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Egitto, nel 2015 due miliardi di dollari in spese militari

proteste egittoROMA  – Oltre 2 miliardi di dollari: questa la spesa complessiva sostenuta dal Cairo per il settore della difesa nel 2015, secondo quanto emerso da un rapporto realizzato dalla Ihs, societa’ di analisi attiva dal 2000, e diffuso dal portale di informazione indipendente Mada Masr.

La cifra investita dall’amministrazione Al-Sisi fa cosi’ salire l’Egitto al quarto posto tra gli importatori mondiali di armi e apparati logistici. Il 2015 e’ stato un anno record per questo settore a livello mondiale, che ha registrato un volume di affari pari a 65 miliardi di dollari. Ben 21,6 miliardi di questi sono frutto degli acquisti della sola regione mediorientale, con l’Arabia Saudita leader assoluto della classifica: per portare avanti la sua battaglia in seno alla coalizione attiva nello Yemen ha speso 9,3 miliardi. A seguire India e Australia.

L’economia dell’Egitto, dopo la caduta di Mubarak del 2011, e’ entrata in una dura fase di recessione, dovuta a un’emorragia di valuta estera, che ha causato la contrazione delle importazioni, aumentando il deficit e frenando la ripresa economica. Tuttavia dopo l’ascesa di Al-Sisi, si e’ entrati in una lenta fase di risalita favorita da nuovi accordi di cooperazione con paesi terzi, molti dei quali destinati al settore della difesa: 1,3 miliardi di dollari dagli Stati Uniti ed equipaggiamenti dalla Francia per un valore di 5,2 miliardi di euro, solo per citare i piu’ consistenti. Mada Masr solleva preoccupazioni non solo per l’ingente fetta di denaro pubblico dedicato a questo ambito, ma anche per la “mancanza di trasparenza” che il governo mantiene su tale spesa. Le stime delle agenzie di analisi risultano infatti discordanti a causa della difficolta’ di accesso ai dati: per Transarancy international nel 2015 il Cairo ha speso 4,4 miliardi di dollari, mentre per Bmi Research, addirittura 5,1 miliardi di dollari. Transparancy international ha inoltre collocato l’Egitto nella categoria F della classifica che calcola il rischio di corruzione nella gestione del denaro destinato al settore della difesa: il piu’ alto, secondo tale indice, a causa del fatto che il governo non rende pubblici questi dati ne’ garantisce il controllo da parte degli organismi della societa’ civile, impedendo un dibattito aperto.

15 giugno 2016
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