibile per una mobilità all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione. È su questi temi che si concentra l’11esima edizione di Metanauto, l’evento che Federmetano (nel suo 70esimo anno di attività) propone agli operatori del settore e a chi vuole conoscere meglio le potenzialità offerte dal metano per i trasporti.

Nello scenario offerto dal centro congressi di Fico a Bologna il 13 e 14 novembre 2018, rappresentanti delle istituzioni, esperti ed imprese si confrontano sulle novità proposte dalla “filiera virtuosa” del biometano: metano liquido (Lng) e biometano liquido, le nuove declinazioni del gas naturale per autotrazione che indicheranno i canali di sviluppo e utilizzo di questo vettore energetico.

Un comparto vivace, visto che nel primo quadrimestre del 2018 ha registrato un +25% nelle immatricolazioni dei veicoli a metano, oltre l’80% dei quali a metano liquido. Patrocinano l’evento la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, il ministero dello Sviluppo economico, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna.

Nella prima giornata, Metanauto propone una tavola rotonda sul tema “Lng, la rivoluzione nel settore dei trasporti”. È la presidente di Federmetano, Licia Balboni, a dare il via ai lavori “con grande orgolio, entusiasmo e un pizzico di emozione”. Metanauto “non è solo una fiera, non è solo un convegno. È un momento di incontro e di sintesi, uno scambio di idee- sottolinea Balboni- e vuole essere un momento culturale per promuovere un vettore energetico eccezionale qual è il gas naturale, nelle sue articolazioni metano liquido e biometano”.

Il metano è “un’eccellenza italiana” in grado di garantire un “futuro autarchico” al Paese, continua la presidente: “Il metano è il vettore energetico non solo della transizione ma anche del futuro, perch ci permetterà di muoverci a Co2 nulla”. Metanauto, dunque, si propone come un “incubatore di idee verso un mondo migliore”, grazie al quale il settore ha l’obiettivo di “ripartire con nuovo slancio”, conclude Balboni.

Per il Comune di Bologna è il dirigente del settore Mobilità sostenibile, Cleto Carlini, a portare i saluti del sindaco Virginio Merola (impegnato all’estero). A Bologna “abbiamo seguito l’impulso politico che è stato dato in questi anni e come amministrazione abbiamo lavorato moltissimo- dice Carlini- per favorire la diffusione dell’utilizzo del metano come propulsore delle auto e dei mezzi sia commerciali che del trasporto pubblico”. 

Ed ecco così che nel capoluogo oggi “possiamo vantare numeri importanti”, segnala il dirigente di Palazzo D’Accursio: il 6,6% del parco veicolare è alimentato a metano, un numero triplo rispetto alla media nazionale, mentre tra i soli i veicoli commerciali si sale all’8,8% “e anche qui con valori che si attestano su livelli veramente importanti e di eccellenza nazionale”, rimarca Carlini.

“Risultati ottenuti introducendo regole e meccanismi di restrizione di determinate categorie di veicoli e agevolazioni per quelli che riteniamo e continueremo a ritenere più ecologici di altri”, spiega Carlini, aggiungendo che in questo senso i mezzi alimentati a metano “sono considerati sicuramente rispondenti a queste caratteristiche”.

A Bologna, ad esempio, i veicoli a metano pagano la sosta in misura ridotta del 50% mentre per i mezzi commerciali c’è la possibilità di entrare nelle zone più centrali della città con fasce orarie più ampie. Uno sforzo che per l’amministrazione è tuttora in corso. Carlini vede nuove sfide e frontiere da affrontare nel primo Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) su scala metropolitana.

 

LE ISTITUZIONI A CONFRONTO SU DEPOSITI COSTIERI, GNL SMALL SCALE, POLITICHE SUGLI INCENTIVI PER LA MOBILITA’ SOSTENIBILE DELLE MERCI

Siamo interessati ad incentivare l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale”, afferma Massimo Costa del ministero delle Infrastrutture e i Trasporti: questo è avvenuto negli ultimi quattro anni consecutivi, aumentando gli importi dai 6,5 milioni del 2015 ai 9,6 milioni dei 2018. Nel 2017 sono arrivate domande pari al 130% delle risorse disponibili (10,5 milioni) mentre per il 2018 c’è tempo fino al 15 aprile per fare richiesta.

