Il lavoro in DIREtta, le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

MEGALE (FISAC CGIL): GOVERNO APRA CONFRONTO SU CREDITO – “Concordo con il Governatore di Bankitalia quando dice che ‘per legge non si produce ricchezza e non si creano posti di lavoro’, per questo il governo deve rilanciare una politica degli investimenti che vada oltre la propaganda e che sia in grado di sostenere la crescita e creare occupazione, a partire da un piano straordinario di occupazione per i giovani”. Così il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale. “Per questo- aggiunge il dirigente sindacale- le banche devono utilizzare la liquidità proveniente dalla Bce per riaprire i rubinetti del credito ad imprese e famiglie, recuperando anche quel meno 2,2 di prestiti alle imprese registrato nell’ultimo anno pur in un quadro di miglioramento rispetto agli anni precedenti. Il governo, invece- prosegue il segretario del sindacato dei bancari della Cgil- dovrebbe aprire un tavolo con le parti sul modello di banca e le prospettive del settore, avendo chiaro la priorità della tutela piena dell’occupazione del settore e del ruolo di servizio per il paese che le banche devono svolgere. Nell’ambito di questo tavolo- conclude Megal – il governo dovrebbe anche decidere celermente di armonizzare la politica fiscale sui crediti deteriorati e sulle sofferenze, portandolo a un anno rispetto ai cinque attuali, così come avviene per i principali paesi europei, e ridando per questa via elementi di competitività al settore”.

ROMA, SINDACATI E ASSOCIAZIONI DATORIALI SCRIVONO A MARINO – “Il perdurare della crisi economica, cui si è aggiunta una crisi morale e sociale devastante e di enormi proporzioni, rende improcrastinabile un confronto sui principali temi connessi allo sviluppo e al lavoro nella Capitale d’Italia”. Così i leader della Cgil di Roma e del Lazio, della Cisl di Roma, della Uil di Roma e del Lazio e i rappresentanti regionali delle associazioni datoriali (Cia, Cna, Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confservizi, Federlazio, Legacooperative) in una lettera indirizzata al sindaco Marino. “Chiuso con il bilancio 2015 il piano di rientro, le cui ricadute e i cui tagli sono stati concentrati nella corrente annualità, – scrivono – occorre aprire una nuova fase di crescita economica (anche utilizzando lo strumento del Pon città metropolitana 2014-2020) e gestire il problema delle disuguaglianze e della povertà attraverso un’adeguata protezione sociale”. “La crescita economica potrà essere conseguita se si rimodula il modello di sviluppo – continua il comunicato -. Ecco perché è sempre più urgente realizzare un vero e proprio piano strategico per Roma e l’intera area metropolitana. Nell’immediato non possiamo perdere di vista importanti tematiche come il fisco locale, il welfare, la casa, il recupero e la riqualificazione, le periferie, il turismo e i servizi, la legalità, il sistema degli appalti, le attività produttive e il lavoro”. “Vista inoltre l’imminenza del Giubileo – proseguono – diventa necessario definire al più presto la contrattazione d’anticipo a partire dai temi del lavoro, della sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’accoglienza e degli investimenti pubblici. In tale quadro crediamo vada sostenuta con ogni sforzo possibile, anche attraverso l’intervento della Regione e soprattutto del Governo, la candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024. Chiediamo dunque la costituzione di un tavolo di confronto per la crisi e lo sviluppo aperto alle interlocuzioni con la Regione Lazio e i ministeri competenti viste le funzioni e il ruolo di Roma Capitale”.

 

ENEL: CGIL-FILCTEM, ALLARGARE I LIVELLI OCCUPAZIONALI – Allargare i livelli occupazionali, realizzare un processo di efficientamento e risparmio energetico utile alla ripresa industriale del paese. Sono queste le richieste avanzate da Cgil e Filctem Cgil ieri all’amministratore delegato di Enel Francesco Starace, nel corso di un incontro cui hanno partecipato anche i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Al centro della discussione “uno scambio di idee sulla situazione del mercato elettrico nel nostro paese, sui futuri investimenti in Italia e sulle prospettive occupazionali dell’azienda”. Nel corso della riunione Enel ha informato i sindacati delle prospettive di collaborazione nella diffusione della banda larga e del processo di ricollocazione del personale dagli impianti di generazione tradizionale in dismissione. Cgil e Filctem hanno espresso “preoccupazione per il processo di ridimensionamento delle centrali tradizionali in Italia, non solo per gli effetti occupazionali, ma anche nella prospettiva di una ripresa economica più complessiva”. In questo quadro, Cgil e Filctem hanno chiesto all’azienda “di garantire e allargare i livelli occupazionali e di avanzare proposte in grado di assicurare non solo il fabbisogno energetico, ma di realizzare compiutamente un processo di efficientamento e risparmio energetico utile alla ripresa industriale del nostro paese”.

