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Cultura. Franceschini: “Eravamo in ritardo sui musei, ora i primi in Europa”

ROMA – “La nostra è una sfida di un cambiamento che innova profondamente il sistema museale italiano. Arriviamo in ritardo ma superiamo molti altri Paesi d’Europa perché è stata la prima volta di una selezione pubblica internazionale e aperta per trovare i direttori dei primi 20 musei nazionali che ha richiamato 1.200 persone selezionate”. Così il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in occasione della presentazione dei 20 nuovi direttori al Mibact, alla presenza del premier Matteo Renzi.

D. Franceschini

D. Franceschini

“Le nomine- ha ricordato Franceschini- sono state l’ultimo passo di un percorso. Non abbiamo inziato dai direttori ma tutto è iniziato un anno fa partendo dalla constatazione della perdita di terreno sul fronte della valorizzazione del patrimonio museale. Abbiamo quindi diviso le funzioni della tutela dalla valorizzazione e ora i musei avranno un percorso autonomo distinto dalle Sovrintendenze. Quando siamo arrivati i musei statali non esistevano giuridicamente ed erano uffici diretti da un funzionario, senza autonomia contabile e di firma né capacità decisionale, bilancio e statuto. Da oggi le Sovrintendenze si occuperanno solo di tutela, mentre i musei dipenderanno dalla Direzione generale musei. E dentro questo percoso abbiamo infine scelto 20 direttori con un percorso alternativo alle normali regole della pubblica amministrazione per i musei autonomi. Ora questi avranno uno statuto, il revisore dei conti e comitati scientifici. Ma non rinunceremo a lavorare come una squadra, saremo un sistema”. “La presenza di Renzi oggi è la prova del compimento del percorso di una sfida che non è solo del Mibact ma del Governo tutto- ha concluso il ministro Franceschini- Quanto fatto è davvero un pezzo di cambiamento del Paese”.

40 MILIONI DI VISITATORI – “Non ci sarà mai un museo italiano al top nel mondo nelle classifiche dei visitatori. Il nostro primo, la galleria degli Uffizi, ha il numero chiuso. L’Italia è diversa dagli altri Paesi che hanno un museo nazionale con raccolte di tutta la nazione: abbiamo un sistema di oltre 400 musei diffusi su tutto il territorio che non hanno paragone nel mondo. Nessun museo può competere con il patrimonio italiano, che l’anno scorso ha raccolto oltre 40 milioni di visitatori, più dei 5 musei più grandi del mondo tutti insieme”

CHEF E MUSEI – “Vorrei che nei musei italiani ci fossero più ristoranti e servizi di qualità. Penso alla ristorazione di eccellenza della cucina italiana di quella località. Mi piacerebbe che i più grandi chef di quella determinata regione abbiano un punto di contatto con i musei locali“, aggiunge il ministro.

15 settembre 2015

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