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DIRE Emilia-Romagna

A Bologna gli studenti tornano a scuola.. e in aula per loro c’è il patriarca di Costantinopoli

BOLOGNA – Un primo giorno di scuola ‘benedetto’. Se lo ricorderanno così gli studenti del liceo Malpighi di Bologna che oggi hanno avuto la possibilità di confrontarsi con una delle più importanti autorità religiose a livello mondiale: il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, giunto nell’isituto insieme all’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi. “E’ l’ospite più importante che la nostra scuola abbia mai avuto- dichiara la preside Elena Ugolini– e la nostra scuola esiste dal 1883. Oggi noi tutti potremo imparare e lei, sarà il nostro docente”. A introdurre il patriarca è Giacomo Bettini, professore di storia e filosofia, che ha curato e organizzato l’evento assieme alla preside: “L’incontro di oggi è un’occasione che ci permette di calare nel presente la storia che studiamo. Per incontrarla e, interrogandola, imparare a conoscerla e a giudicarla”.

Dopo essersi fatto spiegare il funzionamento della stampante 3d del laboratorio scolastico (progettato dagli studenti) Bartolomeo I si rivolge ai ragazzi. Non con una lectio magistralis, come da programma, ma con un lungo discorso sui temi del dialogo e della tolleranza: “Il dialogo è un elemento fondante della vita umana- spiega il patriarca di Costantinopoli- in un mondo sempre più individualista ne abbiamo un disperato bisogno. Perché l’attuale crisi mondiale, il terrorismo, le migrazioni, sono il risultato della mancanza di un dialogo serio”. Bartolomeo I si sofferma poi sull’importanza del saper unire istruzione e formazione: “L’apprendimento privo di crescita umana farebbe di ogni uomo una macchina priva di emozioni e incapace di relazioni. Mentre ogni essere umano è grande non solo per la sua capacità intellettiva, ma anche per come sa porla al servizio degli altri”.


Dopo aver ricevuto una felpa in regalo dagli studenti, il patriarca ha benedetto tutti i presenti, per poi salutarli con una battuta: “Devo correre in aeroporto. Se perdo l’aereo rimarrò qui per sempre, così Bologna sarà la prima città al mondo con due arcivescovi, uno cattolico e uno ortodosso”. A rispondere alle tante domande degli studenti sono così rimasti Zuppi e padre Dionisio, responsabile della parrocchia greco-ortodossa di Bologna. A loro Pietro, uno studente di quarta, ha chiesto come la diversità possa essere fonte di approfondimento del proprio io. “La diversità è necessaria- gli ha risposto l’arcivescovo- nemmeno Dio può pensarsi da solo. Ecco perché ha fatto gli uomini e ha mandato suo figlio a salvarli”.

A Mario, che chiedeva dove stesse il confine tra tolleranza e sottomissione, ha risposto invece padre Dionisio: “Il confine sta nell’evitare il fenomeno del secolo:l’indifferenza. Che non è sottomissione, ma l’annullamento totale della persona”. Elena ha infine domandato a entrambi gli ospiti cosa significasse davvero voler bene o amare l’altro: “Noi non dobbiamo voler bene, siamo fatti per farlo” ha spiegato Zuppi. Gli ha fatto eco padre Dionisio: “In lingua greca l’espressione ‘ti voglio bene’ non esiste, esiste solo il verbo amare. Ed è davvero così, non c’è alcuna differenza. Ma amare il prossimo non è possibile per chi non ama se stesso. Così chi non lo fa finisce per aver paura dell’altro. E’ lì che nascono tutti i problemi”. Il discorso integrale di Bartolomeo I sarà pubblicato sul sito del liceo Malpighi, per favorirne la diffusione: “Quello che il patriarca ha detto è bellissimo- rimarca Ugolini- ma non lo vogliamo tenere per noi. Per questo lo invieremo al maggior numero di studenti italiani possibile”.

di Gabriele D’Angelo, giornalista

(Immagini e video di Davide Landi)

15 settembre 2017

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