“Mi dicono che sono ancora poche le domande pervenute”, riferisce Costa. Non aiutano le tempistiche di pagamento “un pò dilatate”, continua il dirigente, “ma bisogna considerare che si tratta di un lavoro molto complesso e non strutturale, che quindi non può contare su uffici dedicati del ministero”.

Per il prossimo anno, intanto, si prevedono stanziamenti dello stesso tenore: “Mi aspetterei una stabilità nei valori”, dichiara Costa.

Liliana Panei del ministero dello Sviluppo economico, invece, si sofferma sulla “possibilità di vedere anche nel Mediterraneo e in Italia l’arrivo di Gnl in quantità sempre maggiore grazie, magari, ad una minore pressione che ci può essere in Asia. Si prevede ad esempio che la previsione di fabbisogno in Giappone dovrebbe diminuire. Inoltre, si rileva un sempre maggiore interesse da parte di Usa e Canada per l’esportazione verso il nostro continente“, aggiunge Panei.

LA DISTRIBUZIONE DEL METANO LIQUIDO LNG IN ITALIA

“Sul settore dell’autotrazione confidiamo molto vedendo l’evoluzione molto rapida che si registra nell’acquisto di mezzi Gnl“, afferma Valentina Infante di Edison.

Si parla sempre di navi, forniture e depositi però quello che serve- sottolinea Infante- è avere un portafoglio di Gnl sicuro e sempre disponibile, perchè effettuare acquisti spot sul mercato non è facile. Infatti, non si trovano carichi spot di Gnl di piccola taglia per poterli portare ad un deposito costiero. È un mercato tutto da sviluppare e le pospettive sono ottime”, assicura Infante.

Lo sviluppo a cui stiamo assistendo può avere ricadute molto positive“, conferma Davide Macor di Edison Energia, sottolineando che con il nuovo deposito Pir-Edison di Ravenna “e poi con i vari depositi che potranno essere realizzati anche nel sud Italia, la copertura del territorio nazionale sarà pressochè completa. In questo modo diminuiremo la dipendenza dai depositi stranieri e riusicremo ad avere una maggiore diffusione e anche un maggior equilibrio tra i prezzi a livello nazionale”.

CASE HISTORY: IL PROGETTO DI DEPOSITO COSTIERO LNG A RAVENNA

Quello in via di realizzazione a Ravenna “dovrebbe essere il primo deposito Lng nell’Italia continentale, che servirà sia il mercato dell’autotrazione che auspicabilmente quello del bunkeraggiò”, afferma Guido Ottolenghi di Petrolifera italo rumena (Pir).

“Il progetto sarà realizzato su un’area di un pò più di due ettari e beneficerà di infrastrutture già esistentì”, spiega Ottolenghi. Il deposito garantirà “20.000 metri cubi netti di stoccaggio in due serbatoi, con impianti di mantenimento della temperatura e di liquefazione e sei banchine di caricò, una capace di accogliere anche navi di dimensioni abbastanza grandi. L’investimento per il solo deposito si aggira sui 100 milioni di euro, a cui aggiungere i costi necessari per sviluppare la catena logistica a valle e a monte”.

Il processo autorizzativo è stato complesso ma anche soddisfacente, sia per noi che per Edison- sottolinea Ottolenghi- perchè abbiamo trovato nelle amministrazioni e nella procedura Dafi un contesto molto costruttivo, in cui c’è stata la possibilità di confrontarsi e di migliorare il progetto in un arco di tempo non eternò”.

LA PREVENZIONE INCENDI NELLA PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE LNG PER USO AUTOTRAZIONE

L’incremento dell’utilizzo del metano comporterà “purtroppo anche un aumento delle autocisterne che viaggiano sulle nostre strade e dobbiamo evitare che si ripeta quanto si è verificato il 6 agosto a Bologna con l’esplosione di una cisterna di Gpl”, avverte Michele De Vincentis, comandante provinciale Vigili del Fuoco di Bologna.

“Ma un’elevata attenzione alla sicurezza va assicurata anche in riferimento agli impianti di distribuzione”, sottolinea De Vincentis. Su questo fronte, dal Corpo nazionale è arrivato a ottobre “un aggiornamento sui distributori di idrogeno gassoso e a breve sarà emanato anche un decreto che riguarderà i self-service a metano”, segnala il comandante.

