Toscana

L’odissea dei migranti diventa un rap – GUARDA IL VIDEO

rap_firenze

FIRENZE  – Hanno ‘rappato’ il loro viaggio della speranza verso le coste italiane provando a raccontare attraverso la musica la difficoltà di lasciare la propria famiglia e i propri affetti per intraprendere un cammino segnato dalla carestia e dalla violenza dei ‘trafficanti di uomini’.

Balde Bassi dal Senegal e Culibaly Makamba dal Mali, attualmente ospiti in un centro di accoglienza a Firenze dove sono arrivati alcuni mesi fa, sono due artisti che hanno affidato alla musica il dramma e la paura vissuta durante la loro traversata verso nord. “Un viaggio- spiegano- che si può affrontare solo grazie al coraggio dato dal ricordo e dalle promesse fatte a chi si è lasciato a casa”. Balde, che già scriveva poesie e testi per canzoni rap in Senegal, da quando è in Italia ha deciso anche di interpretarle.

“Attraverso le canzoni- racconta insieme a Culibaly- riusciamo a dire cose che altrimenti non riusciremmo ad esprimere. Possiamo condividere la storia di un viaggio terribile che resterà per sempre scolpito nella nostra memoria: picchiati come asini nel deserto, arrestati in Libia, costretti ad osservare i corpi di nostri amici meno fortunati galleggiare nel mare“. Però grazie alla musica “anche la rabbia può diventare ‘gentile’, accogliente e la gente è più disposta ad ascoltarci e forse a capirci”.

Balde Bassi e Culibaly Makamba sono ospiti nel centro di accoglienza per richiedenti asilo di via Slataper gestito dalla cooperativa Il Cenacolo, dove svolgono corsi di lingua italiana e corsi di formazione professionale. “Cerchiamo di far esprimere a questi nostri ragazzi e ragazze tutta la loro creatività- spiega il presidente della cooperativa Il Cenacolo Matteo Conti-. E’ un modo terapeutico per superare le paure e spesso può trasformarsi anche in attività ricreativa e talvolta professionale”.

di Diego Giorgi, giornalista

15 giugno 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»