CATANIA: SINDACATI, CORSO DEI MARTIRI PROGETTO DI PROSPETTIVA – “Siamo finalmente di fronte ad un progetto di prospettiva che tiene conto del presente e del futuro della città di Catania”. Cgil, Cisl, Uil e Ugl esprimono “apprezzamento all’amministrazione comunale per il progetto di risanamento della ferita di Corso dei Martiri, e per i contenuti che, in termini di salvaguardia dell’esistente, riduzione di cubature, mantenimento del verde e della scuola già presente nell’area, rispettano quanto già detto in questi anni e in più occasioni, dal sindacato catanese. Con il progetto di Corso dei Martiri, continua la nota, è finalmente giunto il tempo di ricucire un antico vulnus territoriale, ma perché ciò accada in termini pieni e definitivi, è necessario che il Comune proceda velocemente, e in direzione di efficienza ed efficacia. E che dunque vengano rilasciate in tempi brevi le concessioni edilizie alle aziende, così come d’altronde l’amministrazione si è già impegnata a fare di fronte al consiglio comunale”. Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Catania chiedono inoltre che “il progetto Corso dei Martiri rappresenti anche l’occasione giusta per avviare il confronto con le forze sociali e rilanciare opere edilizie minori; il settore è drammaticamente in crisi da troppi anni, e il rimettere in moto azioni, anche di minore entità, potrebbe rappresentare un’occasione di rilancio. Infine, ma non in ordine di importanza, i sindacati catanesi chiedano che il progetto venga sigillato da un protocollo di legalità da stilare davanti al Prefetto, a difesa di eventuali appetiti di malaffare e criminalità organizzata”.

 

FIRENZE: SLC CGIL, SOPPRESSO CORPO DI BALLO MAGGIO DANZA – “Maggio Danza conclude la sua storia. Il Sovrintendente della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino nell’incontro con i sindacati del 2 luglio, e la direzione lo ha ribadito nell’incontro di ieri 14 luglio, ha annunciato la fine del percorso della compagnia di ballo che fin dalla fine degli anni 60 ha accompagnato l’offerta artistica del Maggio Musicale Fiorentino. Alcuni ballerini sono stati incentivati all’esodo, altri hanno rassegnato le proprie dimissioni, i pochi rimanenti (4) saranno licenziati con provvedimenti individuali”. E’ quanto comunica la Slc Cgil. “Da tempo la Fondazione aveva annunciato di voler cessare l’attività di MaggioDanza incontrando sempre le ostilità delle organizzazioni sindacali. Slc Cgil aveva posto una pregiudiziale alla trattativa sul piano di risanamento quando l’allora Commissario F. Bianchi annunciò la volontà di licenziare tutti i tersicorei i quali non avrebbero avuto nessun tipo di paracadute, contrariamente a quanto sarebbe accaduto ai lavoratori ritenuti in eccedenza che avrebbero dovuto essere trasferiti in Ales”. Il tentativo di salvataggio fatto con l’accordo del 7 gennaio 2014 attraverso il distacco ad una società terza è fallito, le ipotesi di progetti alternativi avanzate nel corso del tempo dalle OO.SS. non sono state accolte adducendo motivazioni di carattere economico che nascondono invece scelte politiche fatte sia a livello territoriale che nazionale e insieme a tutto ciò è svanita anche la possibilità di poter fruire di spettacoli di danza prodotti dalla Fondazione a Firenze. “La soppressione del corpo di ballo Maggio Danza è un ulteriore tassello della insensata destrutturazione in una Fondazione Lirico Sinfonica di una espressione fondamentale per la compiutezza artistica e pedagogica della produzione culturale Lirico – Coreutica nel territorio. Si continua nel disegno di distruggere i corpi di ballo nel nostro Paese che da sempre è stato punto di riferimento sia in genesi a livello Europeo che per le eccellenze espresse universalmente riconosciute negli anni.”

15 Luglio 2015
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