Inoltre, a breve saranno diffuse anche delle modifiche alla regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di distribuzione su strada di gas naturale per i trasporti, spiega De Vincentis: questo comporterà una “semplificazione del rifornimento, che aiuterà così a superare uno degli ostacoli alla diffusione dei carburanti alternativi“.

EVOLUZIONE DELLE STAZIONI DI RIFORNIMENTO DI METANO LIQUIDO

Grazie all’innovazione progettuale e tecnologica, oggi si possono realizzare stazioni di riforimento di metano liquido capaci di garantire “una velocità di erogazione anche superiore a quella del gasolio“, mette in evidenza Alessandro Pasini, direttore commerciale dell’azienda specializzata Bernardini.

Allo stesso tempo, si può ottenere oggi “la possibilità di erogare in maniera continuativa anche in situazioni in cui ci sono molti camion che devono rifornirsi uno di seguito all’altro”.

CASE HISTORY: IL PROGETTO “BLU”. IL METANO LIQUIDO, GASSOSO E IL BIOMETANO

Con il progetto Blu “abbiamo l’obiettivo di promuovere nuove forme di mobilità sostenibile attraverso combustibili differenti,il tutto cercando di essere il più possibile rispettosi dell’ambiente”, afferma Teseo Bastia, amministratore delegato di Rete.

“Cerchiamo di creare davvero una filiera virtuosa”, aggiunge il manager, convinto che “in questo panorama il metano liquido sia davvero una soluzione concreta, ecologica e soprattutto esistente, tra l’altro capace di fornire ottime prestazioni”.

IL TRASPORTO PUBBLICO E LA MOBILITÀ SOSTENIBILE IN EMILIA-ROMAGNA

L’Emilia-Romagna investe continuamente risorse per cercare soluzioni di mobilità sostenibile, in un’epoca in cui gli spostamenti casa-lavoro sono in aumento e questo territorio, con Bologna in particolare, rappresenta anche geograficamente un nodo indispensabile per gli spostamenti nord-sud”, sottolinea Andrea Normanno, dirigente del servizio Trasporto pubblico e Mobilità sostenibile della Regione.

In questo contesto, continua Normanno, da parte delle aziende di trasporto pubblico si registrano “investimenti crescenti” sulla soluzione del metano e, a livello complessivo, “abbiamo l’obiettivo di sostituire il 20% del parco mezzi circolante con 700 bus che verranno acquistati nell’arco di questi anni”.

CASE HISTORY: IL RUOLO STRATEGICO DELL’LNG PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Il nostro mondo è molto concentrato sull’elettrico e sull’ibrido ma è più indietro sul metano liquido. Però mi sento confortato dalle cose che abbiamo sentito oggi perchè mi sembra che il settore sia molto in espansione”, rileva Marco Galletti di Tper.

Un’azienda che alla fine dell’anno in corso “avrà 313 veicoli a metano di 12 o 18 metri con capacità di serbatoio fino a 1.700 litri”, segnala Galletti, aggiungendo che sui bacini di Bologna e Ferrara il 30% dei chilometri “viene già attualmente percorso con metano compresso“. Però, ci sono ancora in servizio 25 bus Euro 0: “Ma a fine anno promettiamo che non ci saranno più”, assicura Galletti.

I MEZZI PESANTI PUNTANO SULL’ALIMENTAZIONE A LNG: LA PAROLA AI COSTRUTTORI

Come costruttori di mezzi pesanti “siamo parte del problema e vogliamo far parte della soluzione”, dichiara Franco Fenoglio, presidente e amministratore delegato di Italscania.

“Il biometano è una soluzione ancora migliore dell’Lng ed è quello su cui puntiamo tutti per andare avanti e creare davvero un sistema ecologico“, aggiunge Fenoglio, però “noi non sceglieremo mai una sola modalità. Scania lavora su tutto, è assurdo dire che il futuro ci sarà un solo carburante”: e dunque, “prima di buttar via il diesel perchè va di moda, ragioniamo sul fatto che oggi ancora esiste e bisogna tenerne conto”.

