Migranti, Praga contro Conte: “Approccio italiano strada per l’inferno”

ROMA – La solidarieta’ chiesta dall’Italia sulla crisi dei migranti sta diventando realta’. E’ soddisfatto il presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte che su facebook traccia un primo bilancio della strategia messa in atto ieri nei contatti con i leader dei 27 paesi europei. “Dopo i 100 migranti di cui si sono fatte carico ieri sera Francia e Malta, oggi anche la Germania ha acconsentito a prenderne altri 50. Al momento- scrive Conte- ci sono quindi 150 persone – su un totale di 450 migranti che erano diretti in Italia e che sono attualmente a bordo delle navi Frontex e della Guardia di Finanza – che saranno equamente distribuite in altri Paesi europei. Questa è la solidarietà e la responsabilità che abbiamo sempre chiesto all’Europa e che ora, dopo i risultati ottenuti all’ultimo Consiglio europeo, stanno cominciando a diventare realtà. Continuiamo su questa strada, con fermezza e nel rispetto dei diritti umani”.

A spegnere l’entusiasmo del premier italiano interviene però il presidente della Repubblica Ceca, Andrej Babis, che commenta così la lettera inviata ieri dal premier italiano Giuseppe Conte ai 27 paesi membri dell’Unione europea: “Ho ricevuto una copia di una lettera del primo ministro Conte e di altri primi ministri dell’UE al Presidente del Consiglio europeo, Tusk e alla Commissione europea, Juncker, dove il primo ministro italiano ha chiesto all’UE di occuparsi di una parte delle 450 persone ora in mare. Un tale approccio è la strada per l’inferno“, scrive su twitter.

BABIS (REP. CECA): NON RICEVEREMO NESSUN MIGRANTE

La Repubblica Ceca dice ‘no’ alla distribuzione dei migranti tra i 27 proposta ieri dal premier italiano Giuseppe Conte. “Il nostro paese non riceverà alcun migrante. Per quanto riguarda il Consiglio europeo, abbiamo applicato il principio di volontariato per la delocalizzazione e ci atterremo ad esso”, scrive su twitter il premier della Repubblica Ceca Andrej Babis.

E aggiunge: “L’unica soluzione alla crisi migratoria è il modello australiano, cioè non consentire lo sbarco dei migranti in Europa e restituire le navi con cui sono salpati. Dobbiamo inviare il chiaro segnale che l’immigrazione clandestina è finita e che l’Unione europea è pronta a restituire immediatamente i migranti irregolari”. Per Babis i migranti vanno aiutati “nei paesi da cui provengono, al di fuori dei confini europei. Accettare le persone non è una soluzione, anzi, aumenta ancora il problema che abbiamo in Europa”.

 

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15 luglio 2018
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