VIDEO | Frutta e pane avanzati al mercato? Hera li porta ai bisognosi. Parte progetto a Modena

Il gruppo Hera avvia a Modena il progetto 'Ciboamico' coinvolgendo una settantina di commecianti del mercato Albinelli, in centro storico
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MODENA – Recuperare gli alimenti che comunque non verrebbero venduti, dal pane del giorno prima all’ortofrutta magari finita in seconda fila, e donarli a chi si trova in condizione di disagio (ottenendo sconti sulla Tari). Portando così a termine una doppia ‘missione’: ridurre la produzione di rifiuti e dare una mano a chi ha bisogno. È l’essenza di Ciboamico, il progetto del gruppo Hera per il recupero delle eccedenze alimentari che si apre alle città di Modena, per la prima volta, approdando allo storico e centralissimo mercato Albinelli.

Roberto Berselli

Se nelle mense aziendali del gruppo, dove il progetto è già attivo da 10 anni, l’obiettivo è il ‘rilancio’ dei pasti non consumati, la collaborazione con la settantina di commercianti dell’Albinelli mira invece a evitare lo spreco di quei prodotti freschi che, al termine della giornata, possono avanzare sui banchi del mercato e non attraggono più i clienti. Illustrano oggi la novità Paolo Paoli, responsabile dei servizi ambientali di Hera del distretto modenese, Roberto Berselli, vicepresidente del consorzio gruppo Ceis onlus, e Andrea Prandini, presidente del consorzio dell’Albinelli.

I commercianti potranno scegliere di donare al Ceis le loro rimanenze: la raccolta è prevista due volte alla settimana, nella fascia oraria 13.45-14.30. I numeri della fase sperimentale, che ha preceduto l’avvio ufficiale del progetto, mostrano che ogni anno si potranno avviare alla filiera della solidarietà approssimativamente 2.750 chili di alimenti: si tratta appunto, più che altro, di frutta, verdura, pane e prodotti da forno, per un controvalore economico stimato da 8.000 euro.

Il beneficio ambientale del recupero di cibo si concretizza sia in termini di mancate emissioni in atmosfera, pari a 3.700 chilogrammi di anidride carbonica equivalenti, sia per il risparmio di acqua per la coltivazione e la produzione degli stessi prodotti (4,5 milioni di litri). Grazie dunque agli esercenti e grazie al Ceis, che provvede alla raccolta delle derrate destinate poi nelle strutture modenesi “Casa Mimosa” e “La Torre“, il cibo diventa amico forte tra l’altro di un regolamento comunale ad hoc, che prevede per gli esercenti del mercato che partecipano uno sconto sulla Tari proporzionale a quanto donato.

Alessandra Filippi

Tutto il progetto, nato su proposta di HeraLab Modena e a cura di Last Minute Market, presente oggi col suo ad Matteo Guidi, potrà essere riproposto anche in altri luoghi individuati via via come ‘strategici’, nell’ambito del quadro normativo della legge Gadda, dell’agosto 2016, e della legge regionale (la 16 del 5 ottobre 2015) con cui l’Emilia-Romagna ha sposato l’economia circolare. Commenta su Ciboamico Alessandra Filippi, assessore comunale all’Ambiente: “Questa è un’importante iniziativa di sostenibilità sia ambientale sia sociale, da rendere strutturale e in grado di stimolarne altre simili nel territorio”.

Paolo Paoli

Paoli parla di “progetto da primato nel suo genere in Italia: lo sforzo, rispetto all’attività nelle mense, è stato quello di far cooperare tra loro tanti attori, generando valore condiviso”. Condivide Berselli: “Partecipiamo con piacere a questo progetto, non tanto per il valore economico del cibo recuperato, che è lo 0,8% di quanto noi spendiamo per i nostri ospiti, ma per il suo valore sociale, educativo e simbolico“. Sorride anche Prandini: “Abbiamo aderito con grande interesse, in Italia e in Europa attorno ai mercati ruotano già molti progetti sociali e solidali”.

Il mercato Albinelli:

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15 Maggio 2019
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