Questo in un contesto in cui “di trasporto si parla poco. Sembra essere un tema che non interessa e ci si pensa solo quando capita qualcosa di grave, come con l’incidente del 6 agosto a Bologna”, sottolinea Fenoglio: eppure, “questo è il settore di tutti i settori, perchè se per cinque giorni il trasporto nel Paese si fermasse sarebbe un dramma”.

Per un’azienda che produce veicoli per il trasporto e industriali “il cambiamento significa transizione energetica“, sottolinea Fabrizio Buffa di Iveco. “E le nostre sono generazioni fortunate perchè vedremo una nuova transizione, importante e d’impatto: quella che nel presente e nell’immediato futuro si chiama gas naturale”, afferma Buffa.

In particolare, “è il biometano che darà una svolta al ciclo economico“, aggiunge il manager: “Pensate ad un veicolo che trasporta rifiuti alimentari ed è alimentato dalla produzione di metano ottenuta da quegli stessi rifiutì. Un esempio di vera economia circolare”,conclude Buffa.

CASE HISTORY: L’IMPEGNO PER IL CONTENIMENTO DELLA CARBON FOOTPRINT ATTRAVERSO UNA LOGISTICA SOSTENIBILE. LA VOCE DELLE MULTINAZIONALI.

Le sfide poste dal cambiamento climatico sono molteplici e non semplici, “ma la cosa importante è non farsi paralizzare dalla complessità e andare avanti passo per passo”, afferma Elisabeth Munck af Rosenschöld del gruppo Ikea.

La multinazionale svedese nel 2012 ha lanciato una strategia che parla di “positività verso le persone e verso il pianeta”, continua Munck af Rosenschöld: in questa prospettiva, Ikea “ha deciso di aderire pienamente all’accordo di Parigi per ottenere entro il 2030 una riduzione dell’impronta di carbonio su tutti i nostri prodotti fino al 70%”.

È possibile, assicura la manager, pur preservando l’obiettivo di aumentare l’attività commerciale: Ikea è già riuscita a ridurre del 12% la produzione di Co2 a fronte di un aumento del 25% delle vendite. Questo grazie “alla riduzione dei trasporti oceanici, alla scelta sempre crescente del trasporto intermodale e all’innovazione tecnologica che rende i mezzi più efficienti”, spiega Munck af Rosenschöld: rispetto a quest’ultimo punto, anche in Italia “usiamo già l’Lng, facciamo circa 350 spedizioni al mese e l’intenzione futura è passare al biometano”.

TRASPORTI. IMPIANTI E STAZIONI BIOGAS, PIANO SNAM DA 100 MLN

Nuove stazioni di distribuzione e quattro impianti di liquefazione, per dare una forte scossa al mercato del gas naturale per i trasporti in Italia. Il progetto è del colosso del metano Snam, che mette sul piatto un investimento di oltre 100 milioni di euro. A presentare il progetto è Andrea Ricci, vicepresidente di Snam4mobility, oggi durante la seconda giornata dell’11esima edizione di Metanauto, la conferenza sul metano per i trasporti, ospitata a Fico-Eataly world a Bologna.

Snam ha al momento in costruzione 50 stazioni di distribuzione di biometano, per dare un primo impulso al mercato, con l’obiettivo di arrivare a 300 nei prossimi anni. In parallelo, Snam ha acquisito la tecnologia e messo in cantiere il progetto, in accordo con la società Bhge, di realizzare in tutta Italia quattro impianti di microliquefazione (due al centro-nord e due al centro-sud), con l’obiettivo di “sviluppare la mobilità sostenibile nei trasporti pesanti su strada”, convertendo quindi i camion diesel al gas, e promuovere l’avvio dei trasporti via mare in Italia”.

Snam prevede così di produrre nel complesso circa 140.000 tonnellate all’anno di gas naturale e biometano. I primi impianti dovrebbero essere pronti tra il 2021 e il 2022, con un investimento che oscilla tra i 50 e gli 80 milioni di euro.

I consumi del gas stanno aumentando– sottolinea Ricci- sia per la produzione di energia elettrica sia per il riscaldamento. Alla faccia delle energie rinnovabili e del cambiamento climatico”.

