Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/7

di Diego Giorgi
Foto da Calciatori Brutti (Facebook)

Foto da Calciatori Brutti (Facebook)

Portogallo-Islanda, sarò breve: 1 a 1. Finito. Troppo breve. Così potrebbe sembrare una mancanza di rispetto per la magnifica prestazione delle hostess di Alitalia che ieri sera, alla prima ad un europeo, hanno strappato un bel pareggio con un’Islanda coriacea e organizzata. Non erano le simpaticissime amiche dell’ex compagnia di bandiera? Ah no, scusate, il completino del Portogallo mi ha confuso.

Allora vado di sintesi, per punti:
– La partita non era sicuramente di cartello, però l’Islanda al debutto ha fatto una mezza impresa. Mezza, perché va bene la favola del Leicester (con mister Ranieri che ormai potrebbe congedarsi da conferenza stampa con “date una carezza ai vostri bambini”), però gli amici islandesi nel girone di qualificazione si sono piazzati secondi a 20 punti dietro la Repubblica Ceca a quota 22. Due in più di Turchia, sette dell’Olanda che, strano ma vero, guardano Euro 2016 in tv. Se ci metti poi che il Portogallo- che è mancato quasi sempre nell’uno contro uno- ha fatto di tutto per mettere a proprio agio i lunghi islandesi (fortissimi di testa)… da una parte un attacco sterile e confusionario, dall’altra catenaccio puro e ripartenze, con un unico comandamento: sparecchiare poi si vedrà.
Cristiano Ronaldo. E’ un giocatore stratosferico, secondo solo a Messi. Magari in carriera potrà arrivare a quota 16.548 gol, ma non si avvicinerà mai a Maradona. Diego ieri sera la partita l’avrebbe vinta da solo. Per questo non sarà mai una leggenda tribolata e bellissima, già mitologica. Capita infatti di imbattersi in discussioni sciagurate, strampalate, spregiudicate, in cui si paragonano i ritmi di oggi con quelli di allora. Ma che significa, che Coppi oggi non sarebbe stato il Campionissimo? Che Armstrong non sarebbe stato adatto a fare l’astronauta? Bazzecole, il talento si plasma sempre sul cambiamento. Poi pareggi con l’Islanda, con lo spirito ammaccato da due zampate date bene, e tu caro Cristiano che fai? Dici cose del tipo: “Ho pensato che avessero vinto l’Europeo per come hanno esultato alla fine. È stato incredibile. Abbiamo provato in tutti i modi a vincere la partita mentre l’Islanda non ha fatto nulla. Questo, secondo me, dimostra la loro piccola mentalità e che non faranno nulla in questa competizioni”. Piccoli sono piccoli, con i suoi appena 300.000 abitanti. Ma che dovevano fare dopo il gol del figlio di Bjarna (Bjarnason, perché in Islanda ci tengono a dire che sono tutti figli di qualcuno), recitare 30 Ave Maria e darsi 50 frustate sulla schiena? Eddai. Un conto se sei presuntuoso e anarchico, un altro se sei presuntuoso e impomatato: alla lunga annoi.
15 giugno 2016
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