Il caso delle baby squillo nella terza serie italiana di Netflix

ROMA – Annunciata la realizzazione della terza serie italiana di Netflix. Dopo il lancio sulla piattaforma lo scorso mese di Suburra a cui è seguito l’annuncio della docuserie Juventus FC , arriva Baby.

Leggi anche Su Netflix novembre nel segno di “The Punisher” e “Mudbound”

La serie prende spunto dallo scandalo che coinvolse nel 2014 diverse adolescenti della capitale. Le riprese degli 8 episodi prodotti da Fabula Pictures inizieranno nel 2018.

Baby, la serie

“Baby è una storia di formazione che esplora le vite segrete degli adolescenti di Roma. Liberamente ispirata ad una storia vera – scrive la piattaforma in un comunicato ufficiale – lo scandalo delle baby squillo scoppiato a Roma nell’estate 2014, la serie racconta le vicende di un gruppo di ragazzi dei Parioli in cerca della propria identità e indipendenza tra amori proibiti, pressioni familiari e segreti condivisi”.

Per scrivere Baby Netflix ha scelto i GRAMS, un nuovo collettivo di scrittori composto da cinque giovani autori: Antonio Le Fosse, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti, Giacomo Mazzariol e Re Salvador. Gli scrittori Isabella Aguilar e Giacomo Durzi si sono uniti al gruppo, contribuendo con la loro visione al racconto della vicenda.

“Siamo orgogliosi di continuare ad investire in contenuti originali in Italia – ha detto Erik Barmack, Vice President International Originals a Netflix – e Baby è rappresentativa dei nuovi e avvincenti programmi dei produttori di talento che amiamo. Non potremmo essere più emozionati di iniziare a lavorare a questa serie”. Grande l’entusiasmo anche in casa Fabula Pictures: “Siamo davvero entusiasti di lavorare con Netflix per far conoscere nuove voci e storie italiane al pubblico di tutto il mondo – ha detto Nicola De Angelis, executive producer -. La grande libertà creativa che Netflix ci offre è il terreno perfetto per sperimentare nuove modalità di storytelling nella televisione del nostro paese”.

15 novembre 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»