Incubo ebola, infermiera scozzese guarita di nuovo in gravi condizioni. Ippolito (Ds Spallanzani) parla degli italiani

ROMA – “Finora non abbiamo un quadro preciso di quello che è successo all’infermiera scozzese: lo sapremo solo nel momento in cui le informazioni complete saranno disponibili. Proprio oggi, intanto, è stato pubblicato sull”England’ il caso di una positività nello sperma, sei mesi dopo che una persona era guarita. È evidente, quindi, che ci possono essere delle persone che albergano il virus anche per periodi molto lunghi. Nel frattempo ci sono intense attività di ricerca per valutare questo caso, che ancora non ha i dettagli necessari per capire esattamente cosa è successo”. Così Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale Malattie Infettive ‘Spallanzani‘ di Roma, raggiunto al telefono dall’agenzia Dire.

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Ma a seguito di questa notizia, ci saranno degli accertamenti sui nostri pazienti di Ebola? “Non c’è bisogno di nessun accertamento- risponde Ippolito- tutte le persone che hanno avuto Ebola e che sono state rimpatriate negli Stati Uniti o in Europa erano tutti operatori sanitari, quindi loro stessi sono in grado di monitorarsi. In linea generale, non c’è poi nessun cambiamento dei protocolli esistenti”. Si sente di escludere che potranno esserci delle ricadute anche per loro? “Prima cosa- sottolinea il direttore scientifico dello ‘Spallanzani’- nessuno ha detto ancora che l’infermiera inglese ha una ricaduta di Ebola, ma ha una recidiva di una malattia dopo Ebola. Questo è quanto scritto sul comunicato ufficiale. Seconda cosa, è che tutte le persone che sono assistite in Europa e negli Stati Uniti vengono seguite con particolare attenzione, soprattutto dopo che il virus è stato identificato. È verosimile, quindi, che questo virus possa rimanere anche per lunghi periodi”.

Secondo Ippolito, insomma, non c’è bisogno di continuare a monitorare i nostri pazienti. “Sono operatori sanitari e si sanno monitorare da soli- ha sottolineato Ippolito- L’evento dell’infermiera inglese a distanza di 10 mesi, insomma, è sicuramente una cosa assolutamente rara e ci vorrà del tempo per capire come è andata. Ma ripeto: le informazioni pubbliche a disposizione ad oggi sono realmente poche”. Quanto ad altri casi simili di ricadute, il direttore scientifico dello ‘Spallanzani’ ha voluto ricordare quello di “Ian Crozier, il medico statunitense (contagiato in Sierra leone, ndr) che aveva avuto a lungo il virus ‘nascosto’ negli occhi, con la conseguenza che alla fine gli è rimasto un occhio di un colore e un occhio di un altro”. Ebola, insomma, può lasciare strascichi? “A volte le conseguenze possono non esserci- risponde alla Dire Ippolito- perché le persone che hanno avuto il virus nello sperma, per esempio, non hanno avuto nessuna conseguenza. A volte, invece, può capitare che ci siano delle conseguenze anche importanti- ha concluso- come è successo agli occhi del medico Crozier“.

di Carlotta Di Santo

Giornalista professionista

15 Ott 2015
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