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Pil, Confindustria: “L’Italia è un paese debole, persi 15 anni”

confindustria_pilROMA – Il paese e’ fermo da 15 anni e “nel contesto di accresciuta turbolenza globale l’economia italiana presenta una debolezza superiore all’atteso. La risalita del pil si e’ arrestata gia’ nella scorsa primavera”. È l’allarme lanciato negli Scenari economici dal centro studi di Confindustria.

Gli ultimi indicatori congiunturali non puntano a un suo rapido riavvio, piuttosto confermano il profilo piatto“, prosegue il rapporto.

“Sul piano dell’avanzamento economico il paese ha alle spalle un quindicennio perduto”, sottolinea il Csc. Infatti “prima, durante e dopo la grande recessione si e’ accumulato un distacco molto ampio: tra il 2000 e il 2015 il pil e’ aumentato del 23,5% in Spagna; del 18,5 Francia e del 18,2 in Germania mentre e’ calato dello 0,5 per cento in Italia”.

E le dinamiche in corso “sentenziano che le distanze stanno aumentando ancor piu’ rapidamente”.

“Ai ritmi attuali di incremento del prodotto, l’appuntamento con i livelli lasciati nel 2007 e’ rinviato al 2028 mentre non verra’ mai riagguantato il sentiero di crescita che si sarebbe avuto proseguendo con il passo precedente, pur lento”, spiegano gli imprenditori.

PIL. CONFINDUSTRIA TAGLIA STIME: +0,7 IN 2016 E +0,5% NEL 2017

ROMA – Il centro studi di Confindustria stima una variazione del pil italiano di +0,7% quest’anno e di +0,5% nel 2017. È quanto emerge dagli scenari economici del Csc di settembre. La revisione al ribasso della crescita quest’anno, si legge, in confronto alla previsione elaborata in giugno (+0,7 da +0,8) e’ spiegata esclusivamente dall’andamento del pil nel secondo trimestre.

Il profilo per la seconda parte del 2016 infatti non e’ cambiato. Inoltre, a causa del trascinamento statistico leggermente piu’ basso anche la dinamica del pil prevista per il 2017 e’ ritoccata all’ in giu’ di un decimo di punto.

15 settembre 2016

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