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Il missionario: “In Zimbabwe è lotta per il dopo-Mugabe”

ROMA – “La gente aspetta di capire; e’ in corso una lotta di potere e prevederne gli esiti e’ ancora difficile”: padre Nigel Johnson, gesuita inglese nello Zimbabwe da oltre 30 anni, parla con la DIRE mentre i carriarmati presidiano le strade di Harare e si rincorrono le voci di golpe.

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Secondo il missionario, uno dei dati di fatto e’ che i media pubblici sono sotto il controllo dell’esercito. “Il messaggio che passa ormai da ore da radio e tv e’ che Robert Mugabe resta il presidente e che sta bene” riferisce padre Nigel.

zimbabwe“L’esercito poi spiega di essere intervenuto per arrestare i politici responsabili di attivita’ illecite e di purghe nel partito di governo”. Il riferimento e’ allo Zanu-Pf, la forza salita al potere con Mugabe nel 1980, dopo la fine del regime razzista dell’ex Rhodesia del sud.

Oggi il presidente ha 93 anni e gia’ da tempo la successione e’ il nodo chiave della politica dello Zimbabwe. Lo scontro e’ emerso in settimana: prima la denuncia del capo delle Forze armate Constantine Chiwenga di “purghe” nel partito; poi, da ieri, l’avanzata dei carriarmati e la presa delle tv.

Secondo padre Nigel, e’ in corso uno scontro tra fazioni: “Sembrerebbe che da una parte ci sia il gruppo della ‘first lady’ Grace Mugabe e da un’altra l’ex vice-presidente Emmerson Mnangagwa, destituito nei giorni scorsi ma deciso a non lasciare la presa”. Se i partiti di opposizione hanno denunciato un golpe, lo Zanu-Pf ha sostenuto via Twitter che e’ in corso solo “una transizione pacifica”. Secondo il gesuita, non e’ detto che la realta’ stia nel mezzo. “L’elemento chiave e’ il caos” sottolinea padre Nigel: “Almeno per ora e’ difficile immaginare interventi esterni, nemmeno del Sudafrica, il Paese piu’ vicino e influente”.

15 novembre 2017

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