Violenza donne, ‘Bold is beautiful’: quando la bellezza è rinascita

Proventi del mese di maggio in Italia saranno interamente destinati a Mamme a scuola Onlus e D.i.Re-Donne in Rete contro la violenza
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Epilazione uguale buona azione. È lo slogan con cui Benefit Cosmetics invita le donne a contribuire al sostegno di associazioni che promuovono l’empowerment femminile attraverso un gesto di bellezza: l’epilazione delle sopracciglia negli oltre 80 Brow Bar disponibili in vari punti vendita Sephora, il cui devoluto del mese di maggio in Italia sarà interamente destinato a Mamme a scuola Onlus e D.i.Re-Donne in Rete contro la violenza, grazie alla campagna ‘Bold is Beautiful’.

‘BOLD IS BEAUTIFUL’, LA CAMPAGNA BENEFIT PER L’EMPOWERMENT FEMMINILE

‘Bold is Beautiful’ nasce negli Stati Uniti d’America nel 2015 da un’idea delle fondatrici di Benefit Cosmetics Jean & Jane Ford “con un obiettivo preciso- spiega alla Dire Laura Arrigoni, direttore generale Benefit Cosmetics Italia- sostenere l’empowerment delle donne nel mondo”. L’iniziativa coinvolge, in un primo momento, quattro Paesi in cui vengono raccolti 3 milioni di dollari, a favore di undici associazioni.

“Tutto lo staff Benefit è partecipe di un progetto che sancisce un aspetto importante del brand- continua Arrigoni- ‘Bold is Beautiful’ arriva in Italia nel 2017, quando vengono raccolti 195mila euro. Il secondo anno, invece, siamo arrivati a 223mila euro, nel 2019 speriamo di superare i 250mila euro e, in tutto il mondo, di raggiungere i 6 milioni di dollari”.

Somme importanti destinate in Italia all’associazione Mamme a scuola Onlus, “che si occupa di insegnare e integrare le donne immigrate, attraverso l’insegnamento della lingua italiana, nella nostra cultura e di tirarle fuori dall’isolamento”, e a D.i.Re, la prima associazione nazionale di centri antiviolenza, “in particolare a quelle donne che, finite le lacrime, pensano al proprio futuro, se lo immaginano diverso e si impegnano per quello, uscendo dalla casa rifugio per andare a vivere in una nuova casa, cercando un nuovo lavoro. Donne che ricominciano a guardare al futuro con il sorriso”. 

‘DOTI DI AUTONOMIA’, ECCO IL PROGETTO D.i.Re 

Si chiama ‘Doti di autonomia’ il progetto D.i.Re nato nel 2017 grazie alla raccolta fondi Benefit: ben 220mila euro che in due anni (2017-18) hanno aiutato circa 70 donne vittime di violenza a ricrearsi una vita autonoma una volta uscite dalla casa rifugio. “Le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza provengono da qualsiasi background- spiega alla Dire Daniela Santarpia, responsabile nazionale dei progetti di inserimento lavorativo della rete D.i.Re e coordinatrice di ‘Doti di autonomia’- Quelle che non lavorano, però, hanno maggiore difficoltà nel rendersi autonome. Con ‘Doti di autonomia’ riusciamo a dare loro un piccolo fondo su cui contare per i primi mesi d’affitto, le caparre, gli allacci delle utenze e piccoli arredi”. Il fondo viene erogato con un bando interno alla rete D.i.Re.

“Le donne fanno richiesta attraverso il centro e indicano la cifra di cui hanno bisogno fino a un massimo di 4.500 euro- continua Santarpia- A chi non ha nessuna possibilità consigliamo di chiedere il massimo e l’operatrice stila un programma di aiuto più ampio”.

Perché un progetto pensato sull’autonomia? “Perché sono vari anni che la rete D.i.Re si sa concentrando sul sostegno delle donne che escono dalle case rifugio- chiarisce la coordinatrice del progetto- e spesso la fase più dura del percorso di uscita dalla violenza. Quando parliamo di autonomia intendiamo non solo sostegno abitativo, ma anche lavorativo, due aree che procedono parallelamente. Quando le donne si rivolgono alle forze dell’ordine e ai servizi sociali si interviene immediatamente, è ‘il dopo’ che non è previsto perché non c’è un intervento nazionale a sostegno del lavoro e dell’occupazione delle donne vittime di violenza, non esiste una collocazione prioritaria. E le più svantaggiate- precisa- sono le donne del Sud. Quando arrivano le vittime di violenza hanno la percezione di non valere nulla, di non essere credute da nessuno- prosegue- Il percorso di empowerment nei centri antiviolenza dà loro la forza, la voglia di farcela. ‘Doti di autonomia’ serve ad accompagnare questa rinascita”.

LE BEAUTUY SESSION DEDICATE ALLE DONNE DEI CENTRI 

E parte della rinascita è anche dare alle donne la possibilità di rivedersi belle. “Benefit ha deciso di sostenere D.i.Re attraverso ‘Bold is Beautiful’ e, con l’occasione, a marzo ha invitato le donne sostenute da centri antiviolenza e case rifugio direttamente negli store per una beauty session- racconta alla Dire Stefania Campisi, operatrice del centro antiviolenza Le Onde Onlus di Palermo- Ognuna di loro ha potuto scegliere se essere semplicemente truccata o fare anche un tutorial. È stato un momento molto bello, perché non si aspettavano che una grande azienda potesse occuparsi di loro, quindi si sono sentite importanti, valorizzate- sottolinea- In più sono state accolte con grande discrezione e, allo stesso tempo, con affetto e attenzione”. E accompagnate a guardarsi allo specchio con uno sguardo diverso, superando l’imbarazzo, a farsi belle per loro stesse.

“Quando le donne hanno voglia di curarsi, vestirsi, truccarsi- continua l’operatrice- sappiamo che hanno iniziato a uscire dalla dinamica della violenza. Quando entrano al centro sembrano trascurate, ti fanno capire che hanno altri problemi e non possono occuparsi del corpo, della bellezza”. Per questo “la giornata è rimasta un ricordo molto bello” e alcune di loro “lo scorso anno ci hanno chiesto di fare una passeggiata prima di tornare a casa. Forse perché volevano guardarsi anche nello sguardo ammirato degli altri”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

15 Maggio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»