Cultura

Terremoto, nel deposito della Mole Vanvitelliana di Ancona l’Iscr salva 150 opere ferite

Consolidamento id.; nello sfondo Madonna col Bambino e santi Carlo Borromeo, Filippo Neri e Benedetto

ROMA – Consolidare le opere frammentate, ricomporre gli affreschi, assicurare il giusto microclima. La cura dell‘arte ferita dal sisma è fatta anche di pronto intervento e messa in sicurezza, condizioni necessarie per assicurarne la salvezza e preparare il lavoro di restauro.

È questo che avviene nel deposito allestito alla Mole Vanvitelliana di Ancona, dove dal 20 ottobre del 2016, data del primo recupero, sono arrivate 863 opere colpite dal terremoto, provenienti da 30 siti delle province di Matera e Ascoli Piceno. In prima linea per la loro tutela, l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro finora ha messo in sicurezza 150 tesori tra manufatti lignei, tabernacoli e dipinti.

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Con i restauratori, gli storici dell’arte e gli architetti dell’Istituto, a lavorare nel deposito delle Marche anche tre gruppi di neolaureati della Scuola di Alta Formazione (Saf-Iscr), che si sono alternati in questi ultimi mesi. Le attività che si svolgono nella Mole Vanvitelliana (come nel deposito di Cittaducale, allestito dall’Iscr, e negli altri centri di raccolta attivi dopo gli eventi sismici) riguardano una prima fase di inventariazione, immagazzinamento e redazione di una scheda conservativa – che permette di stabilire le priorità di intervento – e di messa in sicurezza attraverso operazioni di controllo e di pronto intervento conservativo dei beni mobili.

Altro compito dei tecnici, intervenire sul territorio regionale con sopralluoghi presso gli altri depositi allestiti dagli enti diocesani o dagli uffici territoriali del ministero dei Beni culturali, oltre a effettuare operazioni di prima necessità soprattutto nei casi di trasferimento di un’opera danneggiata.

 

(Foto di Iscr)

Le operazioni di messa in sicurezza non si fermeranno in estate, e anzi si arricchiranno della presenza degli studenti Saf-Iscr durante i mesi di luglio e settembre nell’ambito dei cantieri previsti al termine di ogni anno accademico. Saranno gli allievi dei percorsi formativi più affini alle tipologie dei manufatti presenti nel deposito di Ancona, provenienti dalle due Scuole di Roma e Matera, a essere selezionati per partecipare alle operazioni di messa in sicurezza delle opere danneggiate.

Operativo ad Ancona già dallo scorso novembre con operazioni di pronto intervento, come la disinfestazione urgente e il nuovo imballo sulle tavole del polittico del Compianto della Pinacoteca di Sarnano e di verifica dello stato di conservazione di un gruppo di opere ricoverate in deposito, da marzo l’Iscr ha avviato gli intervenuti su diverse tipologie di manufatti.

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Tra le opere salvate, la Madonna col Bambino in terracotta dipinta e un altare ligneo dipinto, entrambi provenienti dalla chiesa di San Placido (Ussita), il tabernacolo della chiesa di Santa Maria Assunta di Pieve Bovigliana (Mc) e il Cristo Liberatore dipinto su pietra, dal Monastero di San Liberatore di Castelsantangelo sul Nera (Mc), oltre a numerosi dipinti su tela come l’Immacolata dalla chiesa di San Francesco a Visso o la Pesca miracolosa da Santa Maria Annunziata di Camerino, databili rispettivamente al XVI e al XVII secolo.

Le squadre di storici dell’arte e restauratori Iscr sono state attive anche sul territorio delle Marche con la partecipazione a sopralluoghi, tra cui quello alla chiesa di Santa Maria delle Grazie e la collegiata di San Martino di Caldarola e la pieve di Santa Maria di Ussita. Un prossimo impegno dell’Istituto riguarderà la partecipazione all’allestimento dei nuovi depositi delle diocesi marchigiane, tra cui la Diocesi di Camerino-Sanseverino.

15 giugno 2017
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