Ttip, le considerazioni di Calenda: “Dire che è importante non significa ok per forza, standard verso l’alto”

calendaROMA  – Rispetto al Ttip “sostenere che è importante non vuol dire chiuderlo a ogni costo”, infatti “il rischio che non lo sarà è più che concreto”. Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, lo dice svolgendo nell’Aula della Camera una informativa urgente del Governo relativa al negoziato tra l’Unione europea e gli Stati Uniti sull’accordo di partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti, noto come Ttip.

“O CONVERGENZA VERSO ALTO O A OGNUNO PROPRI STANDARD” –  Rispetto agli standard di qualità, anche ambientale, europei che si teme possano finire travolti dal Ttip “se convergenza ci sarà sarà verso l’alto o ognuno terrà i propri standard”.

“Ad esempio sono fuori dell’accordo i criteri Reach sul rischio chimico”, spiega Calenda, “non è parte del negoziato il principio di precauzione che ci differenzia dagli Usa, tenendo fuori gli Ogm ad esempio”, così come “servizi pubblici, cultura, diritti, servizi audiovisivi”. Ciò detto, “non si devono confondere le posizioni americane emerse da alcuni leaks con le posizioni della trattativa”, conclude il ministro.

“A FAVORE DEL PIU’ AMPIO GRADO DI TRASPARENZA” –  “Sono a favore del più ampio grado di trasparenza non solo su Ttip ma anche su altri grandi trattati ai quali nessuno sembra interessarsi”.

“Non si comprende la richiesta di stop delle negoziazioni prima ancora di conoscerne contenuto”, aggiunge Calenda, “se non ci sediamo a trattare con il partner che ha i più alti standard, con chi ci dovremmo sedere a trattare?”.

Ttip“PUNTO DI SVOLTA RELAZIONI ECONOMICHE INTERNAZIONALI” –  “Considero il Ttip un punto di svolta nelle relazioni economiche internazionali, portandoci in una fase diversa della globalizzazione”.

“L’Europa da anni ha preso la strada degli accordi bilaterali”, spiega Calenda, “vediamo profilarsi una grande area scambi tra Paesi che accettano regole pari e standard elevati”, un’operazione che coinvolgendo “il 60% del commercio mondiale spingerà i PAesi Brics ad aprirsi”. Insomma, “il Ttip ha l’obiettivo di riportare timone globalizzazione nelle nostre mani” riducendo gli “squilibri”, emersi da “un percorso fin qui difficile e controverso”.

“PARTICOLARMENTE VANTAGGIOSO PER PMI ITALIANE” – “Il Ttip potrebbe essere particolarmente vantaggioso per l’Italia” visto che rivolgendosi agli Usa “i dazi colpiscono i settori della nostra specializzazione”, riscontrandosi ad esempio dazi del 20,8% sulle calzature, del 10% sulle ceramiche. Da questi dazi sono “colpite soprattutto le Pmi” a causa di “economie di scala che sono meglio assorbite dalle multinazionali”, aggiunge Calenda.

SU INDICAZIONI GEOGRAFICHE RISULTATI CONCRETI PER OK – Sulle Indicazioni geografiche “il Ttip dovrà fornire risultati concreti per essere approvato” e “agli Usa chiediamo di essere pragmatici”.

“L’Ue vuole la protezione circa 200 Indicazioni geografiche”, ricorda Calenda affrontando uno dei temi più discussi dai critici del Ttip, ma “il 95% non sono confondibili con i prodotti Usa”. Ciò detto, però, “riteniamo vada introdotto il divieto di evocazione contro il fenomeno dell”italian sounding'”, e cioè quelle denominazioni che scimmiottano prodotti tipici italiani, come il noto ‘parmesan’, una truffa che secondo stime Coldiretti ha ormai un fatturato di circa 60 miliardi realizzato da ‘tarocchi’. Quindi, chiede Calenda, la richiesta è proibire “colori, bandiere, scritte in italiano che richiamino il nostro paese”.

15 Giu 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»