‘Bella Ciao’, dopo ‘La Casa di Carta’ arriva il remix e scoppia la polemica

ROMA – E’ la canzone partigiana per eccellenza, intrinsecamente connessa a uno dei periodi più difficili della storia italiana. E ora è diventata una hit da discoteca. A realizzare il remix di “Bella Ciao”, che ha generato lo sdegno di molti utenti sui social, c’ha pensato Steve Aoki. Ma perché un dj americano si è interessato a una canzone italiana di impronta prettamente politica? E’ presto detto, il motivo italiano rivoluzionario per eccellenza fa parte della colonna sonora di una delle serie tv di maggior successo degli ultimi tempi: “La Casa di Carta”, storia di un gruppo di ladri che decidono di assaltare la Zecca spagnola di Madrid. Al colpo, che è molto di più di una semplice rapina, “El profesor” e la sua banda danno un significato simbolico di resistenza appunto, di ribellione al sistema. Il brano è infatti cantato (in lingua italiana) in alcune delle scene più importantI della serie non americana più vista su Netflix. 

Così girando per il mondo potrà capitare facilmente di imbattersi in gruppi di ragazzi che intonano il motivo di “Bella Ciao” senza comprenderne veramente il significato. Addirittura in Brasile è stata realizzata una cover baile funk da MC MM e DJ RD. Il brano intitolato “Só quer Vrau”, il cui testo è completamente differente dalla canzone originale, ha riscosso un enorme successo e conta al momento 106 milioni di visualizzazioni su You Tube.

Il remix di “Bella Ciao” e la rivolta dei social

Il mondo dei social non ha preso molto bene questo fenomeno legato a “Bella Ciao” e molti utenti nelle ultime ore hanno espresso il proprio malcontento su Twitter con commenti al vetriolo. A gettare benzina sul fuoco, infiammando le tastiere, il fatto che a collaborare con Aoki per realizzare il remix della canzone siano stati due dj italiani, i Marnik, (Alessandro Martello e Emanuele Longo).

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15 Giugno 2018
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