Pernigotti conferma chiusura di Novi ligure: lavoratori in presidio al Mise

I rappresentanti della azienda hanno ribadito la volontà della proprietà turca di voler affidare la produzione a soggetti esterni in Italia

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ROMA – L’azienda conferma la volontà di chiudere lo stabilimento di Novi Ligure e il governo chiede un confronto diretto con la proprietà turca della Pernigotti. È quanto emerso al tavolo in corso al Mise, secondo quanto riferiscono fonti sindacali. I rappresentanti della azienda hanno ribadito la volontà dei turchi di voler affidare la produzione a soggetti esterni sul territorio nazionale. Sempre secondo quanto riferiscono i sindacati il ministro Di Maio avrebbe chiesto un confronto diretto con la proprietà e non con i consulenti presenti oggi a Roma e avrebbe riferito che lo stesso premier Giuseppe Conte vuole incontrare la proprietà.

Una delegazione di circa 50 lavoratori e’ arrivata a Roma e distribuisce cioccolatini ai passanti

“Lavoro, lavoro, lavoro”, gridano i lavoratori della Pernigotti in presidio al Ministero dello Sviluppo Economico dove e’ in corso l’incontro tra sindacati, azienda, enti locali e il ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico Luigi Di Maio. “Noi siamo Pernigotti- e’ scritto sugli striscioni- Pernigotti e’ di Novi”. I sindacati del settore agroalimentare chiedono garanzie per l’occupazione dei 100 dipendenti stabili e dei 150 stagionali utilizzati nello stabilimento, oltre ad una normativa che tuteli il made in Italy.

DI MAIO: ENTRO ANNO LEGGE PER LEGARE MARCHI A TERRITORI

“Entro la fine dell’anno faremo la proposta di legge che lega per sempre i marchi ai loro territori, non è accettabile tenere il marchio e chiudere la produzione”. Lo dice il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, incontrando i lavoratori della Pernigotti in presidio al Mise.

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15 Novembre 2018
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