La manovra è legge, ok del Senato alla fiducia con 144 sì e 104 no. Cgil: “Violata democrazia”

ROMA – La fiducia posta dal Governo sulla manovra è passata con 144 voti a favore, 104 contrari e un astenuto. Il provvedimento ora è legge.

GENTILONI: IMPEGNI MANTENUTI SENZA NUOVE TASSE

“Approvata la manovra correttiva. Impegni di bilancio mantenuti senza nuove tasse. Priorità ai fondi per la ricostruzione post terremoto”. Così il premier Paolo Gentiloni in un tweet.

CAMUSSO: APPROVAZIONE E’ ERRORE, VULNUS DEMOCRATICO

“Hanno sbagliato, ancora una volta si violano le regole della democrazia, non si rispetta il diritto di voto dei cittadini, anzi si determina un vulnus e una conferma di un governo e forze politiche non hanno il coraggio di discutere apertamente nel Paese dei temi del lavoro”. Così la leader della Cgil, Susanna Camusso, a margine della presentazione alla Camera dei diari di Bruno Trentin, commenta il voto del Senato che rende legge la ‘manovrina‘ che contiene anche le nuove norme sul lavoro occasionale. Da parte sua, la Cgil, che sabato scende in piazza, continua la mobilitazione: “Continueremo- sottolinea Camusso- sul versante del rispetto dell’articolo 75 della Costituzione, perchè c’è un’indebita abrogazione dei referendum invece che delle norme e sul fronte della Carta dei diritti e del contrasto alla precarietà”.

M5S: GOVERNO SCARICA SUE COLPE SU CITTADINI E IMPRESE

Ci aspettavamo la solita mazzata all’insegna dell’austerità, ma è andata anche peggio. Il Governo non si è limitato a correggere i conti dello 0,2% per portare il deficit dal 2,3% al 2,1% del Pil come richiesto da Bruxelles, ma ha sfruttato l’occasione per imbastire una vera e propria manovra primaverile”. Lo denunciano i senatori M5S delle commissioni Bilancio e Finanze elencando: “Estensione dello split payment per 1 miliardo di euro, stretta sulle compensazioni Iva per 1 altro miliardo, che salirà a 2 miliardi nel prossimo biennio, e una serie di misure che aumentano le entrate mettendo in difficoltà cittadini e imprese. Si pensi in particolare alla rimodulazione dell’Aiuto per la Crescita Economica (ACE), ridotto di oltre 200 milioni di euro”.

A ciò, continuano i parlamentari M5s, “si aggiunge mezzo miliardo di tagli sconsiderati ai Ministeri, senza nessuna seria riqualificazione della spesa. Siamo di fronte alla logica di sempre: ridurre le spese fondamentali, aumentare la pressione fiscale e lasciare all’asciutto gli enti locali, dando una mancetta consolatoria alle zone terremotate giusto per salvare l’apparenza. Come se non bastasse- concludono Bulgarelli, Lezzi, Mangili, Airola e Bottici- il freddo servilismo di Padoan e Gentiloni di fronte ai diktat di Bruxelles, la manovrina è diventata anche una scusa per togliere le castagne dal fuoco all’incompetente Franceschini, bocciato dal Tar, e per finanziare il teatro dell’ex parlamentare Luca Barbareschi con 8 milioni di euro. Infine, alla mazzata presente si è aggiunta quella futura. Dall’1 gennaio 2018 l’Iva aumenterà dal 10 all’11,5% per l’aliquota agevolata e dal 22 al 25% per quella normale. Un massacro annunciato, rinviato con stratagemmi vergognosi dal Governo Renzi e ora scaricato sulle spalle dei consumatori tutto in un colpo”.

15 Giugno 2017
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