Snam stima un consumo di gas al 2030 tra i 69 e i 78 miliardi di metri cubi, soprattutto per uso civile e termoelettrico. Ma l’aumento maggiore è previsto nel campo dei trasporti, oltre 10 miliardi di metri cubi. Con numeri di questo genere, sottolinea Ricci, “almeno un terzo degli autotrasporti” potrebbe passare al biometano.

“Sono numeri importanti”, afferma il numero due di Snam4mobility. Che poi prova anche a sfatare il mito dell’elettrico. “Non è vero che non produce polveri sottili– afferma Ricci- non dal tubo di scarico, certo. Ma la maggior parte del particolato nelle auto moderne viene dai freni e dallo sfregamento dei pneumatici sull’asfalto”. E le auto elettriche non fanno eccezione.

Oltretutto, con una maggiore richiesta di energia elettrica per i veicoli è probabile che la maggior quantità di elettricità necessaria venga prodotta “usando il gas”. In ogni caso, afferma Ricci, “il mercato è molto ampio e non ha senso mettere in competizione il metano e l’elettrico”.

Sullo sfondo si affaccia poi anche la tecnologia per produrre gas dagli scarti e per utilizzare l’idrogeno, che già oggi “può essere portato grazie alla rete gas. Faremo test per il suo utilizzo”, afferma Ricci.

TRASPORTI. ALLARME AGROENERGIA: MERCATO DEL METANO È IN STALLO. L’AD MATTIROLO: COLPA BOLLA ELETTRICO; E ISTITUZIONI NON AIUTANO

Il mercato delle auto a metano è in stallo, non cresce e anzi rischia di fare passi indietro. Questo perchè da un lato “non c’è aiuto da parte delle istituzioni pubbliche” e dall’altro risente degli effetti della “bolla dell’elettrico”. A sollevare il tema è Pietro Mattirolo, ad Agroenergia, questa mattina dal palco dell’11esima edizione di Metanauto, la conferenza sul metano per i trasporti, ospitata ieri e oggi a Fico-Eataly world a Bologna.

“Il mercato dei veicoli a metano è in stallo- mette in guardia Mattirolo- non cresce perchè non c’è aiuto da parte delle istituzioni pubbliche”. Secondo il numero uno di Agroenergia basterebbe poco.

“Incentivi a costo zero- spiega- come la sosta gratuita e l’accesso alle ztl nei centri storici”. Privilegi che ad oggi, invece, vengono riservati dai Comuni alle auto elettriche e alle ibride, che invece “rispetto al metano sono peggiori dal punto di vista della sostenibilità ambientale”.

In poche parole, sostiene Mattirolo, “bisognerebbe fare crescere la domanda, ma non c’è la percezione dei vantaggi che dà il metano. Ci si riempie la bocca di elettrico, ma è una bolla. Ci vorranno anni prima di avere un sistema davvero efficiente”.

Nel frattempo, stenta ancora a decollare la produzione di biometano dopo l’introduzione del nuovo decreto. Ad oggi, spiega Mattirolo, “ha molto successo la produzione di biometano da frazione organica dei rifiuti solidi urbani”. Al contrario, “c’è un mancato sviluppo del biometano agricolo, che rappresenta due terzi del mercato potenziale. E senza quello è difficile fare grandi numeri. Siamo un pò indietro”, afferma l’ad di Agroenergia.

SVOLTA METANO “INSIEME”, PUBBLICO CHIAMA PRIVATO: NUOVI COMBUSTIBILI E AGENDA 2030, IL CASO EMILIA-ROMAGNA A FICO

La programmazione è tutto e le istituzioni provano di fare la loro parte, anche e soprattutto in Emilia-Romagna. Poi, certo, bisogna ancora fare i conti con una certa ritrosia ai cambiamenti, culturale e generalizzata: se il settore privato accompagnerà l’attuale transizione, oltre i combustibili fossili, è evidente che tutto il processo sarà più semplice e veloce.

È il refrain che risuona a Fico Eataly World a Bologna, dove una tavola rotonda densa di operatori e istituzioni chiude stasera la due giorni 2018 di Metanauto, quest’anno alla sua 11esima edizione, a cura dell’associazione Federmetano (al suo 70esimo anno di attività) presieduta da Licia Balboni.

