Lazio

Roma, al via lo sciopero: chiuse metro e ferrovie

atacROMA – È scattato alle 8.30 a Roma lo sciopero del trasporto pubblico sulla rete Atac. Ecco la situazione: metro A chiusa; metro B chiusa; metro C chiusa; Roma-Lido chiusa; Termini-Centocelle chiusa; Roma-Civitacastellana-Viterbo attiva con possibili riduzioni di corse; bus e tram con possibili cancellazioni di corse o sospensioni di linee. Da questa mattina, inoltre, forti disagi, sempre per un’agitazione, su alcuni collegamenti periferici gestiti dalla società Roma Tpl. Non sono in servizio le linee: 028, 146, 546, 763, 775, 889, 907, 912, 985, 992, 993, 999 e C19.

USB: ADESIONE DEL 70% A SCIOPERO ATAC

Hanno risposto in massa i lavoratori di Atac allo sciopero proclamato oggi da Usb, Orsa Tpl, Faisa Confail, Sul Ct, Utl: con un’adesione del 70%, che ha portato anche alla chiusura delle metro A, B e C, della Roma-Lido e della Termini-Centocelle, hanno ribadito la loro imprescindibile richiesta di democrazia. “Nel luglio 2015 Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un accordo epocale in Atac, che ha peggiorato le condizioni di lavoro e causato la perdita di una congrua parte di salario dei lavoratori. Il tentativo di trovare un’intesa da parte dell’assessore ai Trasporti, Linda Meleo, è stato vanificato dal diniego dall’A.U. di Atac, Manuel Fantasia. L’accordo Era1-Era2 è stato firmato senza procedere ad un Referendum, contrariamente a quanto previsto dal Testo Unico della Rappresentanza Sindacale, negando così il diritto dei lavoratori ad esprimere il loro parere.

Ma il millantato salvataggio di Atac, servito a giustificare un risparmio sui costi del lavoro, non è arrivato. A distanza di più di un anno il bilancio Atac è in notevole dissesto, mentre i lavoratori vengono continuamente privati delle più elementari salvaguardie. La forte adesione allo sciopero di oggi è un palese grido di dissenso della categoria, che non può e non deve essere restare inascoltato. Roma Capitale, Atac e sindacati confederali hanno il dovere morale, civile e costituzionale di restituire ai lavoratori il diritto democratico del voto sull’accordo Era1-Era2”. Così in un comunicato Michele Frullo dell’Usb Lavoro Privato.

15 novembre 2016
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