Aumentano le persone scomparse, sempre più stranieri

ROMA – Sono sempre piu’ straniere le persone scomparse in Italia di cui non si ha piu’ notizia: su 31.372 persone scomparse in Italia ancora da rintracciare dal 1974 al giugno del 2015 (7.993 in piu’ rispetto al dicembre 2014) gli stranieri sono oltre il 70 per cento (22.848 contro 8.524 italiani, mentre nel 2013 erano circa il 50 per cento) e 18.287 minorenni (di cui oltre 16 mila stranieri). E’ quanto emerge dal rapporto del Commissario straordinario del governo per le persone scomparse presentato questa mattina al Viminale.

Il rapporto mostra un incremento costante delle denunce di scomparsa: a giugno 2015 sono state 157 mila contro le 149 mila del 2014, le 134 mila circa del 2013 e le 120 mila del 2012. Un incremento che riguarda anche i ritrovamenti che nel 2015 sono oltre 125 mila, contro i 94 mila del 2012. Nonostante questo, anche le persone ancora da ricercare sono in aumento: dai 26 mila circa del 2012 si e’ arrivati ai numeri di oggi. Ma se sia nel caso dell’incremento delle denunce che dei ritrovamenti, tra cittadini italiani e stranieri non ci sono trend molto distanti, per le persone ancora da ricercare l’aumento dei casi tra gli stranieri e’ piu’ elevato rispetto al dato degli italiani. Gli stranieri ancora da ritrovare sono passati da 16 mila a poco meno di 23 mila tra il 2013 e i primi sei mesi del 2015, mentre il dato per gli italiani passa da 7 mila a 8.500 circa.

A livello territoriale, e‘ il Lazio a far registrare il maggior numero di scomparsi (6.757), la Sicilia (4.821), la Lombardia (3.504), la Campania (3.211) e la Puglia (2.840). Gli uomini scomparsi ancora da ricercare sono ancora la maggior parte: su oltre 31 mila sono piu’ di 22 mila (di cui circa 5 mila italiani e quasi 17 mila stranieri). Le donne sono quasi 9 mila: 3 mila circa le italiane e 5.900 le straniere. Tra le motivazioni, raccolte dal 2007 ad oggi, poche novita’, spiega il rapporto. “La motivazione con maggior numero di scomparsi e’ quella per allontanamento dagli istituti e comunita’, seguita dagli allontanamenti volontari, dalle scomparse dovute a disturbi psicologici, a quelle riguardanti le sottrazioni di minori da parte di uno dei coniugi o da un familiare e infine da quelle legate alla commissione di altri specifici reati”. Tra i maggiorenni, pero’, la casistica predominante e’ quella degli allontanamenti volontari dei cittadini italiani, mentre per gli over65 spesso di tratta di malati di Alzheimer o di adulti con altre tipologie di malattie neurologiche.

Categoria da tempo monitorata con attenzione e’ quella dei malati di Alzheimer. “Sono 486 gli anziani (di cui 403 italiani) scomparsi senza lasciare traccia a causa di problemi neuro degenerativi che danno origine a perdita di memoria o disorientamento spaziale”. Un contesto su cui, spiega il rapporto, “e’ stata raggiunta una importante intesa con il ministero dell’Interno con quello della Salute e del Lavoro e politiche sociali per accrescere l’impegno complessivo delle istituzioni a sostegno delle suddette categorie e per innalzare i livelli della risposta pubblica alle loro istanze e ai loro bisogni”. Secondo il rapporto, infatti, potra’ essere allargata all’intero territorio nazionale la sperimentazione di un sistema di geolocalizzazione avviata a Roma con l’associazione Alzheimer uniti Onlus.Denunce di scomparsa che spesso riguardano anche casi di violenze di genere, con la scomparsa di donne: dal 2007 ad oggi l’ufficio del ministero dell’Interno per le persone scomparse ha censito oltre 64 mila casi di cui 55 mila ritrovate e oltre 27 mila minorenni. Il 40 per cento, inoltre, e’ rappresentato da donne straniere o comunitarie.

Le denunce di minorenni scomparsi, infine, dal 1974 al giugno 2015 sono state oltre 72 mila, di cui piu’ di 54 mila quelli rintracciati, mentre 18 mila sono ancora da ritrovare. Una particolare fascia d’eta’ che fa segnare un incremento importante nelle ultime rilevazioni: nel primo semestre del 2015 si registra un aumento di circa 3 mila unita’ rispetto al dicembre 2014. “Gli incrementi registrati nel corso degli ultimi due anni – spiega il rapporto -, riguardano i minori stranieri non accompagnati allontanatisi volontariamente dalle comunita’ di affido (e ancora da ricercare): 6.592, su un totale di 16.475 (riferito al periodo dal 1974 ad oggi, ivi compresi tutti i casi di motivazione non determinata). Un aumento complessivo di 2.456 unita’ rispetto allo scorso anno che comprende minori con una fascia di eta’ tra i 15 e i 17 anni. La maggior parte di questi ha una storia di reiterazione delle fughe”. Stando al rapporto, inoltre, il maggior numero di allontanamenti dagli istituti o comunita’ si e’ registrato in Sicilia, Lazio e Lombardia. “Per questi ultimi, i numeri sono cresciuti esponenzialmente a partire dall’inizio della primavera araba ed in concomitanza dei cambiamenti internazionali nell’area del mediterraneo, 25 mila minori stranieri scomparsi dal 2008 (di cui 13 mila ritrovati e 11 mila ancora da rintracciare)”. (www.redattoresociale.it)

15 Ott 2015
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