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DIRE CULTURA

Sinergia Iscr-Asi, la tutela dei monumenti italiani arriva dallo spazio

ColosseoROMA – Villa Adriana, il Colosseo, la Torre di Pisa e Pompei visti dallo Spazio. E con loro tutti gli altri monumenti italiani, monitorati “continuamente, giorno e notte”, e protetti dall’occhio attento dei satelliti, in grado di rilevare anomalie ambientali, ma anche umane, che ne mettono a rischio la tutela. L’Italia si prepara a diventare leader nei servizi aerospaziali applicati ai beni culturali grazie alla collaborazione tra l’Istituto superiore per la Conservazione e il Restauro (Iscr) e l’Agenzia spaziale italiana (Asi), avviata oggi con il workshop ‘Tecnologie applicative e servizi aerospaziali a supporto del patrimonio culturale’ in corso al Collegio romano. Con loro, anche Cnr, Ispra, Asas ed Enav, per una giornata di confronto tra operatori del mondo dei Beni culturali e delle tecnologie  che ha messo in luce le potenzialità che la sinergia potrà portare per una migliore conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio artistico e “per una più forte presenza del sistema nazionale negli scenari europei e internazionali”.

Del resto, l’Italia è già leader nei due settori e ora “deve diventarlo anche nelle tecnologie avanzate per la gestione del patrimonio culturale”, ha tenuto a dire il segretario generale del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Antonia Pasqua Recchia, che oggi ha aperto i lavori.

“Abbiamo tutti i numeri, dobbiamo farlo- ha aggiunto intervistata dall’agenzia Dire- perché ogni investimento sul patrimonio culturale e’ foriero di ricadute positive sul territorio. Investire in tecnologia avanzata per conservare meglio il patrimonio, farlo conoscere e valorizzarlo, significa raddoppiare le potenzialità di sviluppo che derivano da quell’investimento”.

Tra i vantaggi della collaborazione Iscr-Asi, l’attività di prevenzione a favore dei monumenti messi a rischio da fenomeni ambientali come frane, smottamenti e alluvioni, ma anche dagli abusi edilizi in aree vincolate. Sì, perché i dati satellitari possono monitorare e registrare i movimenti del terreno, e dunque anche delle strutture, con la possibilità di intervenire prima che il rischio diventi danno effettivo.

“L’incontro tra le tecnologie aerospaziali e i beni culturali- ha detto il presidente di Asi, Roberto Battiston- permette con risorse relativamente limitate di monitorare l’intero patrimonio continuamente, giorno e notte, con grande dettaglio e precisione, indicando e fornendo preziose indicazioni su dove intervenire e quando, e verificando prima che accadano certi tipi di crolli e di disastri. Le tecnologie ci sono, naturalmente questo richiede uno sforzo organizzativo per garantire un servizio che oggi è episodico e si basa su principi di dimostrazione”.

Per quanto riguarda la collaborazione con l’Iscr, Battiston ha aggiunto che “e’ nostra intenzione andare in questa direzione, che passa anche attraverso una politica di dati open, forniti a un pubblico il più vasto possibile per sensibilizzare la società alle potenzialità del dato satellitare che viene applicato a livello più sofisticato, caso per caso, nelle applicazioni di interesse”.

Mettere a sistema le diverse esperienze fatte fino a oggi e la ricerca scientifica al servizio dei beni culturali può rappresentare un vantaggio non da poco, in grado di tutelare moltissimi monumenti. Come Villa Adriana a Tivoli, scelta come caso di studio del progetto Videor, messo a punto da Nais in collaborazione con l’Iscr e Superelectric e finanziato dal ministero dello Sviluppo economico, che prevede l’integrazione dei dati satellitari con quelli presi direttamente sul sito per la valutazione del rischio.

Gisella Capponi, direttore Iscr, ha specificato che “uno degli aspetti che vorremmo sperimentare nel progetto che riguarderà il comune di Tivoli, con tutte le sue emergenze, è proprio quello delle strutture: posizionandovi sopra dei marker, il satellite ha la possibilità di leggerne gli spostamenti. Questa è una scala molto più piccola di rilevamento- ha aggiunto- che però consente di verificare l’andamento delle strutture murarie”.

E se a godere del supporto sarà la tutela dei siti monumentali italiani, anche la loro valorizzazione e la loro fruizione potranno migliorare. “Si sono incontrati due mondi in cui l’Italia primeggia- ha tenuto a dire il presidente Asas, Maurizio Fargnoli- Le nuove tecnologie possono dare strumenti potenti per i beni culturali, per migliorare l’attività di conservazione, la conoscenza dettagliata dei beni e la loro localizzazione, ma anche la fruizione, rendendo più efficace la gestione del patrimonio, con ricadute economiche e occupazionali”.

di Nicoletta Di Placido

giornalista professionista

15 settembre 2015

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