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Londra, esplosione in metro; Pd attacca su Consip; Oggi scattano i vitalizi


Ecco titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia DIRE

LONDRA, ESPOLOSIONE IN METROPOLITANA

Una ventina di feriti, nessuno grave. E’ il bilancio dell’esplosione avvenuta nella metorpolitana di Londra alle 8.20 vicino alla stazione di Parsons Green. Scotland Yard non ha dubbi, si tratta di terrorismo. L’ordigno artigianale è scoppiato a bordo di un treno in un secchio nascosto da una busta del supermercato. “Siamo vicini ai feriti. Solidarieta’ e sostegno al Governo e al popolo britannico”, assicura il ministro degli Esteri Angelino Alfano.

PD ALL’ATTACCO SU CONSIP, È “EVERSIONE”

Pd all’attacco dopo le rivelazioni del pm di Modena Lucia Musti sul caso Consip: “Emerge un’attività eversiva contro il presidente del Consiglio Matteo Renzi e le istituzioni repubblicane. Vogliamo la verità”, osserva il vice Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. Il capogruppo al Senato, Luigi Zanda, evoca il “complotto” e si dice sicuro che l’arma dei Carabinieri abbia “tutti gli anticorpi per fare pulizia al proprio interno”.

OGGI SCATTA IL VITALIZIO, M5S RINUNCIA

Equiparare il trattamento pensionistico dei parlamentari a quello degli italiani. Lo chiede il Movimento 5 stelle che annuncia di voler rinunciare al vitalizio. “La legge Fornero non ci piace, ma deve essere applicata anche a deputati e senatori”, dice Alessandro Di Battista. Proprio oggi, infatti, è scattata la pensione per i parlamentari che maturano il diritto alla prima legislatura: 417 deputati e 191 senatori che a 65 anni percepiranno un assegno di circa mille euro.

CARITAS DENUNCIA: SEMPRE PIU’ MURI NEL MONDO

Aumentano le barriere che dividono i popoli: erano 15 nel 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, oggi sono diventate 63. Lo denuncia la Caritas nel dossier ‘All’ombra del muro’, come riporta Agensir. Nel 2015 sono stati avviati i lavori di 17 recinzioni, altre 4 nel 2016. Un boom negativo che ha toccato anche l’Europa, con 13 nuovi muri a partire dal 2013 per contenere i flussi migratori della rotta balcanica. Lo scorso anno sono stati costruiti anche i 175 chilometri tra Ungheria e Serbia, voluti dal governo nazionalista di Viktor Orban.

15 settembre 2017

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