Anche stasera i protagonisti sono dunque il metano liquido (Lng) e il biometano liquido, le nuove declinazioni del gas naturale per autotrazione destinati a incidere sempre più in prospettiva. Si tratta di un’eccellenza italiana per un comparto vivace, in effetti, visto che nel primo quadrimestre del 2018 si è registrato un +25% nelle immatricolazioni dei veicoli a metano, oltre l’80% dei quali a metano liquido.

“Guardiamo con estrema attenzione all’evoluzione del settore”, chiarisce subito in sala a Fico Giovanni Turriziani di Assopetroli, mentre Marina Barbanti dell’Unione petrolifera premette: “Il biometano è una delle nuove soluzioni, non l’unica. Il nostro approccio è neutrale, diciamo, ma ad esempio siamo sorpresi che l’Emilia-Romagna vanti un’altissima quota di immatricolazioni alternative, tra gpl, metano o ibridi: è del 19%, contro il 9% dell’Italia e il 6,5% dell’Europa”.

Tra gli attori principali nella filiera, intanto, Stefano Sordelli di Volkswagen Italia puntualizza: “Il futuro non è esclusivamente di una tecnologia, a lungo termine sarà soprattutto elettrico ma ci si arriverà gradualmente. La componente a metano è fondamentale nella nostra strategia, poi, certo, l’offerta di mobilità dipende dalla distanza che deve essere percorsa”.

In ogni caso, il metano sostenuto dalle attuali tecnologie consente già di gestire in un qualche modo anche distanze medio-grandi: l’importante è che “la rete distributiva vada di pari passo, aiuterebbe molto una regia centrale in termini di delibere e leggi che, invece, attualmente cambiano da Comune a Comune”, segnala Sordelli.

Nel frattempo, l’Emilia-Romagna si conferma da podio ma non vuole dormire sugli allori: “Siamo- conferma Gazzolo dal palco- una delle regioni più metanizzate, non solo per usi civili e industriali ma anche per indotto nel manifatturiero. È una terra che si è dotata di strutture innovative, tramite la sua rete ad alta tecnologia, e che sta continuando a investire sulla conoscenza all’insegna dell’incrocio tra comunità scientifica e imprese”.

Tenendo conto degli obiettivi dell’agenda 2030 che approderanno anche alla prossima Cop24 a dicembre, Gazzolo ricorda che “sul biometano lavoriamo già dal 2010, con un primo progetto sfornato nel 2013: e qui in Emilia-Romagna sono già stati inaugurati due impianti a tema, quello Hera a Sant’Agata Bolognese e quello Aimag a Massa Finalese, fondati sul riciclo dell’organico. Se facessimo l’upgrading di tutto il biogas che abbiamo in Emilia-Romagna- calcola l’assessore regionale- ne deriverebbero 340 milioni di metri cubi di biometano, che potrebbero alimentare tutti i trasporti a metano pubblici e privati di questa regione”.

Turriziani conferma che il privato c’è: “Questi prodotti, come il biometano, da parte nostra andrebbero difesi a spada tratta in Ue. Non ci manca niente, del resto: abbiamo grandi tecnologie, distributori, un quadro normativo nazionale accettabile, in questo momento”, è il riferimento al decreto ministeriale sul biometano di quest’anno e ai suoi incentivi sulla stessa autotrazione.

Barbanti, intanto, invita però a non buttare via tutto quello che sembra superato: “Abbiamo una filiera- dice- che si è strutturata in questi anni sul metano, ora il passo al biometano entra nel vivo. Abbiamo 11 raffinerie più due bioraffinerie, oltre a un gran numero di depositi, oltre 100 sopra i 3.000 metri cubi, e una rete di distribuzione di 21-22.000 impianti. Evolviamoci, ma non è che da domani possiamo cancellare tutto”.

Terminata la tavola rotonda, chiude il cerchio l’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna Irene Priolo: “Abbiamo seri obiettivi al 2030 e al 2050, continuiamo sulla strada della pianificazione. Gli operatori, a loro volta, non devono solo aspettare- sprona l’assessore comunale- che ci siano incentivi nella pianificazione nazionale, devono essere essi stessi l’incentivo. Temo, però, che ci siano problemi di scorta di magazzino di auto Diesel che non sanno come smaltire. È un tema-ricorda pragmatica Priolo- che ci ricorda che siamo in un ecosistema molto più grande della sola dimensione ambientale”.

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15 Novembre 2018
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